L’ultima vittoria di un italiano era stata nel 1999, grande Sonny!
T
Edizione leggendaria tra l’altro, vederli arrivare al traguardo tutti coperti di fango mi ha emozionato e mi ha ricordato perché il ciclismo ha rappresentato quello che ha rappresentato nell’epopea sportiva europea.
Grandissimo Sonny, ma che corsa spettacolare ed epica che è uscita!
Mi spiace un casino però per Moscon che ha forato e poi è caduto quando aveva un discreto vantaggio.
Ormai credo che esista un dio che sta cercando di dirci di rimanere con Draghi, non possono essere una coincidenza così tante vittorie storiche in un anno. O forse è il famigerato deep state internazionale che ci lascia vincere per ingannarci a rimanere con Draghi. Fatto sta che non può essere una coincidenza
Mi dispiace un botto per Moscon: aveva un buon vantaggio, stava andando benissimo ma quel doppio colpo di sfortuna ha compromesso tutto.
Questa edizione è stata spaziale, hanno corso in condizioni parecchio dure.
Dispiace parecchio per Moscon che stava forse facendo un miracolo, foratura + caduta + tipo 35 km da solo fermerebbero chiunque.
Grandioso Colbrelli che riesce a stare insieme a VdP che è un mostro (oltre che troppo generoso forse, 50-60 km quasi tutti davanti al gruppettino) e poi vince, in un anno proprio bono per lui.
Pessima la Rai che non ha fatto vedere la cerimonia di premiazione
Vittoria fantastica, da campione vero. Avevo paura che VdP lo fregasse perché aveva speso tanto nel chiudere l’attacco del belga.
Peccato per Moscon, senza la foratura e la caduta sarebbe arrivato da solo nel velodromo. Comunque è giovane ed un quarto posto non è da buttare, anzi.
Per quel che vale, io ho sempre Trustato
Quando Gianni Morandi è più veloce di te
Personale corridore feticcio dai tempi della Bardiani (allora si chiamava ancora Colnago), un mostro di tecnica a cui sono stati rubati pure i primi anni di carriera perché ne volevano fare un velocista puro. Da qualche anno hanno capito un po’ tutti che è fatto per le grandi classiche, ma questa è stata davvero grossa.
SCANSATEVE CHE PASSA IL COBRA!
La Parigi-roubaix è l unico posto dal quale puoi uscire con la blackface, ESSIGODE
Vorrei rimarcare la gestione eccellente della volata: ha aspettato Veermersch, il carneade della giornata e poi ha controllato van der Poel tenendolo sempre all’esterno. Anche durante le fasi finali sembrava quello con più gamba ma alla fine ha dimostrato anche estrema lucidità, vincendo alla prima partecipazione la Parigi-Roubaix. Complimenti!
Naturalmente manco nella foto del giornale stanno in fila indiana
Io non so chi qui ha mai provato l’esperienza di pedalare su anche solo uno dei 30 tratti in pavè ma, personalmente, posso dire che è un’esperienza che non scorderò. Basta fare pochi metri, e automaticamente il primo pensiero che passa per la mente è: “ma questi come c***o fanno a filarci sopra a 50 all’ora, col fango, il freddo, il rischio di scivolare e farsi male sul serio?!?”.
Mi hanno detto “Eh vabè, ma il pavè ce l’abbiamo anche noi”. No signori, QUEL pavè è completamente diverso, molto più sconnesso, quello dei nostri centri storici a confronto è un biliardo. Le pietre sono disposte a dorso d’asino, è come salire e scendere continuamente da infiniti piccoli scalini.
L’unico modo per uscirne vivi è cercare di tenere un’andatura sostenuta e costante. Troppo piano e ti pianti, troppo forte e perdi quel minimo di controllo che ti rimane.
Le vibrazioni. Già a 30 all’ora la bici scalcia e si dimena da tutte le parti. Uno cerca di compensare sgonfiando le ruote e nastrando doppio il manubrio, ma fidatevi, è come tenere appoggiate le mani su un “qualcosa” in preda a una crisi epilettica.
Già arrivare al traguardo è uno sforzo immane. Alla fatica agonistica “convenzionale” di un ciclista, si aggiungono lo stress a collo, braccia e schiena. Non è raro vedere gente all’arrivo con le mani insanguinate, mentre è praticamente la regola vedere la maschera di fatica disegnata su ognuno.
Vince il più forte? Di sicuro devi essere nella giornata in stato di grazia, ma non basta. Devi avere anche la sorte dalla tua parte, perché su un percorso così l’imprevisto è dietro l’angolo. Forature, guasti, cadute altrui (anche delle moto al seguito).
Ieri c’era scritto il nome di Sonny, da qualche parte. Una volata vinta con la forza della disperazione, all’ultimo metro. Da tanto non si vedeva una Roubaix “vera” come questa, che alla felicità di Colbrelli alternava la sincera compassione per Van der Poel, distrutto e avvilito dopo essere stato battuto per una manciata di centimetri.
È uno sport bastardo e meraviglioso. E la Roubaix una delle sue gare più belle.
Tutti sono eroi, pensa te che io inizio a bestemmiare quando sono sul pavé a Milano in bici da corsa.
24 comments
E pure questa
Popopopoooooopopoooooooo
L’ultima vittoria di un italiano era stata nel 1999, grande Sonny!
T
Edizione leggendaria tra l’altro, vederli arrivare al traguardo tutti coperti di fango mi ha emozionato e mi ha ricordato perché il ciclismo ha rappresentato quello che ha rappresentato nell’epopea sportiva europea.
Mamma mia che corsa, che corsa! Che goduria!
[Festeggiamo nell’unico modo possibile](https://www.youtube.com/watch?v=cxZG21UPH0A)
Che sfortuna per Moscon però!
Felicità assurda
🟥⬜🟩 grazie Mario Draghi 🟩⬜🟥
Grandissimo Sonny, ma che corsa spettacolare ed epica che è uscita!
Mi spiace un casino però per Moscon che ha forato e poi è caduto quando aveva un discreto vantaggio.
Ormai credo che esista un dio che sta cercando di dirci di rimanere con Draghi, non possono essere una coincidenza così tante vittorie storiche in un anno. O forse è il famigerato deep state internazionale che ci lascia vincere per ingannarci a rimanere con Draghi. Fatto sta che non può essere una coincidenza
Mi dispiace un botto per Moscon: aveva un buon vantaggio, stava andando benissimo ma quel doppio colpo di sfortuna ha compromesso tutto.
Questa edizione è stata spaziale, hanno corso in condizioni parecchio dure.
Dispiace parecchio per Moscon che stava forse facendo un miracolo, foratura + caduta + tipo 35 km da solo fermerebbero chiunque.
Grandioso Colbrelli che riesce a stare insieme a VdP che è un mostro (oltre che troppo generoso forse, 50-60 km quasi tutti davanti al gruppettino) e poi vince, in un anno proprio bono per lui.
Pessima la Rai che non ha fatto vedere la cerimonia di premiazione
Vittoria fantastica, da campione vero. Avevo paura che VdP lo fregasse perché aveva speso tanto nel chiudere l’attacco del belga.
Peccato per Moscon, senza la foratura e la caduta sarebbe arrivato da solo nel velodromo. Comunque è giovane ed un quarto posto non è da buttare, anzi.
Per quel che vale, io ho sempre Trustato
Quando Gianni Morandi è più veloce di te
Personale corridore feticcio dai tempi della Bardiani (allora si chiamava ancora Colnago), un mostro di tecnica a cui sono stati rubati pure i primi anni di carriera perché ne volevano fare un velocista puro. Da qualche anno hanno capito un po’ tutti che è fatto per le grandi classiche, ma questa è stata davvero grossa.
SCANSATEVE CHE PASSA IL COBRA!
La Parigi-roubaix è l unico posto dal quale puoi uscire con la blackface, ESSIGODE
Vorrei rimarcare la gestione eccellente della volata: ha aspettato Veermersch, il carneade della giornata e poi ha controllato van der Poel tenendolo sempre all’esterno. Anche durante le fasi finali sembrava quello con più gamba ma alla fine ha dimostrato anche estrema lucidità, vincendo alla prima partecipazione la Parigi-Roubaix. Complimenti!
Naturalmente manco nella foto del giornale stanno in fila indiana
Accidenti guarda
Il mio vicino di casa appassionatissimo di ciclismo ha messo quella che ho scoperto essere la [bandiera delle Fiandre](https://lh3.googleusercontent.com/proxy/LV7tMMinYuDg9AMFKB9KecujGN7xcqsDKfUSx7fSh6WOvzuJmH2hUruoT3fUvOcsjThbY6sd-Av1-tkPtfvGq54OPjPYoTeaDHwrfJyaagssEENjvc-52PEpgrU_KQfbrs_pzQ) al balcone xD
Io non so chi qui ha mai provato l’esperienza di pedalare su anche solo uno dei 30 tratti in pavè ma, personalmente, posso dire che è un’esperienza che non scorderò. Basta fare pochi metri, e automaticamente il primo pensiero che passa per la mente è: “ma questi come c***o fanno a filarci sopra a 50 all’ora, col fango, il freddo, il rischio di scivolare e farsi male sul serio?!?”.
Mi hanno detto “Eh vabè, ma il pavè ce l’abbiamo anche noi”. No signori, QUEL pavè è completamente diverso, molto più sconnesso, quello dei nostri centri storici a confronto è un biliardo. Le pietre sono disposte a dorso d’asino, è come salire e scendere continuamente da infiniti piccoli scalini.
L’unico modo per uscirne vivi è cercare di tenere un’andatura sostenuta e costante. Troppo piano e ti pianti, troppo forte e perdi quel minimo di controllo che ti rimane.
Le vibrazioni. Già a 30 all’ora la bici scalcia e si dimena da tutte le parti. Uno cerca di compensare sgonfiando le ruote e nastrando doppio il manubrio, ma fidatevi, è come tenere appoggiate le mani su un “qualcosa” in preda a una crisi epilettica.
Già arrivare al traguardo è uno sforzo immane. Alla fatica agonistica “convenzionale” di un ciclista, si aggiungono lo stress a collo, braccia e schiena. Non è raro vedere gente all’arrivo con le mani insanguinate, mentre è praticamente la regola vedere la maschera di fatica disegnata su ognuno.
Vince il più forte? Di sicuro devi essere nella giornata in stato di grazia, ma non basta. Devi avere anche la sorte dalla tua parte, perché su un percorso così l’imprevisto è dietro l’angolo. Forature, guasti, cadute altrui (anche delle moto al seguito).
Ieri c’era scritto il nome di Sonny, da qualche parte. Una volata vinta con la forza della disperazione, all’ultimo metro. Da tanto non si vedeva una Roubaix “vera” come questa, che alla felicità di Colbrelli alternava la sincera compassione per Van der Poel, distrutto e avvilito dopo essere stato battuto per una manciata di centimetri.
È uno sport bastardo e meraviglioso. E la Roubaix una delle sue gare più belle.
Tutti sono eroi, pensa te che io inizio a bestemmiare quando sono sul pavé a Milano in bici da corsa.