Shrinkflation o sgrammatura: cosa ne pensate?

36 comments
  1. La GDO presume di aver come clienti compratori dei polli semianalfabeti, e ha ragione. Oggi giorno non ci sono scuse per non essere un consumatore consapevole.

  2. Che c’è da pensare? Oltre ad essere un inganno legalizzato, è l’ennesima dimostrazione che mentre a te cittadino addossano tutti i problemi del mondo (plastica, spazzatura, ecc.), poi permettono queste pratiche che incrementano notevolmente la produzione di spazzatura.

  3. secondo me dovrebbero mettere per legge il prezzo relativo (al grammo, al litro, al pezzo, etc…) allo stesso livello di quello effettivo, non in piccolo che tanto non lo legge nessuno

  4. beh la scelta era

    o si mantengono gli stessi prezzi ma la quantità diminuisce

    o si aumentano i prezzi e la quantità rimane uguale

    io credo abbiano fatto qualche ricerca di mercato e capito che un ulteriroe aumento dei prezzi avrebbe potuto esasperare la clientela e quindi hanno scelto la seconda anziché la prima

  5. Un’alternativa che ho notato recentemente in farmacia è stata l’eliminazione delle confezioni “risparmio” contenenti un numero di compresse elevato. Ad esempio, è andata out of stock la confezione da 160 compresse di un certo integratore (che costava 25 €), e rimane disponibile solo quella da 80 (che costa, e costava pure prima, 15 €). Per avere la stessa quantità tocca spendere il 20% in più, alla faccia dell’aumento di prezzi.

    Ovviamente è una pratica che mal si digerisce, d’altra parte sono chiare le esigenze dei produttori di aumentare i prezzi a fronte di un incremento generalizzato del costo delle materie prime e dei trasporti. Va bene che agire sugli stipendi incrementa il problema, ma va anche pesato sulla perdita di potere d’acquisto. Onestamente non so come ne usciremo, visto che è un problema sistemico che riguarda migliaia di filiere mondiali.

  6. si, sono 15 anni che continuano a farlo e nessuno si è mai lamentato.

    è diventato un problema solo ora?

  7. Per non parlare di quando, nel periodo intermedio, cambiano l’etichetta della vecchia confezione con “Maxi! 10% piu’ prodotto”, per poi farla sparire quando finiscono le scorte.

    Altro esempio: il magnum un tempo era un gelato di una certa dimensione. Ieri ne ho preso uno e ho pensato di aver preso un mini per sbaglio. Ormai dovrebbero rinominarlo mignum.

  8. Due sono gli esempi più eclatanti:
    Barilla e le confezioni di pasta da 450g
    Coca Cola con le bottiglie in PET da 450ml (che per me è meglio perché mezzo litro era troppo).

  9. W il Capitalismo incontrollato a discapito dei cittadini. Tanto prima o poi la classe media coi cash sparisce poi tutti a fare elemosina

  10. Io essendo da solo spesso faccio fatica a trovare confezioni da uso singolo… Diciamo che se le riducono spreco meno roba/ottizzo meglio.

    Però eh.

  11. Che mi fa sempre un po’ cadere le braccia quando la gente si accorge che l’inflazione non sia solo una percentuale che si vede al telegiornale.

  12. l’ho visto succedere qualche anno fa nel mondo della birra artigianale, quando hanno aperto locali che la fanno da 0.3

  13. Adoravo la ricarica di Svelto da 2 litri, mi faceva risparmiare plastica e portava il prezzo del detersivo attorno all’euro al litro. Bene, han tolto peso pure alla ricarica, pensata per scorte e famiglie grandi … adesso è 1.7 litri e oscilla tra i 2.60€ e i 3€.

  14. Cosa pensate si possa fare effettivamente per fermare o arginare?

    edit: downvotes a caso, alle persone piace lamentarsi senza affrontare il problema

  15. Penso che debbano fare una legge europea che obblighi il produttore a mettere sul packaging un bel bollino informativo ogni santa volta che riducono il formato. Almeno queste cose risultano più evidenti al consumatore e non verrebbero fatte di continuo dai produttori.

    Non è che ogni volta che si fa la spesa ci si può ricordare se di un prodottoè diminiuito il numero di grammi in confezione lasciando però la stessa invariata nelle dimensioni e piena per 3/4 di aria.

  16. Io ho sempre fatto la spesa e comprato i prodotti guardando il prezzo al chilo. Così facendo questa cosa non funziona più perché abbassando il peso del prodotto il prezzo al kilo aumenta.

  17. E poi le merde siamo noi se si fanno troppi rifiuti. I veri criminali sono solo ed esclusivamente loro.

    Bottiglie che passano da mezzo litro a 0,45 (Addirittura l’Estathe in bottiglia è da 33 adesso!).
    Pasta da mezzo chilo a 0,45 e qualsiasi altra cosa.

    ​

    Poi se uno volesse risparmiare e “fare bene” all’ambiente NON ha praticamente modo di comprare pacchi grossi perché praticamente introvabili.

    Io se li trovassi comprerei volentieri i sacchi di pasta/riso/legumi da 5 Kg , oppure che ne so shampoo e detersivi vari alla spina o in confezioni giganti, oltre al risparmio non è che uno ha voglia di fare la spesa ogni santo giorno.

    Ogni tanto si trovano i pacchi risparmio negli ipermercati ma sono veramente rarissimi.

  18. che vinciamo comunque noi sugli anglofoni perché conosciamo 2 lingue. Conoscere 2 lingue male è semplicemente meglio che conoscerne 1 male

  19. I peggiori sono barilla con la loro pasta “TraFIlAtA aL BrONzO” (come se cambiasse qualcosa e non rimanesse una pasta al limite della sottomarca) che contiene 400 g invece dei soliti 500g.

  20. L’inchnusa non filtrata da 0,40 d** impestato, ma che e’, una birra per formiche? rivoglio la mia 0,5!!!

  21. E’ chiaramente una pratica odiosa, soprattutto perche’ si basa sulla disattenzione di chi fa la spesa ai prezzi al chilo/litro, o sulla scarsa capacita’ di calcolo/comparazione.

    E’ anche una pratica difficile da regolamentare. I produttori hanno gia’ formati diversi per quantita’ o peso per ogni prodotto, e queste quantita’ sono libere. Se il pacchetto dei Tronky passa da 6 unita’ a 5, sempre Tronky sono. Mettere etichette o bollini per specificare il cambio porterebbe solo a stupidaggini tipo micro-rebranding, per cui cambio leggermente il nome del prodotto da Tronky a New Tronky a Tronky Ultra a Tronky Super Choco, e cosi’ via.

    L’unica via e’ come solito aumentare la consapevolezza del consumatore, obbligando a mostrare i prezzi unitari in modo evidente. Ma alla fine se uno vuole i Tronky il pacchetto e’ quello e c’e’ poco da fare.

  22. É il classico discorso sul risparmio e valorizzazione delle materie prime, applicato alla logistica e agli imballi.

    Solo che é al contrario e ti rubano i soldi.

  23. La prima volta che me ne sono accorto sarà stato 5 anni fa con le bottiglie della coca cola del distributore dell’uni che son passate da 500ml a 450ml.

    Poi hanno cominciato tutti a fare cose così.

    L’altro giorno al Lidl panico paura perché noto che la mia pizza “surgelata” preferita (la margherita della italiamo) è passata da 1.99€ a 2.19€. Oh no anche tu Lidl traditore mio. Poi vabbé la grammatura è rimasta la stessa (390gr, anche se io ricordo che una volta fosse meno) ad essere sinceri, quindi ci sta. Diciamo che è comunque un signor prodotto e per quel prezzo ci sta, però uffi.

  24. Penso che tutto quello che faceva cagare nel comunismo adesso è disponibile anche in versione capitalista.

  25. Sarebbe bello poter comprare tutte le cose sfuse. Tipo uno arriva con i suoi contenitori/taniche vuoti e compra le cose al al grammo o al litro. Come funziona per la frutta e la verdura.

  26. Che devono avere tutti un attacco di diarrea e rimanere senza carta igienica perché hanno sgrammato il rotolo

  27. Il gommista dove vado a lavare la macchina ha eliminato i due lavaggi più economici e lasciato i due più cari, con tanto di cartello – apprezzabile – e scuse. Stessa cosa ha fatto una specie di ristorante/friggitoria che ha ridotto le porzioni da 300 a 250. Dispiace ma erano veramente abbondanti (e buonissime).

    L’inflazione è qualcosa a cui non siamo più abituati, sarà dura conviverci ma preferisco riduzioni di prodotto agli aumenti dei prezzi che temo, purtroppo, arriveranno.

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