Cingolani sulla scuola: “Meno tempo alle guerre puniche e più cultura tecnica”

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  1. Sono d’accordo. Tra l’altro ho sempre avuto l’impressione che la cultura tecnica sia vista come una cultura di serie B rispetto a quella umanistica. Sarebbe ora di metterle almeno alla pari.

  2. La cultura tecnica è importante, ma non cambia costantemente? Ha senso imparare delle cose che anni dopo, all’uscita da scuola, saranno superate? Una base sì, ok, ma entrare nel dettaglio mi sembra eccessivo.

  3. E se invece facessimo meno guerre puniche e più storia post-seconda guerra mondiale? Io mi fermai all’inizio della guerra fredda (tra l’altro non abbastanza approfondita), secondo me qualcosina di più la si potrebbe anche fare…

  4. A grandi linee concordo. Oltretutto mi concentrerei di più sul 900; mi sembra assurdo arrivare solo fino al dopoguerra e non insegnare nulla sugli ultimi 70 anni di storia. Sarebbe uno strumento utile per capire il mondo moderno. Anche un po’ di diritto in più non farebbe male, giusto perché poi ci lamentiamo che “la gente non sa neanche come si vota”

  5. >Per Cingolani, “il problema è capire se continuare a fare 3-4 volte le guerre puniche nel corso di dodici anni di scuola oppure farle una volta sola, ma cominciare a impartire un tipo di formazione più avanzata e moderna a partire dalle lingue, dal digitale”.

    Non mi sembra voglia eradicare la storia antica, ma solo che non tolga spazio a materie che oggi sono altrettanto importanti.

    Non credo che non sapere quanti soldati e quanti elefanti abbia usato Annibale sia una lacuna così enorme, quando alle medie non si parla un minimo di economia generale o dei vari governi attuali delle altre nazioni e si, anche delle tecnologie moderne.

  6. Diciamo che l’estratto dell’intervista è un po’ diverso dal titolo. Non ha tutti i torti, ci sono tempi sprecati inutilmente sul nozionismo quando sarebbe necessario espandere la cultura scientifica ma anche quella umanitaria, come diritto o sociologia o comunicazione (cose che tra l’altro farebbero dei cittadini migliori).

    Sul manager proprio non mi prende, ormai il mondo del lavoro è un tripudio di queste figure autoreferenziate che non amministrano una ceppa. Piuttosto, recuperiamo il buon vecchio termine “responsabile”?

  7. Ma abolire le medie, fare il percorso solo due volte tra elementari e “junior high + senior high” con gli ultimi tre anni (da 3+5 a 5+2) in cui nel triennio ci sono molte materie a scelta vera? Così
    Si finisce la scuola a 18 anni, gli ultimi anni è più facile fare una scelta caratterizzante e tieni comunque un livello “Base” più forte fino ai 16 anni? Se fino a 16 anni non cambia nulla tra liceo e IPSIA la cosa non sarebbe affatto male.

    Poi oh, un idea che mi è venuta fumandomi una stizza adesso mentre facevo la cacca quindi è solo abbozzata, ma penso sia già molto meno anacronistica di una scuola teorizzata 100 anni fa

  8. Sempre i soliti discorsi da decenni. La vera soluzione è un’altra. Non importa tanto _quali_ materie si fanno, ma _come_ si fanno. Cominciate a dare alla scuola i fondi di cui ha bisogno, pagate gli insegnanti decentemente, date supporto alle famiglie, anche economico, permettendo che almeno un genitore possa dedicarsi a tempo pieno all’educazione del proprio figlio invece di dover pensare a lavorare. Vedrete che allora la _macchina_ della scuola funzionerà bene e darà i frutti sperati.

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