Istat: «Con 400mila nascite all’anno siamo un paese da 30 milioni di abitanti»

34 comments
  1. E il problema sarebbe?

    Bastera’ pagare le pensioni coi contributi del reddito di cittadinanza.

  2. Insomma in un paese con un classismo sempre più dilagante dove si dà per scontato che il mantenimento/le possibilità della prole debba dipendere dai genitori, dove ogni gravidanza non pianificata viene commentata con “brava ti sei rovinata la vita”, dove lo stesso comento vale se hai figli senza avere posizioni lavorative più che stabili, c’è da stupirsi?

  3. Penso anche che il fatto sia legato ad un diverso costo dell’avere figli. Ammetto di non avere dati, ma credo che il “prezzo” di un figlio – con gli standard di vita di oggi – sia molto più alto rispetto ai decenni in cui il tasso di natalità stava al di sopra dei due figli per coppia.

    E poi naturalmente c’è il fatto che semplicemente la gente può scegliere se avere figli o meno.

    C’è infinitamente meno pressione sociale ad averne (per fortuna), c’è larghissimo accesso agli anticoncezionali (per fortuna) e tendenzialmente si sceglie di farli sempre più tardi per studio o carriera.

    È un problema che hanno tutti i paesi sviluppati: il tasso di natalità è ben al di sotto del fatidico 2.1.

    E forse da un punto di vista ambientale, sul lungo periodo, non è male che sia così, con buona pace dell’INPS.

    Detto questo, come si dice bene nell’articolo sarebbe bene comunque attuare delle politiche per aiutare chi invece i figli lo vuole a mantenerli e a crescerli, in modo da rendere la transizione demografica più graduale.

  4. Ottimo, meno code per fare qualsiasi cosa, staremo piu’ larghi. L’importante e’ difendersi dagli altri paesi sovrappopolati dove gli abitanti letteralmente rotolano fuori dalle frontiere come un mucchio di termiti. Non ci saranno piu’ le pensioni? Ovvio, basta prepararsi sin da ora.

  5. Queste previsioni così in la nel futuro lasciano sempre a desiderare. Basta vedere quelle che venivano fatte già solo una ventina di anni fa. Ci sono buone probabilità che le nascite decrescano ancora fino ad arrivare a livelli veramente catastrofici, oppure fluttuare nel tempo, oppure addirittura crescere nei prossimi decenni.

    Senza ovviamente tenere in considerazione tutta una serie di fattori che indirettamente potrebbero influenzare fortemente la popolazione italiana che presumo siano dati per scontato. Chi poteva prevedere trent’anni fa che l’economia mondiale sarebbe andata a gambe all’aria nel 2008? Abbiamo davanti a noi decenni burrascosi, ogni previsione dovrebbe essere valutata con cautela.

    Insomma, capisco che siano studi provocatori per creare dibattito attorno un vero problema che ci riguarda già oggi, ma si dovrebbe fare a prescindere, non dietro lo spauracchio dei trenta milioni. Senza contare che secondo me i soldi e il welfare almeno in Italia c’entrano fino ad un certo punto, così come per molti paesi avanzati.

  6. Finché si parla di nuove vite umane in termini di “capitale umano”… avoja a creare qualcosa di buono

  7. 1 non c’è stabilità né personale né economica;
    2 diventa sempre più difficile formare una coppia stabile che duri nel tempo; 3non ci sono aiuti e servizi dedicati alle coppie che vogliono avere figli.

    Edit: 4 (questa vi farà imbestialire ma la metto comunque) molte donne italiane non vogliono essere Madri, anche quando potrebbero. In Italia si è diffusa una mentalità per la quale è quasi disonorevole avere un figlio, per una donna.

  8. 30 milioni, magari. Secondo me invece la popolazione si stabilizzerà su una cifra simile a quella attuale

  9. Mettere gratis libri e scuole sarebbe un inizio…

    Comunque, visto global warming e sovrappopolamento, forse è un bene.

    Questo pianeta è più gestibile con 4 miliardi di umani che con 9.

    Nota: lo so, vado in pensione a 97 anni, o cavo in pensione con 100 euro. Ma non si può fare figli solo per salvare l’INPS.

  10. <<Con 400mila nascite all’anno siamo un paese da 30 milioni di abitanti. Ma ora passiamo alle cattive notizie>>

  11. Cosa sto leggendo nei commenti… Mi sembra di essere tornato negli anni ’50 se non prima

  12. Ma sinceramente, chi me lo fa fare? A malapena riesco a mettere da parte soldi per me non potrei mai sostenere un figlio.

    Oltre al fatto che tengo molto al mio tempo libero, fare un figlio vuol dire dedicare la tua vita a lui trascurando te stesso

  13. Se non fossero 2 anni che tentiamo di costruire casa dove crescere una famiglia, magari ci avremmo provato ad avere un figlio

  14. Personalmente, vedo i miei coetanei (30enni) con figli e mi fanno passare anche l’idea di prendere in considerazione l’opzione di averne uno. Non hanno tempo libero per loro, non hanno più una vita di coppia da quando hanno figliato (2 anni !), uscire è sempre un problema e devono trovare attività compatibili e una volta trovate poi sono uno sbatti assurdo anche quelle più semplici, faticano a tenere i rapporti d’amicizia e non c’hanno una lira per farsi qualche gita/vacanza o levarsi qualche sfizio.

    Insomma … a me pare una vita un pò di merda. Tenendo conto poi che la gioventù poi non te al restituisce nessuno, non vedo motivi per passarla cosi. Poi chiaro, ognuno faccia le sue scelte … basta che non mi rompano i coglioni per averne uno, ecco.

    Forse e dico forse, forti incentivi (non necessariamente economici) che facilitino la vita genitoriale, magari calmierando un pò l’impegno di averne uno mi farebbero cambiare idea. Con le politiche demografiche attuali, che lasciano il peso totalmente sulle spalle delle famiglie ( e dei nonni … in pratica) è un salasso sia in termi di tempo che di soldi.

  15. l’italia DOVREBBE essere un paese da 30 milioni (anzi anche qualcosa meno), secondo me siamo megasovrapopolati rispetto al territorio

  16. magari dovremmo esserlo.
    non mi è chiaro quale regola impone che la popolazione ottenuta a caso dopo un boom di nascite post guerra è quella a cui bisogna aspirare.
    il giappone ha più o meno la nostra superficie e un territorio simile ma il loro boom a portato a 120 milioni invece di 60.
    perché non puntare a 120?
    hell perché non 5 miliardi?

  17. Considerando che un po’ di depopolazione è la cosa migliore per l’umanità (senza “metodi Thanos”), diciamo che da questo punto di vista siamo avanti, dovrebbero imitarci anche in altri Paesi.

    Il nostro problema è la *motivazione* per la quale facciamo meno figli.

  18. Io ho iniziato a pensare alla genitorialità quando ho trovato una situazione lavorativa ed economica stabile, prima l’idea di terrorizzava.

    Devo dire che al giorno d’oggi c’è più pressione sui genitori rispetto al passato. Se oggi non fai fare 3 sport e 2 corsi di lingua al bambino, se non passi tutto il tempo a giocarci e non lo aiuti a fare i compiti tutti i giorni, se non ti annulli totalmente come persona, sembra che sei un pessimo genitore. I genitori stessi sembrano fare a gara a chi soffre di più.

    Prima era un po’ più “è ancora vivo, quindi va benissimo”.

  19. Sembra un controsenso ma la prosperità e la natalità sono inversamente proporzionali. Chi mira a carriere professionali pensa a mettere famiglia tardi e più tardi metti su famiglia meno sono le possibilità, anche biologiche, che la famiglia sia numerosa.
    La scusa del contratto a tempo indeterminato non regge più, una coppia da 3000€/mese di reddito sarà più restia a rinunciare ai viaggi, cene e concerti rispetto ad una coppia che questi “vizi” non può permetterseli.
    Non a caso, i tassi di natalità sono più alti nei paesi del terzo mondo, o senza andare troppo lontano basti vedere la differenza in Italia tra meridione e settentrione.
    Alcune teorie infatti sostengono che l’aumento di prosperità nel mondo, e la conseguente emancipazione femminile, sia una soluzione alla sovrappopolazione e al conseguente surriscaldamento globale.

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