In un altro thread si discute di tasse ed è venuta fuori l’annosa questione del regime forfettario, che ha indubbi vantaggi sul fronte dell’imposta sul reddito (l’imposta forfettaria, appunto, con aliquote ben sotto anche il primo scaglione Irpef), ma manca anche di vari benefit e garanzie riconosciuti ai dipendenti.

Stavo rispondendo con un commento che è diventato talmente corposo che aveva senso farne un post a parte, quindi eccolo qui.

#Il confrontone

Voglio fare un paragone semplice (ma limitato, come discuteremo): prendere una persona e a parità di “lordo” (vedremo che non è banalissimo definire cos’è il lordo) vedere quanto gli resta in tasca al netto.

##Le ipotesi

Per fare questo calcolo bisogna fare alcune ipotesi, che definiscono il profilo fiscale del nostro contribuente. Cercherò di fare ipotesi che siano sia semplici che realistiche, ma vedrete che comunque alcuni casi anche molto comuni resteranno esclusi.

###Il dipendente

Il dipendente preso in esame è un single senza persone a carico, con un contratto a tempo indeterminato, che vive in Emilia-Romagna (sia perché è la mia regione sia perché è una mezza via in quanto ad addizionali regionali) e non ha diritto a detrazioni particolari. In pratica il contribuente più semplice che si possa immaginare, ma andiamo già ad escludere chi ha figli a carico ad esempio.

###La partita IVA

La nostra p.IVA a regime forfettario opera nel ramo dei servizi professionali (per restare in tema reddit, potrebbe essere un informatico), ed è iscritto alla gestione separata INPS; vedremo sia il caso in cui si applichi l’imposta sostitutiva agevolata al 5%, sia quella ordinaria al 15%.

##I calcoli

Non metto il dettaglio dei calcoli per ogni singola casistica perchè verrebbe inutilmente lungo, ma faccio una rapida spiegazione generale.

###Il netto del dipendente

Il netto del dipendente si calcola:

– prendendo la retribuzione annua lorda (RAL)

– sottraendo i contributi pensionistici a carico del lavoratore, cioé il 9,qualcosa% della RAL

– calcolando **au quanto rimane** l’IRPEF, secondo gli scaglioni e con le eventuali addizionali locali, e togliendo dall’IRPEF lordo così ottenuto le detrazioni

– dividendo l’importo rimanente per il numero di mensilità previste

###Il netto della partita IVA

Il netto della **nostra** partita IVA si calcola:

– prendendo il fatturato annuo

– calcolando il reddito imponibile tramite il coefficiente di redditività, che dipende dalla categoria di attività esercitata (nel nostro esempio, il 78%)

– calcolando i contributi previdenziali calcolati **in percentuale sul reddito imponibile** (non sul fatturato), nel nostro caso il 25.72%

– calcolando l’imposta sostitutiva del 5% o del 15% *sulla differenza fra reddito imponibile e contributi versati**

– ai fini del nostro confronto, divideremo anche per la partita IVA il reddito in un uguale numero di mensilità, anche se nella realtà ovviamente non incassi e paghi tasse uguale tutti i mesi

Vedete a questo punto quanto sono importanti le ipotesi: settore di attività, cassa previdenziale e aliquota determinano ciascuno in modo importante il calcolo finale. Per i primi due ci sono troppe variabili; le aliquote invece sono solo due, quindi era abbastanza agevole fare il conto per entrambe.

#I risultati

Pronti? ecco i risultati

##Netto mensile

|RAL o fatturato annuo (€)|Netto su 13 mensilità (dipendente) (€)|Netto su 13 mensilità (partita IVA 15%) (€)|Netto su 13 mensilità (partita IVA 5%) (€)|
|:-|:-|:-|:-|
|20,000|1,249|1,096|1,185|
|25,000|1,483|1,370|1,482|
|30,000|1,712|1,644|1,778|
|35,000|1,903|1,918|2,074|
|40,000|2,027|2,192|2,371|
|45,000|2,226|2,466|2,667|
|50,000|2,424|2,740|2,963|
|55,000|2,622|3,014|3,259|
|60,000|2,821|3,288|3,556|
|65,000|3,021|3,562|3,852|

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[(grafico)](https://i.imgur.com/9JVOktH.png)

##Prelievo in percentuale

|RAL o fatturato annuo (€)|Prelievo totale (dipendente) (%)|Prelievo totale (partita IVA 15%) (%)|Prelievo totale (partita IVA 5%) (%)|
|:-|:-|:-|:-|
|20,000|19%|29%|23%|
|25,000|23%|29%|23%|
|30,000|26%|29%|23%|
|35,000|29%|29%|23%|
|40,000|34%|29%|23%|
|45,000|36%|29%|23%|
|50,000|37%|29%|23%|
|55,000|38%|29%|23%|
|60,000|39%|29%|23%|
|65,000|40%|29%|23%|

^Table ^formatting ^brought ^to ^you ^by ^[ExcelToReddit](https://xl2reddit.github.io/)

[(grafico)](https://i.imgur.com/qW6Vz1X.png)

19 comments
  1. È un’impressione mia o ultimamente stanno aumentando questi post dove qualcuno impiega un po’ del suo tempo per produrre qualcosa che possa interessare ad altri? Bravi tutti

  2. Dal momento che la p.iva ha possibilità di prendere più clienti il confronto non ha senso, è come confrontare il treno con l’aereo guardando solo la velocità di crociera

    Sto togliendo tutto il grigio dei clienti unici che non è legale ed è solo un abuso di posizione di forza.

  3. Praticamente, sia che sia una Piva 15% o 5%, si cominciano ad avere dei vantaggi in termini di netto solo sopra alla RAL ai 40k

    Ma anche in quel caso, supponendo una RAL di 60k – da dipendente tutti i benefici vari che hai (Naspi, ferie assicurate, malattie, la tua azienda può scaricare le spese e tu no) ti ‘costano’ 500-800 eur di netto in meno

    Ennemisa prova che la Piva a regime forfettario non è altro che un ‘trucchetto’ del governo per regolamentare il lavoro precario in quei settori dove il lavoro in nero non è ‘accettato’

    Perché altrmenti non si spiega come mai nella ristorazione o nel settore turistico non si facciano lavorare camerieri, bagnini e quant’altro sotto Piva

  4. Mia madre, dopo tutta la vita a seguire il lavoro di mio padre come muratore in p.iva, continua a consigliarmi di essere “un semplice dipendente” quando negli anni 80-90 veniva incentivata all’inverosimile la partita iva e sostanzialmente questo tuo studio conferma che fino a un netto di 1900 € essere dipendenti conviene, considerando anche tutti i vantaggi derivanti…

  5. Prima un ringraziamento, anche io apprezzo i post a grande sforzo come questo!

    Poi una curiosità, sarebbe utile approfondire come sei arrivato al numero finale, cioè dal lordo al netto e dove vanno i soldi. Ne basta un esempio per dipendente e p.iva.

    Infine una conclusione: semplicemente non puoi farti pagare a p.iva quanto ti faresti pagare lordo da dipendente, in primis perché ci perdi (come hai mostrato bene), poi anche perché il datore di lavoro ha minori costi extra per una p.iva rispetto ad un dipendente.
    Questo dovrebbe essere fondamentale, proprio le basi per chi apre una partita IVA, anche se purtroppo così non è.

  6. “Piccolo” contro della partita iva: devi trovarti il lavoro, da dipendente non devi far altro che aspettare che ti venga passato, quindi non esiste un guadagno medio annuale e per compensare – x euro un anno, quello dopo ne devi prendere x in più + la maggiore aliquota

  7. Post bellissimo, ma manca una parte importante: le detrazioni familiari.

    Fino a luglio di quest’anno per esempio non c’erano gli ANF per le P.IVA e quelli facilmente 300€/mese con tre figli.

    Poi so che ci sono altre detrazioni per il dipendente ma non so se esistono anche per le p.iva.

    Magari qualcuno esperto può intervenire?

  8. Partita iva bisogna valutare il settore. Informatico vs idraulico son lievemente diversi. Per il semplice fatto che l’idraulico volendo fa tanto di quel nero che non avete idea. Come chiunque faccia un mestiere manuale se vuole può fare.

    Ovvio che tutto ma tutto fatturato la partita iva non conviene.

    Ma il forfettario è nato proprio per far pagare almeno un minimo di tasse a chi prima manco col cazzo versava un euro.

  9. Interessante, grazie!

    C’è da aggiungere una cosa: da forfettario non solo non hai detrazioni (che sono già considerate in quanto forfettario), ma hai molto probabilmente anche delle spese extra per sostenere il tuo lavoro.

    Ad esempio da quando ho aperto p. Iva la mia spesa per lavorare è passata da 50€ al mese circa di carburante a 200-400€ al mese per formazione, strumenti, pubblicità etc.

  10. Ottimo post, complimenti.
    La differenza sostanziale tra dipendente e libero professionista, però, sta qui:

    >manca anche di vari benefit e garanzie riconosciuti ai dipendenti

    Per i dipendenti sono più le garanzie che i benefit rispetto ai liberi professionisti – vedi i classici esempi di ferie, permessi e malattie pagate.

  11. Bellissimo post, mi stavo facendo esattamente questa domanda, stavo pensando di iniziare a lavorare su un videogioco/iniziare a fare consulenza in partita iva contro il lavoro dipendente.

    Grazie per la voglia e l’impegno nel post!

  12. Da professionista a p.iva con una mansione assimilabile al dipendente, dico la mia.

    La p.iva qui ti aiuta a fare piu soldi solo quando la mansione è specialistica, se invece si viene inseriti in una squadra di “tuoi pari” è semplicemente sfruttamento del lavoro e precarizzazione.

    Quindi il calcolo andrebbe fatto a priori. Sono una specialista? potrei guadagnare di piu. Non lo sono? potrei guadagnare di piu, ma verrò sicuramente inchiappettato.

    Valutate anche alcuni punti, come l’assistenza sanitaria, la quasi impossibilità di ottenere credito, e la vostra capacità imprenditoriale.

  13. Ciao, giusto per dare un’idea. Io sono dipendente con contratto da metalmeccanico a 32k€ in Liguria. Prendo al netto 1880 circa al mese per 13 mensilità con ok tfr( non ho ancora deciso di metterlo da parte).

  14. Tutto bello ma mancano i contributi a carico del datore.

    Sono una parte importate e fanno la differenza con la pensione. Uno che va in pensione con la gestione separata al 20qualcosa prende tre fagioli e un bottone di pensione, anche con ral importanti.

    Mentre un dipendnete oltre al 9espiccioli suo ha anche il resto del contributo datoriale. Co

    Piu il tfr, che è circa una mensilita all anno in pii per il dipendente

  15. Come già detto da altri in questo post ti sta sfuggendo un bel pezzo di vita reale nel tuo calcolo sintetico.

    Oltre a mettere a confronto i numeri nudi e crudi devi anche buttare nel calderone delle considerazioni tutte le tutele che un impiegato/dipendente ha e che un soggetto operante con la p.iva non ha.

    * Ferie pagate (non ne hai)
    * Malattia (non ammalarti se sei una p.iva, nessuno ti paga per stare male a casa o in ospedale)
    * Estensione dell’assicurazione sanitaria aziendale, auto aziendale, cellulare aziendale, palestra aziendale, (mettici tutti i benifit che ti vengono in mente)
    * Il buon commercialista ( da p.iva sono contento di avere qualcuno che pensa a tasse/scadenze e quant’altro) e questa è una spesa da considerare

    C’è poi anche da considerare che ai clienti ci devi pensare tu, li devi trovare e convincere che il tuo prodotto/servizio è vantaggioso. Poi considera che non è insolito ricevere i pagamenti per le fatture emesse a 60 giorni di distanza (ah, eh si, devi starci dietro ai pagamenti, pocro dio se ci devi stare dietro).

  16. Purtroppo questi conti confrontano mele e pere, perché se un lordo IVA rappresenta la spesa effettiva dell’azienda, non è così per il lordo dipendente. Infatti, le aziende sono obbligate a versare una cifra significativa di contributi (20% del lordo circa mi pare? Dipende forse dal settore) oltre a quelli detratti dalla busta paga del dipendente che sono il 9%. Per questa ragione se un’azienda decide di stanziare 30k per una persona, offrirà 30k a p. IVA ma solo 24k con contratto a parità di spesa.

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