Non si può risolvere la crisi climatica solo con le azioni individuali. Era una mia convinzione, un post che domenica ha movimentato reddit/italy ( Alcune fonti (video) sintetiche e molto ben fatte sul cambiamento climatico. Spiegano come fare per tentare, nel nostro piccolo, di fermare questa catastrofe) lo ha confermato, leggendo i commenti. E mi ha invogliato a scrivere questo, di post e, forse, a scriverne altri, sul tema del cambiamento climatico e della finanza climatica.

L’opera di addossare alla singola persona la responsabilità di mettere in campo azioni personali per la riduzione dell’impronta carbonica e climatica inizia nel 1971 con il claim “*People Start Pollution. People Stop*” finanziato dalle industrie di imballaggio delle bevande gassate (​​l’inquinamento è un vostro problema, non è colpa dell’industria che produce bottiglie a basso costo). Nel 2000 BP-British Petroleum, la seconda più grande compagnia petrolifera non statale del mondo, ha lavorato con Ogilvy & Mather (uno dei più grandi e influenti network di comunicazione e marketing) per promuovere la tesi che il cambiamento climatico non è colpa di un gigante del petrolio, ma delle singole persone, promuovendo e rendendo popolare per la prima volta il termine “impronta di carbonio (carbon footprint)”. Nel 2004 l’azienda ha presentato il suo “calcolatore”, che ora si trova ovunque.

(Tutta la storia si può leggere qui [https://mashable.com/feature/carbon-footprint-pr-campaign-sham](https://mashable.com/feature/carbon-footprint-pr-campaign-sham)).

L’obiettivo è di responsabilizzare sempre più le singole persone, per togliere pressione alle imprese che traggono invece profitto dall’industria estrattiva.

L’impatto della politica e della finanza non è paragonabile a quello di una singola persona. Tuttavia, in molti ambienti si afferma che questo tipo di consapevolezza può aiutare a ridurre l’impatto della singola persona, a comprendere meglio l’urgenza climatica e può stimolare un’azione sistemica. Il senso è: si inizia in casa, poi si esce nella comunità, fino a influenzare l’industria e la nazione (voto col portafoglio): ogni passo contribuisce a un cambiamento diffuso.

In effetti, gli stili di vita contribuiscono anche in modo significativo alle emissioni di CO2.

Una ricerca di Nature ha calcolato l’MCC (mortality cost of carbon): ogni nuova emissione di 4522 metri cubi di CO2 provoca una morte prematura in più per l’aumento della temperatura. Un esempio: bastano le emissioni di 3,5 americani medi nel corso della vita per causare la morte prematura di una persona. Fonte: [https://www.nature.com/articles/s41467-021-24487-w](https://www.nature.com/articles/s41467-021-24487-w)

Il cibo perso e sprecato rappresenta un terzo del cibo totale prodotto, corrispondente all’8% delle emissioni di gas serra. Cioè, se lo spreco di cibo fosse un Paese, sarebbe il terzo maggiore emetittore mondiale. Fonte: [https://www.fao.org/platform-food-loss-waste/flw-data/en/](https://www.fao.org/platform-food-loss-waste/flw-data/en/)

Se tutti seguissero la dieta degli statunitensi, sarebbe necessario convertire ogni ettaro abitabile del mondo all’agricoltura e mancherebbe ancora il 38% del suolo necessario a sfamare tutta la popolazione mondiale. L’allevamento occupa circa l’80% dei terreni agricoli, ma produce meno del 20% del fabbisogno totale di calorie. Fonte: [https://ourworldindata.org/meat-production](https://ourworldindata.org/meat-production)

Su un viaggio di circa 250 km il treno è in genere più efficiente dell’aereo e ha molte meno emissioni. Volo in aereo: 2 ore di attesa + 1 ora di volo + 30 minuti di viaggio = 3 ore e 30 minuti, problemi di sicurezza in aeroporto e circa 82 KG di carbonio per passeggero. Viaggio in treno 15 minuti di attesa + 3 ore e 30 minuti di treno = 3 ore e 45 minuti, zero problemi di sicurezza in aeroporto e circa 13 KG di carbonio per passeggero Fonte: newsletter The Daily Difference [https://thecarbonalmanac.org/welcome-to-the-daily-difference-2/](https://thecarbonalmanac.org/welcome-to-the-daily-difference-2/) .

2 comments
  1. Il problema è che spesso “l’azione individuale non può risolvere la crisi climatica” si metamorfizza in “l’ azione contro il cambiamento climatico non deve e non può incidere sul mio stile di vita individuale” e di conseguenza in ostilità a qualunque intervento efficace.

  2. 250km in aereo li fai in meno di 20 minuti 🤣 direi che la fonte ha dei problemi a calcolare le cose. Non esistono praticamente tratte da 250km eccetto rarissimi casi.

    Per un volo di 20 minuti di certo non ti presenti 2 ore prima all’aeroporto, direi che 50-45 minuti sono più che ok.

    Average carbon footprint per una distanza di 250km sono circa 70kg per passeggero, che in genere diminuiscono aumentando le distanze.

    Sul resto non commento, essendo io ignorante in merito, ma sulla storia treno vs aereo è in parte un gran cagata.

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