
Buonasera compatrioti/e,
ho deciso di scrivere questo post con la speranza di discutere un po’ su un argomento di cui molte persone sanno pochissimo, ma che per molte altre fa una differenza fondamentale. Il problema è particolarmente diffuso nel nostro Paese, per motivi storico-culturali che intuirete senza dubbio.
Nonostante si parli spesso dell’aborto e dell’autonomia sul proprio corpo, entrambi diritti umani che non dovrebbero mai essere messi in discussione, non molti sanno che la ginecologia è una branca della medicina afflitta da livelli impensabili di ignoranza, preguidizio e negligenza. L’aspetto più in vista per tutti è il focus sulla salute riproduttiva e l’ostetricia, come gli attacchi al diritto all’aborto dimostrano. Ma andiamo più a fondo.
Dato che scodellare pampini è ancora un tacito obbligo per molte donne – e insisto sul tacito, quasi nessuno osa più dirlo in modo esplicito, ma le pressioni sociali e familiari ci sono tutte e forti – la fertilità femminile ha un peso spropositato e immeritato nella ginecologia. Ne segue che molti ginecologi (nella mia esperienza quasi tutti, e curiosamente tutte donne) non sembrano proprio in grado di trattare con cura e compassione pazienti che non rientrano nei criteri di cis, etero, sessualmente attive e possibilmente fertili. Al di fuori di questo inizia il disagio, senza parlare del valore morale che viene senza nessuna giustificazione assegnato alla sessualità femminile. (Segue leggero TMI). >!Mentre molte si sentono chiamare cose perché hanno “troppo” sesso, quasi nessuno dei miei ginecologi si è dimostrato disponibile e gentile dopo aver saputo della mia verginità anche in età più avanzata (e btw, non culturale o per scelta, non mi andava di farlo e basta). Troppa fatica. Non sono mai stata visitata internamente in Italia perché vergine, cosa assurda e mai sentita all’estero. Questo mi ha portato a tardissima diagnosi di vari problemi notevoli.!<
L’altro effetto principale, il cui impatto è davvero troppo sottovalutato, è la disinformazione. La medicina legata alla fertilità risucchia un eccesso di fondi, ricerca e sensibilizzazione che inevitabilmente vengono a mancare per una miriade di altre patologie. E qui giungo per forza all’esempio più eclatante: l’endometriosi.
L’endometriosi è una malattia di origini sconosciute che porta l’endometrio, ovvero il tessuto che ricopre l’utero, a crescere e propagarsi in organi dove non dovrebbe essere: apparato digerente, ovaie, uretra, pancreas ecc. Ad ogni mestruazione, l’endometrio si gonfia, sanguina ed è espulso dall’utero; nelle persone afflitte da questa malattia l’endometrio fa lo stesso in tutte le altre aree del corpo. Questo provoca infiammazione in tutte queste aree, causando dolore lacerante, problemi digestivi, mestruazioni insopportabili e talvolta cicli lunghi mesi. I sintomi variano moltissimo da paziente a paziente, con alcuni casi del tutto asintomatici.
Molte donne non vengono valutate e credute correttamente quando parlano dei loro sintomi. Alcune ricevono diagnosi scorrette che dimenticano del tutto la presenza dell’apparato riproduttivo, e ad alcune viene persino detto che mestruazioni dolorosissime sono normali e la maternità risolve il dolore (spoiler: lo peggiora). Nonostante secondo l’OMS l’endometriosi abbia una spaventosa incidenza del 10% della popolazione femminile mondiale (sembra poco finché non lo traduci in una donna su dieci), il tempo medio di diagnosi negli USA e in Italia è simile: circa undici anni. Il Ministero della Salute sta offrendo fondi proprio in questi anni (dall’anno scorso) per ulteriore ricerca.
Personalmente ho la fortuna di non soffrire di endometriosi: ho la sorella meno cattiva (adenomiosi), dove il principio è lo stesso, ma il tessuto maligno è nelle pareti muscolari interne dell’utero. Anche la mia diagnosi è arrivata dopo dodici. Nonostante questo, io ho un lusso che le mie colleghe con l’endometriosi non hanno: ho una cura definitiva, l’isterectomia.
Per metterlo in prospettiva, mi sto portando dentro da tutta la vita un organo malato che la stragrande maggioranza dei dottori non ha nessuna intenzione di rimuovere. Perché?
Indovinate: I P A M P I N I
La rimozione dell’utero è un’operazione che sta diventando sempre più efficace e a basso rischio con il tempo. Si tratta ovviamente di un’operazione molto importante che rimuove un organo, quindi non senza rischi di complicazioni o cose varie. Ma se si esce tranquillamente dall’operazione, cosa che quasi tutti fanno ogni giorno, i rischi a lungo termine sono potenzialmente zero e molto facilmente corretti nell’immediato. Nonostante questo, è la sola procedura medica che mi abbia dato enormi problemi di informazione: ci sono moltissime boiate in circolo anche tra i ginecologi, come l’idea che si debba attendere quasi fino alla menopausa per evitare problemi ormonali (cosa vera soltanto nel caso di rimozione delle ovaie, che si fa molto più spesso per il cancro e quasi mai per l’adenomiosi, e il cancro insomma quando arriva arriva).
Il mio ginecologo in Italia, trovato molto tardi ma il più rispettoso e comprensivo che abbia mai incontrato, mi disse che l’isterectomia è praticamente impossibile sotto ai 35 perché nessuno lo vuole fare per paura di donne che cambiano idea. Ora che sono expat non ho neanche dovuto aspettare un anno: ancora qualche settimana e il mio utero non vedrà i trenta. Finalmente potrò lavorare, studiare e uscire di casa come una persona normale.
In conclusione: l’Italia nello specifico, ma quasi ogni nazione in generale, non informa le donne sul loro stato di salute. Moltissimi ginecologi non sono neanche formati adeguatamente per essere tali. Spesso e volentieri, alle donne sono negate cure fondamentali per preservare la loro fertilità, che lo vogliano o meno. Il prezzo lo paghiamo noi: in dolore, in interi anni sprecati, in depressione profonda, in rischio di gravidanza, in frustrazione per non essere credute, e a volte – quando non abbiamo più opzioni – [con la nostra stessa vita.](http://www.hormonesmatter.com/endometriosis-suicide/)
Ho scritto questo post non solo per portare alla luce un problema gravissimo di cui tanti Italiani non hanno mai sentito parlare, indipendentemente da età, sesso o altri gruppi demografici; l’ho scritto anche per sentire le esperienze delle tantissime pazienti che sono qui e hanno attraversato questo limbo per anni se non decadi. Siete riuscite ad avere isterectomie, semplici sterilizzazioni o altre operazioni necessarie? Quanto avete dovuto aspettare? Che falsità e scuse vi hanno raccontato per negarvi cure mediche necessarie?
Fatemi sapere, e grazie di aver letto.
Ah, edit: ovviamente complimenti a tutti quelli che già stanno dicendo che sto generalizzando e mi sono inventata le cose. Capito tutto, lol!
21 comments
Su facebook c’è un gruppo di persone Childfree e chi vuole fare l’isterectomia si passa il nome dei ginecologi che la fanno, quasi sempre privatamente.
È un modo di tamponar, ecco.
Personalmente anche io sono una vergine nonostante l’età avanzata ed il problema degli anticoncezionali non mi si è mai posto.
Lungi da me screditare la tua storia, però la risposta sul perché non ti vogliono isterectomizzare in Italia te l’ha data il tuo medico e un po’ te la sei data da sola… In un paese dove i medici possono essere accusati di omicidio e andare in galera, in un paese dove la paziente può firmare un consenso informato dove accetta l’intervento informata di tutte le conseguenze e alternative ma se cambiasse idea a cose fatte e citasse in giudizio il medico accusandolo di chissà cosa le verrebbe anche data ragione, puoi biasimare i ginecologici?
Negli anni si è alimentato un clima di diffidenza e demonizzazione dei medici e della sanità, pronti subito a far causa o a millantare chissà quale torto subito, e ora se ne pagano le conseguenze… Guardacaso a donne in menopausa l’utero viene levato un tanto al chilo, della serie “signora già che ci siamo lo leviamo?”
Soffro di dismenorrea, ho perso la verginità a 25 anni.. mi è capitato molto di quello che hai scritto.
Visita interna mai prima dei 25 anni, sguardi scioccati quando alla prima visita a 22 anni ero ancora vergine… volevo sotterrarmi dalla vergogna. Mi hanno fatto sentire molto a disagio, anche perché ti dicono che così loro non possono visitarti come si deve, che la visita è solo approssimativa e quindi sai gia’ che uscirai da li’ senza alcuna risposta. In attesa di una visita per probabile endometriosi, ed è da quando ho 19 anni che ho cicli molto abbondanti e dolori forti. Sono finita in PS tanti anni fa una volta, perché ero quasi svenuta il primo giorno di ciclo, non mi reggevo in piedi. Ovviamente sono stata sgridata, non era un’urgenza da PS e okay, non avevano torto. Dopo 3 pastiglie, diarrea e un vomito non sapevo più che antidolorifici prendere. Onestamente pensavo mi stessero scoppiando le ovaie. Ho subito il classico: ” il dolore mestruale è normale, hai una soglia del dolore molto bassa, devi sopportare di più, ce l’hanno tutte le donne e non fanno i drammi che fai tu”.
Prima di prescrivermi la pillola la gine del consultorio mi disse: “Se resti incinta, c’è buona probabilità che i dolori poi passino”. Mia zia ha avuto 3 parti e ha preso antidolorifici da cavallo fino alla menopausa. Cazzate, non è così per tutte e soprattutto che diavolo di consiglio è? Perché è vero, l’unica cosa importante è che li’ sotto tutto vada bene solo in funzione di un pargolo. Di tutto il resto, ciclo e soprattutto sessualità, frega nulla.
Dolori durante ai rapporti? “Devi essere più rilassata, è tutto nella tua testa, sei troppo tesa non devi pensarci (grazie al c***o, se mi fa male, per forza un po’ sono tesa), usa più lubrificante, non è la pillola”. Si è la pillola, senza, chiaramente c’è molto meno dolore e bruciore, ma è 2 anni che chiedo perché ho dolori a livello della cervice … “mah boh, usa più lubrificante”. Fine.
Testimonianza indiretta: la mia compagna, 56 anni, ha dovuto fare una isterectomia totale due anni fa e non è stata una passeggiata, cicatrice – operata con tecnica classica laparotomica – ben visibile e qualche dolore di *pancia* di troppo.
Rimango della opinione che il nemico principale delle donne sono le altre donne
Grazie per aver fatto questo post, purtroppo sono problemi di cui si è iniziato a parlare solo di recente.
Ti dico solo che la prima volta che sono andata dal ginecologo sono uscita piangendo. Avevo 17 anni, ancora vergine, ero andata dal ginecologo per una semplicissima candidosi. Quando dico al medico di non aver ancora avuto rapporti (cosa non assurda per un’adolescente) lui si stizza e inizia dirmi che non poteva visitarmi bene e che gli stavo facendo perdere solo tempo. Poi mi si avvicina e cerca di infilarmi un dito nella vagina senza avvisarmi e senza mettere nemmeno una goccia di lubrificante sul guanto. Al che, colta di sorpresa, mi irrigidisco e chiudo le gambe e lui si innervosisce ancora di più.
O ancora passa qualche anno e vado dal ginecologo per farmi prescrivere la pillola. Lui me la prescrive assicurandomi che non avrei avuto particolari effetti collaterali. Io la prendo e inizio ad avere dei forti sbalzi di umore (con anche crisi di pianto a random). Ne parlo con il ginecologo e sembrava che gli avessi detto qualcosa di mai sentito. Vado a leggere su internet e scopro che in realtà ci sono molte donne che hanno ripercussioni sull’umore, bah.
Per non parlare di quanto vengano sminuiti, come OP ha fatto notare, problemi come ovaio policistico, vulvodinia o sindrome premestruale. Della serie “l’uomo con sudore, la donna con dolore”.
Una sfilza di inesattezze, generalizzazioni, accuse senza senso a un’intera categoria di professionisti.
Immagina credere di saperne di più di gente che studia per 10 anni per diventare ginecologo dopo qualche ricerca su google e wikipedia.
>Non sono mai stata visitata internamente in Italia perché vergine, cosa assurda e mai sentita all’estero.
Ecco, mi vergogno un po’ a dirlo ma non sapevo neanche si potesse. È da un anno che periodicamente vado dalla ginecologa per alcuni problemi di cui ancora non sono riuscita a identificare una causa. Sono andata avanti di ecografie, esami del sangue e tamponi perché mi era stato categoricamente detto che una visita interna non si poteva fare. Felice di sapere che la mia verginità vale di più della mia salute.
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Il corpo delle donne, in una società ancora a misura d’uomo (maschio) viene ignorato sistematicamente. Raccomando, se già non l’hai letto, *Invisibili* di Caroline Criado Perez.
Capisco quello che dici e mi dispiace apprendere ciò che ti è accaduto durante tutto questo tempo, non dev’essere stato affatto semplice. Personalmente, mi è capitato di fare ricerca legata indirettamente alla fertilità (l’obbiettivo era/è quello di migliorare le rese della fecondazione in vitro). A tal proposito, mi sento di commentare questo tuo passaggio:
>La medicina legata alla fertilità risucchia un eccesso di fondi, ricerca e sensibilizzazione che inevitabilmente vengono a mancare per una miriade di altre patologie.
Questa cosa che dici è un’assurdità priva di fondamento. Che la fertilità sia un campo molto studiato è vero, ma ciò non sottrae i fondi a nessuno. Allo stesso modo potresti dire che, visti i miliardi investiti nella ricerca per la rigenerazione cardiaca, questo toglie fondi alla ricerca sulle cardiomiopatie, e non è così.
Le ragioni per cui gli investimenti in fertilità sono un “hot topic” sono molteplici e complesse e non si possono riassumere semplicemente in “siamo un paese di retrogradi in cui le donne vengono viste principalmente come incubatrici”.
Il fatto è che c’è *sempre* il rischio di cambiare idea. La stessa cosa per la vasectomia maschile, cosa molto meno radicale di un’isterectomia, ma anch’essa difficilmente reversibile.
Biologicamente un utero è *più prezioso* di un apparato maschile, fino a che non si potrà avere un utero artificiale come ne “Il mondo nuovo” ciascun utero è prezioso più per la società che per la donna che lo ospita.
Le statistiche di fertilità sono X figli per donna, dove per “donna” si intende “portatrice di utero”, escludendo trans, ecc… non “x figli per uomo”, che non avrebbe senso.
“prima le donne e i PamPini” è dovuto più alla biologia che alla cavalleria.
Certo, è qualcosa di culturale, ma ha un senso se ci pensi.
Ti posso dire con tranquillità che ad esclusione dei mega iper bacchettoni di cui ce ne sono sempre meno, non gliene frega un cazzo a nessuno se tu vuoi avere bambini o meno. Non è una questione storico-culturale dei pampini, la chiesa, gesù, o niente, è solamente una questione di medicina difensiva.
Io sono al V anno di medicina a Bologna e ho una mamma che ha avuto un cancro all’utero e che l’ha tolto.
Fortunatamente da quel che ho visto la nostra realtà è piu avanti: a Bologna ci sono ambulatori appositi per l’endometriosi e l’adenomiosi, a noi studenti hanno fatto lezioni e addirittura ci sono incontri di formazione anche sulla vulvodinia, e sicuramente siamo piu avanzati di altre Uni (per dire abbiamo fatto una lezione sulle transizooni di genere e nell’ospedale c’è un ambulatorio dedicato che fa visite settimanalmente)
Posso però dirti che concordo con chi parla di medicina difensiva. Bypassando tutti quei medici che non conoscono le patologie, chi le conosce ma non vuole praticare una isterectomia penso che abbia altri motivi che nasconde dietro un “ma poi ti penti”:
1. Il costo: se fatto pubblicamente ovviamente sono tutti costi da giustificare alla direzione sanitaria
2: il rapporto rischio beneficio: adenomiosi e endometriosi si trattano (ma non curano) con farmaci, somministrare progestinici/estroprogestinici/GnRh agonisti ha un rischio decisamente minore che metterti sotto i ferri.
3. Banalmente la medicina difensiva, se ti faccio una isterectomia hai i rischi operatori del caso, nel senso che se muori sotto ai ferri la tua famiglia mi denuncia perche non è che ti stessi facendo una operazione salva vita ma avevo altre opzioni per il controllo dei sintomi, cosi come se ti penti, o come se ti danneggio qualche nervo e hai modifiche della sensibilità o se sviluppi un infezione e cosi via
Purtoppo è un mix di cose e non solo l’essere retrogradi rispetto alla necessità di figliare (grazie al cielo nel reparto di ginecologia che ho frequentato NESSUNO dei medici o specializzandi che ho incontrato aveva questa mentalità)
La mia non é una storia di dolore, come quella di amiche con endometriosi o altre patologia che i medici sottostimano. La mia é una tipica (perché ne ho sentite tante, troppe) storia di vergogna inflitta da un medico.
Mai voluto figli. Mai.
Circa 8 anni fa (a circa 25 anni) vengo operata ad un ovaio per levare una ciste che dall’ecografia risulta essere grossa come una pallina da ping pong.
Esiste la possibilità che perderò un ovaio.
Da altre ecografie risulta che forse sembra esserci una tuba collassata dall’altro lato.
Esiste la possibilità dovranno levarli entrambi, si vedrà in sede di operazione.
Mai stata preoccupata di non poter procreare.
La mia unica preoccupazione era finire in menopausa prima dei 30.
Vengo operata e il ginecologo chirurgo che mi ha seguito ed operato riesce a salvarmi tutto.
Mi dice che ha fatto una ricostruzione totale dell’ovaio e che tutto funzionerà alla perfezione. Lo ringrazio come ringrazierei il meccanico per avermi cambiato il filtro dell’olio.
Ogni anno torno da lui per i controlli e tutto va bene.
Due anni fa gli dico che ho intenzione di smettere la pillola e passare ad un anticoncezionale possibilmente non ormonale, quindi volevo chiedergli consigli.
Lui si infervora e parte su una filippica che la spirale (che non gli ho chiesto) la si mette solo dopo almeno 3 figli e che invece di pensare agli anticoncezionali avrei dovuto pensare a mettere in progetto un bambino che piu aspetto peggio é.
Io, che volevo solo un parere ed un consiglio sulle possibilità dei contraccettivi da un medico specializzato, sono rimasta allibita. Gentilmente gli ripeto (come già avevo fatto) che non era fra i miei programmi e che non erano affari suoi.
La sua faccia di disgusto non la dimenticherò mai.
Da allora ho cambiato ginecologo, ora ho una dottoressa bravissima che non giudica e che mi ha illustrato varie possibilità. Probabilmente a fine estate metterò il chip contraccettivo, mentre il mio compagno si sta informando sulla vasectomia.
Da uomo transgender adulto che sta cercando di tenersi stretto il suo apparato riproduttivo senza dover rinunciare al riconoscimento legale non posso che esprimerti tutta la mia solidarietà, ho affrontato un sacco di schifezze da quando ho iniziato il mio percorso di affermazione di genere ma le visite ginecologiche sono tipo **la** cosa che ancora mi dà i conati dall’ansia se solo penso ad organizzarmi. E non è questione di disforia nel mio caso, come dici tu si tratta di affrontare ignoranza, indelicatezza, pregiudizio in un ambiente che ti fa sentire estremamente vulnerabile per poi ottenere praticamente 0 risposte. In Italia tu “devi” fare figli mentre io “non devo” per la stessa violazione dell’autonomia e dell’autodeterminazione che permea la medicina di un certo stampo.
>mi disse che l’isterectomia è praticamente impossibile sotto ai 35
perché nessuno lo vuole fare per paura di donne che cambiano idea
Non capisco questa cosa: se ti fai operare firmi una liberatoria; quand’anche qualcuno cambiasse idea che rischi correrebbe il medico?
Grazie per questo post, è un ottimo spunto di discussione e mi permetti di lanciarmi in una delle mie filippiche preferite sui ginecologi: prescrivono la pillola a cazzo di cane per qualcunque tipo di problema.
Ho l’ovaio policistico e ho dovuto studiare da sola per capire da cosa possa essere causato e come attaccare il problema alla radice, perché prendere la pillola non serve assolutamente a nulla (oltre a ritardare il momento in cui dovrai affrontare davvero il problema, tipo quando vorrai avere figli e non ci riuscirai perché non ovuli)
La pillola è stata una grandissima conquista per le donne ma ciò non toglie che abbia tantissimi effetti collaterali sul corpo e sulla
psiche femminile, e ognuna dovrebbe essere informata prima di prenderla, soprattutto le ragazzine che oramai finiscono per prendere la pillola non-stop per 15 anni dall’adolescenza ai trent’anni.
Invece il ginecologo medio:
– presenta la pillola come unica soluzione
– non spiega cosa faccia e quali siano le differenze tra i vari tipi di pillola
– se ti lamenti degli effetti collaterali ti dice che è così e di arrangiarti, anche se pillole diverse potrebbero migliorare la situazione
Consiglio a tutte/i il libro “This is your brain on birth control”, davvero illuminante.
Allora, io fortunatamente non ho problemi ginecologici (incrociamo le dita), ma anche io ho notato che i ginecologi si comportano in modo strano se gli dici che non hai rapporti sessuali. Mi ricordo quando fui chiamata per il mio primo Pap test, non mi ricordo quanti anni avevo (primo anno università?), comunque c’era un programma regionale che chiamava ragazze a partire da una certa età per fare gratuitamente esame. Mi sono presentata (mi ero anche depilata le gambe!!), la ginecologa mi fa “hai il fidanzato?” rispondo “no” allora fa “ma ce l’hai mai avuto?” di nuovo no… in realtà quello che voleva sapere era se avevo mai avuto rapporti penetrativi vaginali, ma signora mia chiederlo in modo esplicito? Sei una ginecologa, perché non essere chiara? Magari ero lesbica o cose del genere! Magari non avevo mai avuto “fidanzato” ma mi scopavo un estraneo diverso ogni sera.
In ogni modo quando le ho detto che non avevo mai avuto rapporti, mi fa in modo anche abbastanza scortese “beh allora cosa ci fai qui?” Mi avevano chiamato loro!! E nel foglio che mandavano con la convocazione, c’era scritto “cancellate se avete già fatto visita privata da meno di un anno” ma non “cancellate se non avete mai avuto rapporti”.
Questo per dire che mi sembra assurdo che una professionista si comporti in questo modo con i pazienti!
Edit: comunque il fatto che è successo anche ad altre di essere trattate da appestate se si presentano dal ginecologo vergini mi rincuora molto (cioè, mi dispiace che vi sia successo, ma almeno ho capito che è un vero problema e non io che mi faccio le pare mentali…). Grazie ragazze!
La risposta è veterinari!
Io ho fatto sterilizzare la mia cagnolina e in meno di una settimana dopo la prenotazione ha fatto ovaroisterecromia completa, nessuna domanda e suppongo prezzo più basso di un ginecologo (Very big /s)
Parlando di cose serie l’ignoranza (voluta o meno) di certi medici non è una cosa più accettabile nel 2022. Basta medici che fanno i no-vax, gli stregoni omeopati, i negazionisti del cancro, i supporter del bicarbonato che disinfetta e sicuramente anche i ginecologi che fanno gli arcivescovi.
Servirebbe una sorta di test continuo per fare il medico. Non puoi avere le tue magnifiche teorie strampalate perché non le tieni per te bensì le imponi sulla gente che viene a rivolgersi da te.
Mi rincuora sapere che non sono stata l’unica ad essere trattata come una seccatura dalla ginecologa, dopo aver fatto sapere che ero vergine nonostante l’età “avanzata” (ero già sulla ventina).
Dovevo fare un Pap test, e giustamente dissi alla gine della mia verginità… apriti cielo. Si arrabbiò dicendo “E iooooo come faccio a farti il test se sei vergineeee”, per poi fare il giro di telefonate a chissà quale collega per sapere cosa fare, il tutto facendomi ripetere più e più volte la mia età. Alla fine comunque mi fece una sorta di raschiamento esterno, comunicandomi che i risultati non sarebbero stati attendibili.
Mi sentii così umiliata che piansi non appena fui uscita dallo studio.
Per ogni branca della medicina ci sono medici più o meno bravi, ma la gamma offerta dalla ginecologia è sorprendente, dal santo ginecologo a quello che commette abusi sessuali come pratica medica.
Soffro di endometriosi, dalla diagnosi all’operazione (asportazione di cisti e di un ovaio) ho avuto un po’ di travaglio, ma erano tutti in buona fede. Quest’anno ho visto ancora un paio di medici e li vedevo confusi dalla sottoscritta 27enne vergine, ma comunque non sono mai stati maleducati.
Poi vado su Internet e vedo donne che cambiano decine di medici e sono ancora in alto male, altre che hanno trovato qualcuno che le ascolti ma che non propongono cure adeguate, altre che vengono viste come incubatrici e basta… Perché tutta questa eterogeneità?!