Io stesso che ormai tendo inesorabilmente sempre più a destra a livello morale mi sto rompendo il cazzo di queste discussioni di polemica sterile.
Mi domando se sia davvero necessario dare importanza a queste cazzate. E mi domando chi cazzo venga pagato per produrre questa merda (non parlo dell’articolo, ma del documento).
Edit: a leggere l’articolo anche quest’ultimo sembra essere del cazzo, visto che le indicazioni apparentemente innocue erano decisamente idiote nutrendo questa isteria collettiva dell’inclusività ad ogni costo.
IlPost su ste cose liberal progressiste è sempre ideologicamente schierato contro la mia visione, ma forse sono io che sono dall’altra parte della staccionata da un po’ di tempo…
Ho sentito in ufficio qualcuno che diceva “Ecco, l’Unione Europea ci obbliga a non dire più Buon Natale. Ci stanno togliendo tutto.”.
Mi rattrista un po’ pensare che alcune persone non si rendano conto che anche piccoli gesti come quelli indicati nel documento facciano piacere a chi li riceve.
La parte su Marte fa ridere, ma quella sul “non usare cittadini, ma tutti per non discriminare” è terrificante. Il rapporto, esclusionario, di cittadinanza è alla base della legittimità democratica degli stati nazione moderni. Chi assembla sta roba è gente che ha studiato solo stupidaggini e non come funziona una istituzione che trae legittimità dalla democrazia e dal rapporto con i cittadini, sembra più il reparto marketing di una azienda che altro.
se magari ci si preoccupasse di quelli che sono realmente diritti e problemi della comunità LGBT che sono anche ben presenti e radicati in UE (Polonia e Ungheria? dicono nulla?) anziché di queste boiate si potrebbe 1) levare materiale di propaganda alla destra populista che con ste assurdità va a nozze 2) guadagnare anche un po’ di credibilità nei riguardi delle tematiche dei diritti civili
Chissà quanti soldi ci abbiamo buttato via su tale minchiata
Era un draft, ed è risultato inadeguato.
Non è stato cancellato per sempre, solo rimesso in revisione. Non è manco andato al voto.
L’autrice stessa dichiara: I therefore withdraw the guidelines and will work further on this document.
Non cantate vittoria, ritorneranno. Imposizione della “tolleranza” unilaterale, che novità.
– si sconsiglia di usare solo nomi tipici di una data religione come giovanni e maria (nel testo originale, “*John* and Mary”) quando si vuole fare un esempio
– due righe prima: “per esempio, meglio non dire che *John* Doe è disabile”
Poche idee ma confuse?
Ps: Si, lo so, “John Doe” è un termine giuridico, ma almeno la coerenza nella stessa pagina…
“censuriamo parti della vostra cultura per far del bene a una minoranza, nemmeno tutto il gruppo perché a molti non interessa minimamente sta boiata che non ho partorito per giustificare il mio stipendio. Vi sentite più inclusivo ora?”
Mi sembra di essere su Facebook quando capitano questi thread: “possono pensare a cose più importanti che a queste cazzate”, “la tirannia del pensiero unico”, “le università indottrinano la gente” e boiate del genere.
In tutta onestà: a voi cosa frega? Contro ogni logica, trattate questa cosa come un’offesa personale, un insulto a quello che siete e quello in cui vi riconoscete. Tutto ciò influirebbe in un qualsiasi modo nella vostra vita? No? Male non può fare, la speranza è che faccia almeno un pochino di bene.
E allora lasciate fare il lavoro a chi è lì, è preparato, e ha una minima idea del contesto in cui si lavora.
Mi sembrate i quarantenni triggerati dalla teoria gender di qualche anno fa.
PBN alle prossime Europee
Partito di Babbo Natale per salvare le tradizioni
Qualcuno ha una fonte ufficiale del draft stesso?
Questo documento nasce dall’esigenza che taluni provano a dover stabilire cosa è accettabile fare o meno standardizzando la sensibilità comune su quelle delle mammine pancine – no kritike.
Rimango allibito, ormai c’è una scollatura profondissima tra ceti sociali. Questo solitamente termina in qualcosa di grave, ma forse sto solo scendendo una discesa scivolosa…
Molto bene
In situazioni come questa, mi sembra che la UE faccia di tutto per dare argomenti ai populisti di estrema destra come Salvini e Meloni.
Aggiungo anche: io ho colleghi di più o meno tutte le religioni, in molti mi augurano “Buon Natale” e io auguro loro “Happy Diwali”, “新年快乐",” ehid Mubarak” e nessuno si offende.
Questa cosa che l’inclusività implichi la negazione delle proprie tradizioni è veramente una roba ridicola.
il natale ormai è una festa puramente commerciale come altre
comunque tipo religione da noi andrebbe tolta e fatta una materia tipo cultura delle religioni dove si fa una nozione base di tutte
a livello europeo sarebbe da fare anche una formazione scolastica di base omogenea o quasi per tutti i paesi UE si parte da un modello che funziona tipo quelli del nord europa
ma tanto al momento siamo solo un agglomerato i paesi dove ci freghiamo a vicenda e si guarda solo il lato economico
anche se devo ammettere che la crisi covid è stata gestita meglio rispetto quella economica i casini con la Grecia eccc..
ah ma è quella cosa del divieto di dire “buon natale”?
Sono molto perplesso sul documento perché mi chiedo come venga ricevuto dai destinatari di questi scrupoli, se con soddisfazione o come inutile affettazione…
Ho avuto un collega egiziano musulmano praticante che tutti gli anni a dicembre faceva l’albero, preparava i regali per i bambini, augurava buon Natale, faceva e contraccambiava piccoli doni agli amici dei bambini, decorava la casa anche e più dei cattolici e quando gli chiedevo perché festeggiasse qualcosa che in fondo non gli apparteneva rispondeva che non voleva che i suoi figli si sentissero esclusi da quella che era una festa da celebrare anche con gli amici. Spiegava loro cosa veniva festeggiato e voleva partecipassero a modo loro a quella che era una tradizione del paese che li ospitava.
Mi chiedo, quindi, se questo galateo sia in fondo necessario e richiesto e boh, non ho risposta.
probabilmente si sono resi conto che il “politically correct” oltre a NON funzionare, ha anche frantumato i coglio….i !
Lo sclero verso il Natale “censurato” fa ridere i polli, credevo fosse solo una cazzatina, più prerogativa della galassia di Chiese Battiste del Sud degli Stati Uniti, e invece ora mi tocca vedere gente che senza un briciolo di ironia si comporta come se “Le Feste” fosse una parola imposta dall’alto per cancellare la Cristianità, come se in tutta Europa tutti quanti festeggino solo i giorni 24-25-26 Dicembre e l’Epifania, Santa Lucia e tutte le altre festività correlate non siano interconnesse ma cose messe lì a cazzo.
La spinta verso l’uso della terminologia neutra è una deformazione derivata dall’uso smodato dell’inglese (prova a chiamare il 90% delle persone in Germania o Austria col genere neutro, e poi conta i ceffoni che ti arrivano; e in Ungheria non dovrebbero cambiare un cazzo), ma è palese che sarebbe la cosa meno applicata fra tutte. Probabilmente morirebbe subito se venisse adottata una lingua europea universale diversa dall’inglese.
E per il resto si tratta di evitare pipponi sull’identificazione totale delle persone con caratteristica X. Non vedo il problema.
Sarò schietto, ma la polemica è risultata del tutto ridicola. In primis la meschinità di alcuni giornali che hanno fatto passare come “non si potrà più dire Natale” ai soliti cazzoni che parlano di dittatura del politicamente corretto. Detto sinceramente è la polemichetta utile a far masturbare il Salvini o Meloni di turno. Come ogni cazzo di anno a Natale ne esce sempre una, che si rivela essere una puttanata
Chissà quando la smetteremo di vedere l’Europa in maniera così “italocentrica”. È un dato di fatto che l’UE (così come tutto il continente) sia composta da paesi con culture, tradizioni e religioni diverse e francamente avevo apprezzato una presa di posizione dall’alto sulla questione. Anche perché io quando ho letto l’articolo stamattina avevo inteso il documento come “ricordatevi che l’UE è variegata e che non tutti festeggiano il Natale; rispettiamo anche tutte le altre feste che non appartengono alla nostra cultura/religione”.
Cari politici italiani, mettetevi in testa che non è che in tutto il mondo a Natale si fa il presepe o si mangia il panettone. /s
Tutte queste iniziative sono basate su una teoria del linguaggio post-strutturalista, la quale afferma che il linguaggio modifica la percezione e il pensiero, tuttavia questa teoria non è basata su alcuna prova empirica ed ha seguito solo tra linguisti molto interessati alla filosofia e ben poco alla scienza.
Il modo in assoluto più paternalistico possibile per affrontare il tema dell’inclusività.
In sostanza, quello che si propone è trattare le minoranze come gruppi di bambini, evitando di usare certi termini perché, chissà, potrebbe urtare il loro equilibrio psicofisico. Esattamente in che modo fingere che il 25 dicembre non si festeggi il Natale dovrebbe aiutare una minoranza etnica e/o religiosa?
Curioso anche come certi progressisti siano così progressisti da fare il giro completo e diventare bigotti.
Insomma, un’idea nobile ma inutile utilizzata per montare un circo mediatico della Madonna.
Bene, niente di nuovo sotto al sole. Me ne torno nel mondo reale.
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Io stesso che ormai tendo inesorabilmente sempre più a destra a livello morale mi sto rompendo il cazzo di queste discussioni di polemica sterile.
Mi domando se sia davvero necessario dare importanza a queste cazzate. E mi domando chi cazzo venga pagato per produrre questa merda (non parlo dell’articolo, ma del documento).
Edit: a leggere l’articolo anche quest’ultimo sembra essere del cazzo, visto che le indicazioni apparentemente innocue erano decisamente idiote nutrendo questa isteria collettiva dell’inclusività ad ogni costo.
IlPost su ste cose liberal progressiste è sempre ideologicamente schierato contro la mia visione, ma forse sono io che sono dall’altra parte della staccionata da un po’ di tempo…
Ho sentito in ufficio qualcuno che diceva “Ecco, l’Unione Europea ci obbliga a non dire più Buon Natale. Ci stanno togliendo tutto.”.
Mi rattrista un po’ pensare che alcune persone non si rendano conto che anche piccoli gesti come quelli indicati nel documento facciano piacere a chi li riceve.
La parte su Marte fa ridere, ma quella sul “non usare cittadini, ma tutti per non discriminare” è terrificante. Il rapporto, esclusionario, di cittadinanza è alla base della legittimità democratica degli stati nazione moderni. Chi assembla sta roba è gente che ha studiato solo stupidaggini e non come funziona una istituzione che trae legittimità dalla democrazia e dal rapporto con i cittadini, sembra più il reparto marketing di una azienda che altro.
se magari ci si preoccupasse di quelli che sono realmente diritti e problemi della comunità LGBT che sono anche ben presenti e radicati in UE (Polonia e Ungheria? dicono nulla?) anziché di queste boiate si potrebbe 1) levare materiale di propaganda alla destra populista che con ste assurdità va a nozze 2) guadagnare anche un po’ di credibilità nei riguardi delle tematiche dei diritti civili
Chissà quanti soldi ci abbiamo buttato via su tale minchiata
Era un draft, ed è risultato inadeguato.
Non è stato cancellato per sempre, solo rimesso in revisione. Non è manco andato al voto.
L’autrice stessa dichiara: I therefore withdraw the guidelines and will work further on this document.
Non cantate vittoria, ritorneranno. Imposizione della “tolleranza” unilaterale, che novità.
– si sconsiglia di usare solo nomi tipici di una data religione come giovanni e maria (nel testo originale, “*John* and Mary”) quando si vuole fare un esempio
– due righe prima: “per esempio, meglio non dire che *John* Doe è disabile”
Poche idee ma confuse?
Ps: Si, lo so, “John Doe” è un termine giuridico, ma almeno la coerenza nella stessa pagina…
“censuriamo parti della vostra cultura per far del bene a una minoranza, nemmeno tutto il gruppo perché a molti non interessa minimamente sta boiata che non ho partorito per giustificare il mio stipendio. Vi sentite più inclusivo ora?”
Mi sembra di essere su Facebook quando capitano questi thread: “possono pensare a cose più importanti che a queste cazzate”, “la tirannia del pensiero unico”, “le università indottrinano la gente” e boiate del genere.
In tutta onestà: a voi cosa frega? Contro ogni logica, trattate questa cosa come un’offesa personale, un insulto a quello che siete e quello in cui vi riconoscete. Tutto ciò influirebbe in un qualsiasi modo nella vostra vita? No? Male non può fare, la speranza è che faccia almeno un pochino di bene.
E allora lasciate fare il lavoro a chi è lì, è preparato, e ha una minima idea del contesto in cui si lavora.
Mi sembrate i quarantenni triggerati dalla teoria gender di qualche anno fa.
PBN alle prossime Europee
Partito di Babbo Natale per salvare le tradizioni
Qualcuno ha una fonte ufficiale del draft stesso?
Questo documento nasce dall’esigenza che taluni provano a dover stabilire cosa è accettabile fare o meno standardizzando la sensibilità comune su quelle delle mammine pancine – no kritike.
Rimango allibito, ormai c’è una scollatura profondissima tra ceti sociali. Questo solitamente termina in qualcosa di grave, ma forse sto solo scendendo una discesa scivolosa…
Molto bene
In situazioni come questa, mi sembra che la UE faccia di tutto per dare argomenti ai populisti di estrema destra come Salvini e Meloni.
Aggiungo anche: io ho colleghi di più o meno tutte le religioni, in molti mi augurano “Buon Natale” e io auguro loro “Happy Diwali”, “新年快乐",” ehid Mubarak” e nessuno si offende.
Questa cosa che l’inclusività implichi la negazione delle proprie tradizioni è veramente una roba ridicola.
il natale ormai è una festa puramente commerciale come altre
comunque tipo religione da noi andrebbe tolta e fatta una materia tipo cultura delle religioni dove si fa una nozione base di tutte
a livello europeo sarebbe da fare anche una formazione scolastica di base omogenea o quasi per tutti i paesi UE si parte da un modello che funziona tipo quelli del nord europa
ma tanto al momento siamo solo un agglomerato i paesi dove ci freghiamo a vicenda e si guarda solo il lato economico
anche se devo ammettere che la crisi covid è stata gestita meglio rispetto quella economica i casini con la Grecia eccc..
ah ma è quella cosa del divieto di dire “buon natale”?
Sono molto perplesso sul documento perché mi chiedo come venga ricevuto dai destinatari di questi scrupoli, se con soddisfazione o come inutile affettazione…
Ho avuto un collega egiziano musulmano praticante che tutti gli anni a dicembre faceva l’albero, preparava i regali per i bambini, augurava buon Natale, faceva e contraccambiava piccoli doni agli amici dei bambini, decorava la casa anche e più dei cattolici e quando gli chiedevo perché festeggiasse qualcosa che in fondo non gli apparteneva rispondeva che non voleva che i suoi figli si sentissero esclusi da quella che era una festa da celebrare anche con gli amici. Spiegava loro cosa veniva festeggiato e voleva partecipassero a modo loro a quella che era una tradizione del paese che li ospitava.
Mi chiedo, quindi, se questo galateo sia in fondo necessario e richiesto e boh, non ho risposta.
probabilmente si sono resi conto che il “politically correct” oltre a NON funzionare, ha anche frantumato i coglio….i !
Lo sclero verso il Natale “censurato” fa ridere i polli, credevo fosse solo una cazzatina, più prerogativa della galassia di Chiese Battiste del Sud degli Stati Uniti, e invece ora mi tocca vedere gente che senza un briciolo di ironia si comporta come se “Le Feste” fosse una parola imposta dall’alto per cancellare la Cristianità, come se in tutta Europa tutti quanti festeggino solo i giorni 24-25-26 Dicembre e l’Epifania, Santa Lucia e tutte le altre festività correlate non siano interconnesse ma cose messe lì a cazzo.
La spinta verso l’uso della terminologia neutra è una deformazione derivata dall’uso smodato dell’inglese (prova a chiamare il 90% delle persone in Germania o Austria col genere neutro, e poi conta i ceffoni che ti arrivano; e in Ungheria non dovrebbero cambiare un cazzo), ma è palese che sarebbe la cosa meno applicata fra tutte. Probabilmente morirebbe subito se venisse adottata una lingua europea universale diversa dall’inglese.
E per il resto si tratta di evitare pipponi sull’identificazione totale delle persone con caratteristica X. Non vedo il problema.
Sarò schietto, ma la polemica è risultata del tutto ridicola. In primis la meschinità di alcuni giornali che hanno fatto passare come “non si potrà più dire Natale” ai soliti cazzoni che parlano di dittatura del politicamente corretto. Detto sinceramente è la polemichetta utile a far masturbare il Salvini o Meloni di turno. Come ogni cazzo di anno a Natale ne esce sempre una, che si rivela essere una puttanata
Chissà quando la smetteremo di vedere l’Europa in maniera così “italocentrica”. È un dato di fatto che l’UE (così come tutto il continente) sia composta da paesi con culture, tradizioni e religioni diverse e francamente avevo apprezzato una presa di posizione dall’alto sulla questione. Anche perché io quando ho letto l’articolo stamattina avevo inteso il documento come “ricordatevi che l’UE è variegata e che non tutti festeggiano il Natale; rispettiamo anche tutte le altre feste che non appartengono alla nostra cultura/religione”.
Cari politici italiani, mettetevi in testa che non è che in tutto il mondo a Natale si fa il presepe o si mangia il panettone. /s
Tutte queste iniziative sono basate su una teoria del linguaggio post-strutturalista, la quale afferma che il linguaggio modifica la percezione e il pensiero, tuttavia questa teoria non è basata su alcuna prova empirica ed ha seguito solo tra linguisti molto interessati alla filosofia e ben poco alla scienza.
Il modo in assoluto più paternalistico possibile per affrontare il tema dell’inclusività.
In sostanza, quello che si propone è trattare le minoranze come gruppi di bambini, evitando di usare certi termini perché, chissà, potrebbe urtare il loro equilibrio psicofisico. Esattamente in che modo fingere che il 25 dicembre non si festeggi il Natale dovrebbe aiutare una minoranza etnica e/o religiosa?
Curioso anche come certi progressisti siano così progressisti da fare il giro completo e diventare bigotti.
Insomma, un’idea nobile ma inutile utilizzata per montare un circo mediatico della Madonna.
Bene, niente di nuovo sotto al sole. Me ne torno nel mondo reale.