Il primo grande progetto del PNRR fermato da un tribunale

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  1. Il TAR pugliese ha sospeso l’autorizzazione per la costruzione del nuovo nodo ferroviario di Bari di 10 chilometri, un progetto che sposta la ferrovia nell’entroterra per rimuovere problemi di collegamento e viabilità di Bari e che aiuta l’aumento della velocità di percorrenza sulla costa adriatica.

    Questo provvedimento è stato preso dopo il ricorso presentato da cittadini interessati dalla nuova costruzione e dal comune di Noicattaro, che vorrebbe inserire la zona interessata in un parco protetto. Secondo il TAR il progetto definitivo di RFI non ha tenuto conto adeguatamente delle alternative progettuali possibili e non ha motivato sufficientemente perché ha scelto questo tracciato.

    Nonostante il PNRR e gli sforzi (anche politici) dell’Italia per sfruttare al massimo questa opportunità, la sigla con più impatto sul progresso italiano rimane forse NIMBY?

  2. Paese defunto. Qualsiasi gruppo pseudo organizzato può tenere in ostaggio, sospendere o bloccare progetti già finanziati e volti al miglioramento del Paese.

    In più ci si mette lo Stato stesso. Mi viene in mente la questione pannelli solari: 6 mesi il tempo di attesa teorico per avere l’autorizzazione alla costruzione, ad oggi il tempo medio è oltre 5 anni (!!) perché ovviamente devono esprimersi a favore n commissioni.

    Dove vogliamo andare?

    Poi mi raccomando, tutti a lamentarsi dell’inneficienza del servizio X subito dopo aver bloccato il progetto migliorativo. Rinse and repeat

  3. Progetto approvato premilinarmente nel 2011, riconfermato nel 2015 e bloccato nel 2022.

    Nel frattempo in Cina hanno tirato su intere metropoli.

  4. Il nodo mi pare di capire è che comuni e attivisti hanno chiesto di valutare il passaggio della linea attraverso una zona già compromessa a livello ambientale, ossia una cava in disuso, invece che attraverso un’area di interesse naturalistico, paesaggistico e archeologico che vorrebbero trasformare in parco naturale. Questa alternativa non sarebbe stata presa in considerazione dal progetto, senza motivare perché, e quindi il tribunale ha ordinato che venga fatto.

    Se è così dò ragione agli attivisti, a dispetto di chi in nome del sacro PNRR vorrebbe che si facesse tutto. Anche nella mia città ci sono progetti assolutamente discutibili che, ora che sono stati parzialmente finanziati col PNRR, vengono sbandierati dall’amministrazione come dei must indiscutibili tali che chiunque li metta in dubbio è uno stronzo NIMBY complottaro grillino.

  5. Ma che impatto ambientale avrebbe, esattamente, una ferrovia su un territorio semi desertico in mezzo agli ulivi?

  6. Vabbè ma pure la commissione che ha redatto il progetto che non spiega le sue motivazioni, ma chi sono?

  7. >I giudici hanno accolto il ricorso presentato da alcune associazioni ambientaliste e da un comune, e hanno ordinato alla Regione e a RFI, la società che si occupa della gestione delle reti ferroviarie, di individuare entro il 10 ottobre «il progetto idoneo meno impattante da un punto di vista ambientale e paesaggistico»

    Ridicolo.

    Ovviamente il sindaco del Comune incriminato è 5 stelle, e chi mai poteva essere a bloccare un pochino in più l’Italia.

  8. Vallo a capire chi ha ragione… capisco l’urgenza di approvare ed eseguire le varie opere, soprattutto sulla rete ferroviaria che al sud è “problematica”, ma questo non significa fregarsene di tutto il resto.

    Il fatto che ministeri ed enti non abbiano fatto obiezioni, se vale la regola del “silenzio = assenso” non vuol dire che abbiano fatto i controlli necessari. In quest’ottica sarei pure favorevole alla decisione del TAR di sospendere i lavori viste le mancate motivazioni sul perché l’uso di una cava dismessa non sia (apparentemente) fattibile.

    E quindi mi associo a quelli che se la prendono con chi si occupa di queste pratiche: se fai un lavoro fatto bene a 360° non ci potrà essere il rompiscatole di turno capace di bloccare tutto!

  9. Molto dell’ambientalismo italiano è ancora legato all’ambientalismo degli anni 90 e 2000, dove bisognava combattere l'”inquinamento”, inteso come vera e propria sporcizia, bottiglie di plastica e “tracce di umanità” nella “natura incontaminata” (che in italia non esiste praticamente).
    La lotta ecologista di oggi deve focalizzarsi sul cambiamento climatico in ottica transnazionale. E le ferrovie sono una parte importante di questa lotta.
    Se secondo te una ferrovia rovina ‘il paesaggio”, costruisci una ferrovia bella. Piace a tutti l’hogwarts express, giusto?

  10. Giudicare dall’articolo è difficile, visto che mancano un sacco di informazioni tecniche.
    Ad oggi la legge sulle opere pubbliche prevede che sia convocata la Conferenza di Servizi, dove tutti i soggetti interessati possono fare le loro osservazioni e richieste sul progetto.
    Una volta raccolti tutti i commenti, che possono andare dal comune di Vergate sul Membro che chiede un sottopasso in più, alla sciura Maria che chiede le sia espropriato anche l’edificio vicino che altrimenti non sa cosa farne, a Legambiente che dice no a tutto, ecc.
    Una volta raccolti tutti i pareri, dicevo, il Ministero dei Trasporti decide quali accogliere, e che diventano prescrizioni per modificare il progetto, e quali invece lasciar perdere.
    Dopodichè il progettista integra con le prescrizioni, calcola il nuovo costo dell’opera e a questo punto lo si può considerare costruibile.

    Se il TAR ha bloccato i lavori a me vengono in mente 2 scenari:
    1) la richiesta di valutare la variante di tracciato era stata effettivamente presentata e accolta in CdS, ma siccome le opere finanziate dal PNRR devono essere concluse entro il 2026 qualcuno ha deciso di far finta di niente.
    In tal caso, mi spiace ma le regole sono queste e non si può derogare con la scusa del “altrimenti non facciamo in tempo”.
    2) Il TAR ha detto una stronzata, faranno ricorso contro la sospensiva, vinceranno e il tutto si tramuterà in una (si spera limitata) perdita di tempo e in 15′ di gloria per il sindaco pentastellato.

    Ci sarebbe anche una possibilità 1.5: il progetto è stato approvato tempo fa, prima dell’istituzione della Conferenza di Servizi, quindi all’epoca le richieste non sono state nemmeno prese in considerazione. Qui si entra più nel campo dei giuristi, ma secondo me le vecchie autorizzazioni dovrebbero essere comunque riviste alla luce dei nuovi sviluppi delle norme. Altrimenti io potrei avere un vecchio progetto redatto (e approvato) prima degli aggiornamenti sulle zone sismiche e pretendere di costruirlo lo stesso.

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