Contraddicendo le sue stesse dichiarazioni dell’anno scorso, il ministro Colao, in risposta ad un’interrogazione dell’onorevole Riccardo Magi (+Europa/Radicali Italiani), ha annunciato che la piattaforma pubblica per la raccolta firme, che sarebbe dovuto entrare in funzione ancora a gennaio 2022, non servirà a digitalizzare il processo di autenticazione delle firme e l’associazione alle stesse dei certificati elettorali.
Questi due passaggi rimaranno in “forma analogica” portando a carico dei promotori costi di circa 1 euro per firma.
Nella pratica si fa un passo indietro rispetto alle norme transitorie che già regolano il tutto e si conferma che lo stato addosserà ai comitati promotori dei costi proibitivi (circa 600.000 euro per referendum), che il ministro stesso, ancora l’estate scorsa, aveva assicurato sarebbero stati evitati.
O per mancanza di fondi o per mossa politica, ancora una volta lo stato rende più complicata la partecipazione democratica so suoi cittadini.
Fate finta che sia un commento molto cattivo e offensivo.
se non è questo l’anno quinto del nono decennio del diciannovesimo secolo, non so quale potrebbe essere
Basterebbe che lo stato assegnasse a tutti i cittadini una firma digitale e non ci sarebbe bisogno ogni volta di creare nuove firme per ogni servizio.
Questo comunicato stampa lo trovo un clickbait catastrofista che pure fraintende male dichiarazioni.
E’ vero che a fine 2020 si era scritto che lo Stato avrebbe dovuto fare una piattaforma per le firme digitali entro Gennaio 2022, e che siamo a Luglio e ancora non c’è niente.
Sono successe cose però nel mentre: il garante privacy ha dato il suo parere non del tutto positivo, e Colao parla anche del ministero della giustizia che ha detto la sua solo a fine Maggio.
Ci sono da fare degli aggiustamenti, e potrebbe servire anche qualche cambiamento proprio sulla legge stessa. Che siamo in ritardo non c’è dubbio.
Colao però dice che per quanto riguarda lui, cioè la parte più tecnica diciamo, lui decisamente non si è fermato. Anzi dice che “a breve” potrà ripresentare la parte che lo riguarda sia al garante privacy che al ministero giustizia, e sottolinea pure che verrà mandata roba già relativa al funzionamento della piattaforma, in modo da portarsi avanti il più possibile per avere una veloce attivazione di sta piattaforma.
E già qui mi sfugge moltissimo con che coraggio l’associazione Coscioni parla di “cancellazione della firma digitale”.
Quello che stanno facendo secondo me è usare interpretazioni creative dei fatti per arrivare a dire cose non vere per poter quindi dire che la firma digitale non si fa più.
E’ verissimo che Colao ha detto, due volte tra l’altro, che la sua piattaforma permetterà di raccogliere le firme e basta. Ed è verissimo anche che la legge dice “……Le firme digitali non sono soggette all’autenticazione”.
Ma se la legge dice questo, dove stracazzo sta il problema di avere una piattaforma che non autentica le firme? Non serve autenticarle, lo dice la legge.
E qui mi gira il cazzo, perchè o non sto capendo qualcosa io (possibilissimo), oppure Coscioni racconta cazzate: perchè la legge dice che la piattaforma serve solo a raccogliere le firme, non è una novità per nulla, e più sotto dice che quelle digitali non vanno autenticate. Quindi ora perchè dicono che invece la piattaforma avrebbe dovuto fare queste operazioni e che adesso non si faranno più?
Coscioni dice che Colao si è rimangiato quanto detto e linka un video dove Colao parla brevemente di sta piattaforma che verrà. Io vi chiedo di guardarlo quel video, il link è nell’articolo, e per favore dirmi cosa ne pensate di quello che ha detto.
Io dico che la legge dice altro, cioè che la piattaforma raccoglierà e basta, e che l’unica fonte di Coscioni che secondo loro dice che la piattaforma avrebbe dovuto fare di più è il video di cui parlo sopra. E nel question time Colao mi sembra chiarissimo nel dire che la costruzione di sta piattaforma sta andando avanti
Per me questo è un clickbait brutto basato su interpretazioni creative, ma voglio sentire che ne pensate voi. Se volete sentire con le vostre orecchie cosa ha detto Colao nel question time andate al minuto 27:30.
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Contraddicendo le sue stesse dichiarazioni dell’anno scorso, il ministro Colao, in risposta ad un’interrogazione dell’onorevole Riccardo Magi (+Europa/Radicali Italiani), ha annunciato che la piattaforma pubblica per la raccolta firme, che sarebbe dovuto entrare in funzione ancora a gennaio 2022, non servirà a digitalizzare il processo di autenticazione delle firme e l’associazione alle stesse dei certificati elettorali.
Questi due passaggi rimaranno in “forma analogica” portando a carico dei promotori costi di circa 1 euro per firma.
Nella pratica si fa un passo indietro rispetto alle norme transitorie che già regolano il tutto e si conferma che lo stato addosserà ai comitati promotori dei costi proibitivi (circa 600.000 euro per referendum), che il ministro stesso, ancora l’estate scorsa, aveva assicurato sarebbero stati evitati.
O per mancanza di fondi o per mossa politica, ancora una volta lo stato rende più complicata la partecipazione democratica so suoi cittadini.
Fate finta che sia un commento molto cattivo e offensivo.
se non è questo l’anno quinto del nono decennio del diciannovesimo secolo, non so quale potrebbe essere
Basterebbe che lo stato assegnasse a tutti i cittadini una firma digitale e non ci sarebbe bisogno ogni volta di creare nuove firme per ogni servizio.
Questo comunicato stampa lo trovo un clickbait catastrofista che pure fraintende male dichiarazioni.
E’ vero che a fine 2020 si era scritto che lo Stato avrebbe dovuto fare una piattaforma per le firme digitali entro Gennaio 2022, e che siamo a Luglio e ancora non c’è niente.
Sono successe cose però nel mentre: il garante privacy ha dato il suo parere non del tutto positivo, e Colao parla anche del ministero della giustizia che ha detto la sua solo a fine Maggio.
Ci sono da fare degli aggiustamenti, e potrebbe servire anche qualche cambiamento proprio sulla legge stessa. Che siamo in ritardo non c’è dubbio.
Colao però dice che per quanto riguarda lui, cioè la parte più tecnica diciamo, lui decisamente non si è fermato. Anzi dice che “a breve” potrà ripresentare la parte che lo riguarda sia al garante privacy che al ministero giustizia, e sottolinea pure che verrà mandata roba già relativa al funzionamento della piattaforma, in modo da portarsi avanti il più possibile per avere una veloce attivazione di sta piattaforma.
E già qui mi sfugge moltissimo con che coraggio l’associazione Coscioni parla di “cancellazione della firma digitale”.
Quello che stanno facendo secondo me è usare interpretazioni creative dei fatti per arrivare a dire cose non vere per poter quindi dire che la firma digitale non si fa più.
E’ verissimo che Colao ha detto, due volte tra l’altro, che la sua piattaforma permetterà di raccogliere le firme e basta. Ed è verissimo anche che la legge dice “……Le firme digitali non sono soggette all’autenticazione”.
Ma se la legge dice questo, dove stracazzo sta il problema di avere una piattaforma che non autentica le firme? Non serve autenticarle, lo dice la legge.
E qui mi gira il cazzo, perchè o non sto capendo qualcosa io (possibilissimo), oppure Coscioni racconta cazzate: perchè la legge dice che la piattaforma serve solo a raccogliere le firme, non è una novità per nulla, e più sotto dice che quelle digitali non vanno autenticate. Quindi ora perchè dicono che invece la piattaforma avrebbe dovuto fare queste operazioni e che adesso non si faranno più?
Coscioni dice che Colao si è rimangiato quanto detto e linka un video dove Colao parla brevemente di sta piattaforma che verrà. Io vi chiedo di guardarlo quel video, il link è nell’articolo, e per favore dirmi cosa ne pensate di quello che ha detto.
Io dico che la legge dice altro, cioè che la piattaforma raccoglierà e basta, e che l’unica fonte di Coscioni che secondo loro dice che la piattaforma avrebbe dovuto fare di più è il video di cui parlo sopra. E nel question time Colao mi sembra chiarissimo nel dire che la costruzione di sta piattaforma sta andando avanti
Per me questo è un clickbait brutto basato su interpretazioni creative, ma voglio sentire che ne pensate voi. Se volete sentire con le vostre orecchie cosa ha detto Colao nel question time andate al minuto 27:30.