
[Questo video](https://www.youtube.com/watch?v=yiw6_JakZFc&t=692s) nella sua chiarezza è raccapricciante, Kurzgesagt.
[Questo invece è Harari](https://youtu.be/SiCvGQnweAg), al solito composto, informato, chiarissimo e puntuale.
Non credevo, ma sono arrivato a non dormire la notte (oltre che per il caldo ;)) perché immaginare il pianeta come luogo per noi non più vivibile mi annienta.
Mentre sotto i miei occhi (anno dopo anno) la zona in cui vivo si sta desertificando, da giornale e rete leggo che la terra, esasperata, non ci vuole più tra i piedi.
L’altro giorno correvo e lungo un torrente, ovviamente ormai prosciugato, ho visto un cerbiatto che avanzava disperato, visto che si spingeva in un’area abitata dall’uomo, in cerca di acqua.
O l’altro giorno un amico romano mi raccontava — sono dettagli, minuzie, sì, lo so, ma ti fanno capire che il sistema, lentamente, ma nemmeno troppo, sta irrimediabilmente cambiando — sono stati riportati una grande quantità di casi di ustione alle zampe tra i cani, per la temperatura dell’asfalto.
Immagino che tra qualche anno ci si abituerà all’idea che ogni estate, come per una pandemia, perderemo un sacco di anziani per il caldo. Vittime da mettere in conto per mantenere il nostro stile di vita (che, tra l’altro, potrei capire se ci rendesse obesi e straripanti di felicità, e invece no, manteniamo uno stile di vita che, da quel che vedo in giro, ci rendi tutti cupi, incazzati neri o *utterly* depressi).
Bene, questi due video sostengono che l’iversione al cambiamento climatico non può venire **solo** da un cambio delle nostre abitudini come cittadini, ma dal costringere i nostri politici a rompere il sistema che ci sta portando in cui il futuro non esiste più o esisterà solo per persone immensamente ricche.
Quindi telefonare e intasare di mail i politici che abbiamo votato, che voteremo, per dir loro che devono fare qualcosa per questo maledetto problema, poiché il km zero o la plastica o il treno, da soli, non basteranno.
p.s.
Chiedo ai mod di questa sub di aggiungere un flair per notizie riguardanti il climate change.
Edit:
Scusate ma sono sempre più convinto che noi dovremmo dedicare un’ora al giorno — anche io ho un sacco di cose da fare, e non so dove inventarmela un’ora al giorno — da dedicare in modo attivo a questo problema: un’ora di telefonate, di mail, di attivimo ambientale, tenue, se volete, ma di attivismo: non vedo altra soluzione. Questo è il momento giusto per vedere se la democrazia significa rappresentanza dei cittadini, se in definitiva il mio voto vale qualcosa.
23 comments
Per riuscire davvero ad invertire questo trend serve un cambiamento talmente drastico da sembrare assurdo alla maggior parte della popolazione, compresi i “politici”.
Questo cambiamento si chiama deflazione monetaria ed è l’unico modo per consumare meno, consumare meglio, spingere le persone a risparmiare, essere più benestanti nel lungo periodo e rinunciare a consumare cose inutili solo perché “i soldi fermi perdono valore”.
Dalla marea di downvote che prenderà questo commento capirai perché è così difficile che questo si realizzi
Fattene una ragione, il clima è fottuto irreparabilmente. Le cose che più impattano che realisticamente puoi fare è non prendere l’aereo e fare pochi figli. Per quanto riguarda i politici auguri, anche se facessero qualcosa di concreto, l’Europa impatta solo per il 13% sulle emissioni globali (correggetemi) e se anche tutto il mondo si mettesse d’accordo sulle emissioni, ci vorrebbero centinaia/migliaia di anni perché il clima si stabilizzasse (mi sembra di aver letto 5000 anni per avere un’inversione di tendenza sulle temperature)
Per quanto mi riguarda invece cerco di consumare il meno possibile, comprare roba usata, e riciclare tutto perché il pensiero che i miei rifiuti possano andare a finire in mare mi uccide dentro
Aspetto i votini blu, non me ne frega niente.
Quella del “nostro piccolo” è solo sudditanza mentale, non cambia nulla.
Ma come diamine è possibile
che siamo sempre noi cittadini a doverci adeguare, mentre le multinazionali possono fare quello che vogliono e continuare ad inquinare come se nulla fosse?
L’Europa, tra l’altro, è uno dei continenti che inquina di meno, sono i più grandi paesi dell’Asia (India e Cina, sputiamoli sti nomi) a inquinare, e allo stesso tempo produrre ciò che noi consumiamo.
l’iperoggetto cambiamento climatico non può essere fermato a meno che non si rimuova la causa principale: homo sapiens.
Io sono una persona molto ecologica: non viaggio mai, non ho manco la patente quindi non guido (peccato che per andare a lavorare sia praticamente essenziale perché altrimenti non ti cacano di striscio ma è un altro discorso), non compro nemmeno online e se lo faccio lo faccio insieme ad altre persone, non ho praticamente vita sociale perché manco al bar vado e manco ho il condizionatore a casa e non ho mai preso un aereo.
L’unica cosa in cui casco è il fast fashion perché regà non posso andare in giro nuda e al mercato quelle sono le cose che hanno.
L’auto di famiglia è un diesel 2005 ed ovviamente vogliono abolire quelli perché inquinano bene però non mi dai un’alternativa: o mi dai una rete di mezzi pubblici capillare oppure non mi caghi il cazzo se ho un’auto per i servizi/lavoro che è vecchia e non me ne posso permettere una nuova anche perché un’auto nuova ora come ora costa una follia e c’è sempre il fattore che bisogna permettersela cosa che non tutti possono fare.
Però Kylie Jenner che prende il Jet privato per fare in tre minuti una strada che in auto avrebbe fatto in quaranta inquinando molto meno lei è liberissima.
Praticamente in tre minuti ha inquinato quello che io probabilmente ho inquinato in tutta la mia vita.
Sono queste, tra le tante, le cose che vanno combattute.
Catastrofe dal 1995
U: “Tanto siamo fottuti. Il cittadino non può fare nulla, rassegnamoci.”
Op: “Ma hai visto il video?”
U: “tu tu tu…”
Classic r/italy
https://youtu.be/LxgMdjyw8uw
Altro video di Kurzgesagt: “we WILL fix climate change” – aka not all is lost
Su crappydesign ho scoperto che fanno e usano ancora i portalattine ad anelli di plastica, cose bannate da noi tipo da 30 anni. Di che stiamo parlando.
Il video di Kurzgesagt l’ho visto, l’altro no ma, l’ho salvato, grazie.
Leggendo i commenti di sto post è chiara la frustrazione del “io faccio l’ecologista ma poi il ricco di turno fa quel cazzo che vuole e sputtana tutto”. Ciò non toglie che va fatto del nostro meglio sia votando che comprando (ovviamente ognuno per quello che può).
Il problema che ho è il seguente: la storia del chiamare e scrivere ai politici so che viene usata molto negli USA perché parte della politica. Non ho idea di come funzioni in Italia e Europa. Quali sono i mezzi migliori? Esiste davvero un numero/contatto alla americana? Se si potresti postarli? Non ho neanche di idea di cosa dover Googlare
Penso che il comportamento più incisivo che possa effettuare il privato cittadino sia il NON acquistare da aziende che sono altamente inquinanti.
Però vedo i negozi dei cinesi che vendono plastica pieni imballati e i fast food che servono carne di bovino pieni imballati.
Leggete questo thread e avrete chiaro da dove nasce la politica del Paese. Siamo un popolo di menefreghisti arraffoni, convinti di essere più furbi degli altri e che quindi sforzarsi non serve a niente.
Sempre Kurzgesagt ha fatto [questo video](https://youtu.be/LxgMdjyw8uw) più recente dove dà notizie migliori riguardo i cambiamenti che stanno avvenendo. Certi trend si stanno stabilizzando o addirittura invertendo, il costo del rinnovabile e delle batterie sta diminuendo etc.
Si può stare tranquilli? No, ma sicuramente la situazione a lungo termine è meno tragica di quello che sembra.
Detto ciò l’attivismo certo non fa male, ma non serve imporlo.
I cambiamenti personali che si possono fare ci sono e sono molto rilevanti, ma purtroppo le persone sono attaccate alle loro abitudini e quindi si giustificano dicendo che dovrebbe fare tutto la politica.
– Dieta Plant based o Vegana o Vegetariana, questa piccola scelta influenza un sacco, guardacaso in 10 anni sono aumentate esponenzialmente le opzioni vegan in supermecati o ristoranti.
– Favorire politiche ambientaliste VERE nel proprio paese, questa forse è ancora più grossa della prima e purtroppo è colpa dei cittadini e del singolo se un paese va in vacca a livello energrtico. Alla fine il referendum sul nucleare lo abbiamo votato noi singoli cittadini.
– Trasporti, oggi esistono ebike, monopattini elettrici dal costo ridicolo e in ogni modo si può limitare l’uso della macchina. Preferire il treno per spostarsi (siamo un’eccellenza mondiale in questo).
È un sacrificio? Dipende da come la vedete, per me è buon senso.
[deleted]
>Vittime da mettere in conto per mantenere il nostro stile di vita
Qua ci sono 2 modi per interpretare questo frammento di messaggio:
-noi cittadini normalizzeremmo le morti legate al clima perché non vogliamo rinunciare al nostro stile di vita
-chi ha potere normalizzerà le morti legate al clima perché non vuole cambiare il sistema che lo ha messo al potere
Se è la prima interpretazione, allora non sono d’accordo, proprio perché come dici tu la gente è profondamente insoddisfatta dagli stili di vita che è costretta a tenere anche ora (vedasi le persone che richiedono lo smart working che taglierebbe emissioni, ma non lo ricevono).
Se è la seconda interpretazione, allora sono d’accordo, e in tal caso come dici tu c’è da attivarsi politicamente, o entrando in contatto con politici, oppure dandosi alla politica di prima mano.
E’ un problema dannatamente politico, ed è politicamente che va risolto, altrimenti non ci sono diete vegane o centrali nucleari che reggano da sole.
EDIT: Comunque, op, se vuoi darti all’attivismo ambientale ti consiglio di tenere d’occhio il gruppo di Cappato [eumans](https://www.eumans.eu/) che cerca di creare questo movimento europeo per dare potere ai cittadini anche per questioni legate al clima. Cappato si batte anche per l’introduzione di Assemblee di cittadini estratti a sorte, la cui prima secondo lui dovrebbe intervenire proprio sul tema del clima. Qui la gente conosce poco il tema, ma ne parla tanto male, eppure le assemblee di cittadini estratti a sorte non sono un concetto nuovo manco per l’europa, stanno venendo inserite in alcuni paesi e in alcune circostanze, e ci sono precedenti storici, quali assemblee di cittadini estratti a sorte in islanda che hanno influenzato la loro costituzione, o quelle in irlanda che hanno spianato la via per diritti ad aborto e matrimoni egualitari.
Oltre a ciò, dai un’occhiata anche a [citizens’ climate europe](https://citizensclimateeurope.org/), che è un’associazione di cittadini volontari europei, sottobranca di citizens’ climate lobby, americana, il cui scopo è quello di connettere cittadini con rappresentanti per fare pressing affinché comprendano l’importanza di carbon tax progressive e le supportino politicamente, visto che ad oggi sono la misura migliore per contrastare il cambiamento climatico, ma che nessuno si incula
“Vittime da mettere in conto per mantenere il nostro stile di vita”+
E fammi capire, lo decideresti TU come devo cambiare IO il mio stile di vita? OK, allora fammi un piacere: stilami un elenco delle cose che TU vuoi che IO faccia, mi raccomando su carta morbida e vellutata, e IO saprò farne l’uso migliore.
>Questo invece è Harari, al solito composto, informato, chiarissimo e puntuale.
Purtroppo (imho eh) Harari non è nulla. Non è un biologo, non è un climatologo, non è un economista, è uno storico che ha scritto dei libri di cui almeno uno (Sapiens) molto discutibile.
Comunque, ho visto il video (e la pagina a cui fa riferimento), e fa l’emulo della Gabanelli.
Per esempio, il discorso sullo spreco di cibo. Apro il report linkato sul sito, ed è sempre il documento di otto anni fa dell’ONU, che riporta che circa 1/3 del cibo va sprecato. E’ ancora attuale? [Pare di no](https://www.unep.org/resources/report/unep-food-waste-index-report-2021). Possibile che Harari non potesse degnarsi di verificare?
Spese militari. Bizzarro che un commento simile venga: a) da un israeliano, che senza le spese militari non avrebbe nemmeno più un paese, e b) nel 2022. Certo che si possono diminuire e rendere più efficenti, con meno regali a Boeing e Halliburton, ma dire ‘tagliamo le spese militari e salviamo la foresta amazzonica’ è una cosa che mi aspetterei da un sempliciotto non scolarizzato.
Il concetto che si possa usare il prezzo di mercato della terra coperta dalla foresta amazzonica per salvarla è singolare. Qual è l’idea? Pagare chi deforesta di contrabbando perchè si fermi? Corrompere i politici? Generare un picco inflazionario rovesciando carriolate di soldi in Brasile? Formare una milizia armata che spari su chiunque si avvicina con una motosega?
E per finire: il 2% del PIL mondiale in realtà vuol dire il 4% del PIL dei paesi sviluppati, dato che difficilmente la Nigeria o il Venezuela metteranno la loro parte. Forse di più del 4%, dubito la Cina si unirebbe alla colletta.
Va bene l’ottimismo, ma sto video mi pare una boiata.
Grazie per i video. Il climate change sta gia’ avendo i suoi effetti. Lavoro nell’ambito della riduzione del rischio ambientale (disastri naturali e non). Il sistema ambiente e’ come una corda tesa. Se tu muovi la mano piano quella oscilla un po’ e poi si ferma, se la muovi forte le oscillazioni saranno sempre piu’ ampie. Ecco, ogni anno abbiamo fenomeni climatici sempre piu’ estremi perche’ l’ambiente cerca di recuperare l’equilibrio dopo che il riscaldamento globale ha ‘mosso’ la corda (1.5 gradi sono uno scossone forte). Piu’ incendi, piu’ inondazioni, piu’ forti grandinate e venti. Dopo forti pioggie ci saranno lunghe siccita’, il suolo sara’ meno fertile per l’agricoltura sviluppata negli ‘ultimi’ 2 o 3 mila anni, la gente si spostera’ da luoghi in cui vivere diverra’ impossibile, etc. E questo tocca piu’ il portafogli di chi si dice impotente e arrabbiato (i ricchi si fanno assicurazioni e continueranno a mangiare cio’ che vogliono). Anche la salute sara’ a rischio (pandemie e inquinamento).
Il pianeta’ resistera’ nel lungo termine, e’ l’essere umano ad essere in pericolo, sono i nostri figli o nipoti. Concordo con la linea generale suggerita nei video. Ma aggiungerei, anche visti i commenti, che manca un indice per correlare direttamente le azioni e le conseguenze. Quanto ci costa in termini di rischio globale (CO2) prendere un aereo per 1 ora? Quanto costa costruire un tavolo in legno? e in metallo? Quanto mangiare un kilo di carne rossa? bianca? 1 ora di condizionatore a 25 gradi? Allora potremmo discutere e pianificare in termini di impatto.
La mia idea e’ che l’unico modo per invertire la rotta sia far diventare redditizie o economiche le scelte ‘a basso impatto’. Inizialmente ci dovranno essere sussidi (e combattere le lobby dell’economia tradizionale) e campagne di comunicazione (social etc, come si e’ fatto, e bene, per le sigarette) poi il sistema si regolera’. Negli incentivi iniziali ci potrebbero anche essere crediti legati ad azioni virtuose (paghi meno tasse sui rifiuti se …, sconti sui libri di scuola…etc.). Non e’ impossibile, amazon/google/supermercati hanno gia’ sistemi simili e tutti noi impariamo ad usarli.
Ecco! voterei un partito che mi offrisse un progetto chiaro con azioni/rischi/costi/obiettivi a tal riguardo e lo mettesse come priorita’ nel suo programma. In particolare i rischi, altrimenti alla prima crisi economica si butta tutto all’aria. Secondo me tutto il resto dipende da questo (economia, salute, sicurezza). Scusate la lungaggine da gen X.
La responsabilità personale è – allo stato attuale – un falso simulacro; smetterà di esserlo solo dopo che la comunicazione mercantile e politica si sarà liberata di ogni forma di *greenwashing* e di retorica. I processi di assorbimento degli antagonisti tipici del capitalismo avanzato ci bombardano continuamente di immagini di giovani responsabili, in case dallo stile modernista nordeuropeo, aperti alle differenze, dinamici e indipendenti, e allo stesso tempo passano più cupi messaggi usando quelle scintille dello showbiz che ci sono irresistibili. Kyle Jenner (visto che qualcuno la citava), Beyoncé, Quentin Tarantino, Billie Eilish, Kendrick Lamar, ci sono presentati dalle loro agenzie di comunicazione come “qualcuno dalla nostra parte”, qualcuno dei nostri, ma intanto veicolano ambizioni nel loro pubblico che sono le loro Mercedes classe G, i loro Jet privati, le ville domotizzate di Los Angeles, assorbire quella “cultura del viaggio” (in aereo ovviamente, se non direttamente in yacht) come l’unica possibilità di esperienza e benessere che ci appare possibile nel mondo contemporaneo – ma che evidentemente non ci possiamo permettere, in primis da un punto di vista ecologico. Continuiamo a farci la guerra mentre Netflix, Apple, ENI, FCA, o chi per loro, insistono nelle loro strategie di marketing. Molti partiti politici usano la stessa metodologia, arroccandosi dietro i colori per non dover rispondere di responsabilità invece cruciali, come lo stato del trasporto pubblico. Non è solo una cruda questione di *footprint*, ma di rappresentazione dell’emergenza. Ed è anche il motivo per cui le forme indipendenti di narrazione, come ad esempio la fantascienza, reagiscono (ormai da diversi anni) con specifiche “estetiche della fine”, ragionando esclusivamente di apocalissi e abbandoni “post-fisheriani”.
Parliamoci chiaro. Ce ne sono migliaia di “piccole cose” che potremmo fare, ma se le leggiamo *noi stronzi su reddit* non cambia niente. Ma neanche se il 100% degli utenti di r/italy non cambierebbe niente. Queste “piccole cose” per avere un qualche impatto dovrebbero essere imposte a **tutta la popolazione italiana tramite leggi, divieti o altro**. Se ci affidiamo al buonsenso e basta allora possiamo continuare a leggere per l’eternità altri articoli simili quali “10 piccole cose per diminuire l’impatto ambientale” e la nostra reazione sarà “mmh carino…provo a farlo” e non sarà cambiata di una virgola la situazione ambientale.
>Non credevo, ma sono arrivato a non dormire la notte (oltre che per il caldo ;)) perché immaginare il pianeta come luogo per noi non più vivibile mi annienta.
Anche io inizio a esprimere preoccupazione per la situazione climatica, oltre che ambientale. Non che prima ne fossi estraneo visto che a scuola e anche in altre sedi ho affrontato i temi, per quanto generici e basilari della salvaguardia del pianeta, ma in effetti la situazione sta degenerando.
>ma dal costringere i nostri politici a rompere il sistema che ci sta portando in cui il futuro non esiste più o esisterà solo per persone immensamente ricche.
Sono d’accordo, pur essendo un cittadino attento a rispettare le regole, sono sempre stato convinto che le decisioni più importanti e impattanti devono passare per i governi
>Quindi telefonare e intasare di mail i politici che abbiamo votato, che voteremo, per dir loro che devono fare qualcosa per questo maledetto problema
Qui mi avvilisco vista la tragica situazione politica che affligge il nostro paese: la precarietà e la scarsa stabilità dei governi, insieme all’impreparazione della casse dirigente e imprenditoriale mi fa molto poco sperare.
Fun fact: possiamo anche bere con cannucce di legno in bicchieri di ferro vestiti di juta con delle babbucce in legno ai piedi chiusi in una capanna di fango eppure finché le aziende usa e China non smetteranno di creare il 70% dell’inquinamento mondiale i nostri sforzi serviranno solo a vivere una vita miserabile.