Stop al lavoro se si superano i 35 gradi: come funziona e a chi si applica la Cassa Integrazione per il caldo

27 comments
  1. Queste sono le [linee guida ufficiali](https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-pubbl-guida-gestione-caldo-2022.html) rilasciate dall’INAIL.

    Questo è il [comunicato stampa](https://servizi2.inps.it/servizi/ComunicatiStampa/DownloadCS.aspx?ID_COMUNICATO=3133) con cui ieri hanno presentato il progetto [Worklimate](https://www.worklimate.it/).

    > Il progetto Worklimate: strategie di intervento per contrastare lo stress termico ambientale in ambito occupazionale. Finanziato dall’Inail nel 2019, attraverso il Bando di ricerche in collaborazione (Bric), il progetto di ricerca “Worklimate: strategie di intervento per contrastare lo stress termico ambientale in ambito occupazionale”, è stato sviluppato dall’Istituto e dal Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe), con la partecipazione delle Aziende Usl Toscana Centro e Toscana Sud Est, del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio e del Consorzio LaMMA (Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile). Il progetto intende approfondire, attraverso la banca dati degli infortuni dell’Inail, le conoscenze sull’effetto delle condizioni di stress termico ambientale sui lavoratori, con un’attenzione specifica alla stima dei costi sociali degli infortuni sul lavoro e con l’obiettivo di definire piani di intervento e prevenzione dei rischi.

    Siccome le anomalie climatiche saranno sempre più all’ordine del giorno, penso che iniziare a pensare a interventi preventivi di questo genere sin da ora, per lavori a rischio. sia più che previdente.

  2. Ah bene, ora serviranno i “*termometri abilitati e sottoposti ad annuale taratura*”.

    Vedo già un bel ufficio preposto in qualche ministero.

    Edit:

    # /s

  3. Ecco perché già al sud si lavora tanto

    (/s, sono terrone, posso dirlo)

    Comunque mi sembra una cosa inapplicabile. 35 gradi misurati da chi? Dalle previsioni meteo? Sbagliano sempre. Dal termometro delle auto/farmacie che si arroventa sotto il sole e ti segna temperature 10 gradi più alte del reale? Dalle stazioni meteorologiche locali che comunque 1.possono essere starate e 2.non tengono conto dei diversi microclimi?

  4. >Una decisione che arriva dopo la morte di Luca Cappelli, operaio alla Dana Graziano di Rivoli, proprio a causa del caldo

    Io ci provo a dare un briciolo di fiducia quando vengono proposte iniziative riguardanti la sicurezza sul lavoro. Ci provo.

    Poi però c’è sempre di mezzo un morto altrimenti col cazzo che si implementava qualcosa. La macchina burocratica riguardante la sicurezza sul lavoro viene alimentata a sangue, probabilmente.

  5. Rispondo ad alcuni dubbi che avete. Sto lavorando in un cantiere stradale in pianura in Sardegna, io sono all’ufficio tecnico e ho il condizionatore in faccia ma abbiamo temperature impossibili per gli operai da settimane, già da inizio mese abbiamo dovuto mandarli a casa dopo pranzo per segnalazioni arrivate anche dal sindacato. A me sembra una direttiva più che giusta, asfaltare con 39 gradi è più tortura che lavoro, oltre che la produttività ne risente immensamente.

    ​

    Chi misura la temperatura? da noi il direttore tecnico di cantiere sente le lamentele degli operai, guarda il cellulare per la temperatura reale e percepita e poi smadonna col sindacato che lotta per ste cazzate invece di far alzare gli stipendi, però alla fine manda tutti a casa, il responsabile della sicurezza non vuole denunce e quindi è più che d’accordo.

  6. Solita opinione controversa, per quanto sia corretto l’intento mi sembra inconcepibile che nessuno pensi agli effetti direttamente correlati a sospendere i lavori, in altre parole interi settori trainanti dell’economia italiana (edilizia e industria) fermi per 3 mesi all’anno, tempo due anni e siamo in default.

    Ripeto, per quanto invivibile e pericoloso sia lavorare sotto 35 (ma anche verso i 40, e senza contare le fonti esterne, tipo l’asfalto) il problema non è certo chi paga i dipendenti, ma come fare a non sospendere le attività, perché l’effetto immediato di fermare i lavori per il caldo è che l’azienda si blocca, e allora si passa da cig estiva per il caldo a cig perenne perché l’azienda chiude.

    Perché ci si preoccupa di far stare a casa pagato un lavoratore, per tutelarne la sicurezza, e non di chiederne lo spostamento del turno di lavoro in notturna, ad esempio? La paga è mantenuta, la sicurezza è tutelata e l’attività può proseguire, però bisogna andare a spiegare agli operai che dovranno lavorare tutti di notte, vediamo quanti lo preferiscono al caldo.

  7. Secondo me l’INPS dovrebbe dare un sostegno alle imprese per far lavorare gli operai di notte/mattina.

    Bloccare i lavori per un mese d’estate non mi sembra una genialata, sia per le aziende, sia per lo Stato, sia per i lavoratori.

    È vero però che non puoi costringere i lavoratori a fare i turni di notte, cosa risolvibile dando un’indennità a chi sceglie di farlo, oppure riducendo la ore lavorative (Es: 8 ore giornaliere 8-17 diventano 5 ore mattiniere 5-10).

  8. Lavorando in ferrovia vedo i pulitori dei treni che in questo periodo puliscono i treni all’interno dove si, non si è a diretto contatto col sole, ma se fuori ci sono 40 gradi, all’interno di un treno spento ce ne saranno 55. Da un occhiata rapida alla norma si parla solo di “lavoro a esposizione diretta dal sole”

  9. andrà a finire come a dubai, dove il limite sono 50 gradi, e magicamente le temperature sono fisse a 49.

  10. Guardate che non è poi sta grande novità, misure simili esistono già per alcuni lavori quando si verficano temperature troppo basse. Esempio: in edilizia non si può lavorare sui ponteggi quando la temperatura registrata (da un ente terzo) è inferiore a 0 gradi alle ore nove del mattino (e scatta la cassa-integrazione per quella giornata se non si possono fare altre lavorazioni). Questo perchè il ghiaccio formatosi durante la notte rappresenta un rischio per chi deve salire sui ponteggi.Mi sembra solo logico prevedere misure simili per le temperature troppo elevate.

  11. La cosa più intelligente imho sarebbe cambiare i turni. La scorsa settimana con 38 gradi stavo spazzando le strade della mia città e le scarpe si incollavano al manto stradale, cuore a mille e aria che entrava rovente nei polmoni (turno 12-18.20) mentre al mattino si sta bene tutto sommato.

  12. >riferiti a un lavoratore non adattato al caldo, esposto al sole e impegnato in un’attività fisica intensa.

    Per esperienza posso dire che sotto la stecca del sole è brutto ma andrebbe allargato.

    All’aperto ogni tanto hai il vento che magari è solo una folata ogni tanto, ma quella leggera brezza aiuta il fisico e il morale.

    Immaginate di stare al chiuso, magari in una mansarda, a levigare un pavimento con la macchina che ha un motore da 2kw che sbuffa aria calda per 8 ore e in più la polvere.
    Metti la mascherina? Si, con 40 gradi, l’umidità che puoi toccare e l’affanno dovuto al “tirare la macchina”?

    E pensate che se siete liberi professionisti, questo lavoro non è nemmeno considerato “logorante” per fini pensionistici.

    Si dice spesso che i giovani non vogliono fare certi lavori, che sono choosy e altre cazzate, poi però vogliono tutti il mondo superveloce e fa notizia quando l’inail ci dice una cosa logica e UMANA, ovvero “fa caldo, meglio non lavorare sotto al sole”.
    Ma la triste realtà è che esistono norme di sicurezza sul lavoro e chi vuole applicarle alla lettera deve fare grossi investimenti, oppure se è una piccola azienda, viene tagliato fuori.

    perché?

    >poi però vogliono tutti il mondo superveloce

    Già rompiamo il cazzo quando troviamo i lavori in strada, immaginate se TUTTI i lavori FATICOSI dovessero avere un orario dimezzato perché arrivare a 35 anni con la schiena di un novantenne e farsi le iniezioni per lavorare, non è normale.

    I lavori sulle strade durerebbero il doppio
    I cantieri e tutti i lavori legati alle costruzioni durerebbero il doppio

    Poi è ovvio che la gente muore sul lavoro, perchè vogliamo la strada libera velocemente, la casa finita velocemente o i soldi, nel caso di chi investe. Quindi si ignorano le norme, si tira dritto e bam, colpo di calore, infarto e l’inail deve pagare.

    Se il mondo fosse a portata di essere umano forse avremmo meno disoccupazione giovanile e saremmo più sereni, credo.

  13. Tendenzialmente d’accordo però trovo più giusto che questo comporti un leggero aumento dell’aliquota INPS a carico dell’azienda per non attingere da altri fondi (es. malattia, maternità, CIG ordinaria, ecc.) e che la temperatura limite sia solo quella misurata effettivamente e non quella percepita fin troppo soggettiva.

  14. Dopo giorni di caldo in ufficio, ieri (36° di massima per il meteo) ho portato un termometro da mettere sulla scrivania. Siamo arrivati a 31°. Purtroppo non mi segna quelli percepiti, che penso fossero molti di più.

    Se lo avessi portato venerdì scorso, quando il meteo segnava 42° di massima, 35° li raggiungevamo sicuro.

    Si stava talmente male che quello che avrei potuto fare in mezza giornata, l’ho fatto in praticamente tutta la settimana. Però il condizionatore costa troppo…

  15. Lavoro in un pastificio industriale, in alcuni punti intorno alle macchine (che non sono altro che grossi essiccatoi) soprattutto d’estate si raggiungono tranquillamente i 50/60 °C nell’aria.

    Valesse anche per noi dovremmo chiudere da Giugno a Settembre

  16. 39°C e dove lavoro si saldano a 600/800A blocchi di acciaio grandi come un’automobile.

    La temperatura dei pezzi arriva tranquillamente a 500°C. Il massimo che la proprietà ha fatto è stato installare un nuovo boccione d’acqua. Manco una bustina di polase o un frigo dove mettere una bibita portata da casa.

    Perché il lavoro è sofferenza e se non stai soffrendo non stai lavorando.

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