VARSAVIA, 9 ottobre (Reuters) – Una commissione parlamentare polacca ha raccomandato che il governatore della banca centrale Adam Glapinski sia deferito al Tribunale di Stato per rispondere delle accuse di violazioni costituzionali commesse durante il suo mandato, ha dichiarato venerdì il presidente della commissione Zdzislaw Gawlik.
La maggioranza della commissione accusa Glapinski di aver violato la Costituzione e gli statuti della Polonia finanziando indirettamente il deficit di bilancio attraverso acquisti di attività nel periodo 2020-21, conducendo tali operazioni senza la “debita autorizzazione” del Consiglio di politica monetaria e politicizzando la banca centrale.
Glapinski nega le accuse. Non è stato convocato a testimoniare dinanzi alla commissione.
La relazione e la raccomandazione della commissione sono state approvate da 11 dei 21 parlamentari presenti al voto, come hanno riferito a Reuters due membri della commissione a condizione di rimanere anonimi. La votazione e i precedenti lavori della commissione, comprese le audizioni, si sono svolti a porte chiuse.
La relazione, insieme a due mozioni di minoranza presentate dai parlamentari dell’opposizione che si erano opposti alla stessa, sarà ora deferita alla Camera bassa del Parlamento, il Sejm, per la votazione. Non è stata ancora fissata una data per la votazione, ma questa potrà aver luogo non prima di 21 giorni dopo che tutti i parlamentari avranno avuto modo di esaminare la relazione.
«Non vedo motivi o circostanze che possano mettere in dubbio la fondatezza della decisione di portare il governatore davanti al Tribunale di Stato», ha dichiarato Gawlik ai giornalisti al Sejm.
LEGAMI CON L’OPPOSIZIONE
Glapinski ha legami di lunga data con Jaroslaw Kaczynski, leader del partito nazionalista Diritto e giustizia (PiS), che ha perso il potere nel 2023. Gawlik appartiene al partito centrista del primo ministro Donald Tusk, che ha promesso di chiamare a rispondere coloro che accusa di aver commesso illeciti durante la precedente amministrazione del PiS.
Giovedì Glapinski ha affermato che i lavori della commissione sono «del tutto infondati» e dannosi per gli interessi nazionali della Polonia. Ha aggiunto che la banca centrale non avrebbe ceduto «a nessuna pressione politica».
Il Sejm avrebbe bisogno di una maggioranza assoluta dei voti, con almeno la metà del numero statutario dei deputati presenti, per approvare la risoluzione volta a portare Glapinski davanti al tribunale.
Nel 2024 il Tribunale costituzionale ha stabilito che tale voto richiederebbe una maggioranza dei tre quinti e che il rinvio del governatore della banca centrale dinanzi al tribunale non comporterebbe la sua sospensione automatica. Il governo contesta la legittimità di tali sentenze.
«Avremo, ovviamente, la maggioranza necessaria per far passare la votazione», ha dichiarato ai giornalisti Zbigniew Konwinski, capo della frazione parlamentare della Coalizione Civica, il gruppo più numeroso all’interno del governo.
La deputata del PiS e vicepresidente della commissione, Iwona Arent, ha dichiarato a Reuters di sospettare che il governo miri a sospendere Glapinski e che il PiS potrebbe decidere di ricorrere alle istituzioni internazionali che tutelano l’indipendenza delle banche centrali.
La Banca centrale europea ha rifiutato di commentare la mossa della commissione parlamentare polacca.
Il secondo e ultimo mandato di Glapinski scade nel giugno 2028.
(Reporter Karol Badohal e Pawel Florkiewicz da Varsavia, con il contributo di Balazs Koranyi da Francoforte; editor Gareth Jones e Xevi Fontdegloria)