Multe da 500 euro per chi discrimina Lgbt+: delibere in 8 comuni

38 comments
  1. Otto piccoli comuni sparsi per il Paese (fra cui Morterone, il comune più piccolo d’Italia) hanno aderito a una campagna che anticipa il governo sulla questione del DDL Zan, approvando una delibera che impone i seguenti punti:

    1. è vietata la propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità, così come l’istigazione alla discriminazione o alla violenza per simili motivi;
    2. sono vietate le organizzazioni o i movimenti che propugnano le idee o perseguono gli scopi di cui sopra;
    3. il 17 maggio di ogni anno diviene Giornata contro l’omobitransfobia su tutto il territorio comunale.

    La delibera nasce da un’iniziativa del [Partito Gay](https://partito.gay/) (presente in molti piccoli paesini), ed è visibile nel suo testo originale, in PDF, [a questo link](https://partito.gay/delibera_omofobia.pdf).

    Chiaramente i comuni non possono istituire nuovi reati, né modificare il codice penale: la delibera quindi sceglie una strada piuttosto strana, inserendo in coda questo estratto…

    >Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene, è punito, con l’ammenda di €500,00.

    …il quale, però:

    * cita l’‘ammenda’, la sanzione penale per le contravvenzioni, quando un comune al massimo potrebbe irrorare una sanzione amministrativa pecuniaria;
    * parla stranamente in generale, anziché riferirsi all’oggetto specifico della delibera in questione;
    * copia identicamente il testo del reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità ([art. 650 c.p.](https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-terzo/titolo-i/capo-i/sezione-i/art650.html)), che tra l’altro dubito possa applicarsi al caso di un’ordinanza simile… ma tra l’altro aumentandone anche l’importo, da €206,00 a €500,00?

    Insomma, è molto probabile che anche per questi motivi, come cita l’articolo, alcuni comuni (tra cui Bari e Ravenna) hanno reputato la proposta «non applicabile», di fatto rigettandola. Fatto sta, comunque, che altri duemila comuni stanno al momento discutendo il testo: il che è quantomeno un gesto simbolico importante.

  2. Le definizioni stesse di “discriminazione” e di “propaganda” sono talmente grigie e dai confini vaghi che questa roba può essere abusata da un momento all’altro.

    Non pensavo neanche che le municipalità potessero stabilire così facilmente sanzioni per reati inesistenti nel codice penale.

    Come al solito importiamo dagli Stati Uniti esclusivamente le peggiori idiozie ideologiche.

  3. A preoccuparmi qui ci sono due temi: la qualità del giornalismo italiano, che se ammette certi articoli non versa in buona salute, e la leggerezza con cui certi amministratori locali pensano di poter calpestare la costituzione, varando ordinanze che violano di fatto la riserva di legge in materia penale.

  4. OHI il dominio .gay – fantastico.

    Come spesso accade, per cambiare le idee stupide si devono prima cambiare i comportamenti. Ben venga la multa.

    Curioso poi come siano spesso i fanboy di Gesù as essere sempre in prima fila quando c’è da dare ordini su chi si può amare/sposare. Link utile qui sotto giusto per ricordare da dove viene una buona dose degli abusi:

    https://retelabuso.org/diocesi-non-sicure/

  5. >sull’identità di genere

    Ma chi sostiene che non sia giusto che le sportive transessuali partecipino alle competizioni femminili ricade nella definizione di “propaganda discriminatoria sull’identità di genere”?

  6. Quindi ora siamo noi etero la minoranza fatemi capire? Se una mi urla “sporco etero” la posso denunziare? Voglio avere pari diritti!! Popi popi

  7. Mai capito chi si lamenta di non poter più discriminare una categoria.

    Tanto lo so io, lo sapete voi, lo sanno Salvini e Meloni, se dite “non sono daccordo che” non importa a nessuno.

    Ma se continuate con “*non sono daccordo che* i gay debbano poter metter piede fuori la porta di casa loro tenendosi per mano o gli spacco la testa”, allora il problema risiede lì.

    Non c’è dittatura, limitazione del diritto di parola, potete dire che non volete i trans nelle competizioni sportive, potete dire che non volete far pagare ad SSN le cure per HIV, potete perfino dire che finchè lo fanno a casa loro sticazzi.

    Qualsiasi pensiero gretto ed ignorante, si può sempre dire. Ma se discriminate attivamente, minacciate, picchiate una categoria, quello sarebbe meglio fosse punito quanto più duramente possibile. Per LGBT, africani, asiatici, medio orientali, americani (sia del nord che del sud).

  8. Potrebbero rendere il 17 maggio un giorno festivo nazionale a sto punto, così posso stare a casa da lavoro, vi prego rappresentanti della comunità lgbt italiani fateci sto favore

  9. All’inizio pensavo che fossero comuni importanti tipo capoluoghi di provincia o regione, invece sono comuni medio piccoli, prendete questa informazione da me che ci vive in questi comuni medi, sono solo trovate per farsi scrivere dai giornali, ci scommetto quello che volete che non sono applicate ma solo sulla carta.

  10. Io non sono un avvocato e chiedo: come fa il comune ad accertare una violazione, ad esempio online?
    Non è necessario comunque l’intervento della autorità giudiziaria?

  11. È fatto assoluto divieto, su tutto il territorio regionale/comunale, ivi comprese piattaforme online e profili attinenti al territorio, di avviare azioni di propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità. Fatto altresì divieto le azioni di istigazione a delinquere e atti discriminatori e violenti per motivi razziali, etnici, religiosi o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità;

    è vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi o azioni l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità;

    ​

    cioè fino a ieri in quei comuni potevo istigare a delinquere o compiere atti violenti?

    o è solo il solito populismo progressista?

  12. Trovata pubblicitaria glorificata che gonfia il justice boner di una crescente parte della popolazione, facendola suonare come una legge contro le offese, quando in realtà l’unica cosa che fa é accomunare sessualità a religione o etnia, che ci sta. Come uno é libero di dire “fanculo gli ebrei”, sarò anche libero di dire “fanculo i gay”, anche in questi comuni. Nulla cambia realmente.

  13. Wow this one is way above my level.

    Are the fines about denial of human rights or are they about policing language?

  14. Ora pero’ mi aspetto una legge per multare chi discrimina i pelati. Cioe’ , non e’ che io ho scelto di essere pelato, e non vedo perche’ dovrei qualcuno possa essere libero di discriminarmi senza conseguenze. O i pelati valgono meno della comunita’ LGBT+XYZ#34 ?

  15. Va bè. È vietato anche gettare rifiuti a bordo strada. O posteggiate in doppia fila. O non raccogliere la cacca del cane.

    Se e quando vedrò fioccare multe allora forse comincerò a pensare che stia cambiando la mentalità.

  16. Ancora con sta storia, ma sto stra-maledetto DDL Zan non l’avevano ucciso e sepolto una volta per tutte?

    Capisco che questo vale solo per alcuni comuni, ma anche un comune è troppo, purtroppo il “progressivismo” mette metastasi più in fretta di un cancro maligno

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