Ho letto smattina questo articolo su Google e il suo nuovo piano sulla produttività dei dipendenti.

Questo un estratto del [discorso del CEO di Google ed Alphabet, Sundar Pichai](https://www.hdblog.it/google/articoli/n559512/google-lavoro-produttivita-simplicity-sprint-cosa/):

” La produttività di Google nel suo complesso non è al livello a cui dovrebbe essere tenendo conto del numero di forza lavoro che impieghiamo. Dobbiamo pertanto creare una cultura del lavoro orientata verso gli obiettivi, con maggiore attenzione ai nostri prodotti e ai nostri clienti. “.

Sono rimasto piuttosto sorpreso (e deluso) dalle ultime comunicazioni di Google. Passata da essere “L’Azienda top”, quell’azienda che ha fatto credere fosse possibile fare carriera nel tech di massimo livello con un equo work-life balance, quelle delle amache negli headquarter, quelle che lasciava ai dipendenti il 20% del loro tempo lavorativo per dedicarsi ai loro progetti personali all’azienda che fa questo tipo di dichiarazioni, come se la produttività dei singoli impiegati possa avere un impatto diretto sul fatturato. Senza dimenticare il rientro parziale in ufficio obbligatorio.

Segno che era tutta… un’illusione?

Edit: aggiunto link alla notizia

19 comments
  1. Io quando ho detto che i confronti sulla produttività “dei lavoratori” sono una cazzata sono stato preso per il culo, chissà se con un esempio così chiaro come Google, che ha sprecato produttività e risorse per anni in prodotti inutili e duplicati, sarà più facile capire di chi è la colpa quando la produttività **di un’azienda** è bassa.

  2. Ricorda che le amache, le palestre, le colazioni, gli snack-bar etc.. nei campus delle grandi aziende servono solo a portare la gente a stare all’interno del campus h24… e lavorare di più.

  3. L’uomo deve diventare macchina, mi sembra logico. /s

    Devi essere produttivo, non secondo standard comuni ma gli standard che l’azienda per cui lavori (sia lodata l’Azienda) decide che tu devi raggiungere.

  4. Eh vabbè, licenziano e non vi va bene, chiedono di aumentare la produttività (che non vuol dire tagliare il tempo ai “progetti personali”) e non va bene.

    La produttività incide eccome sul fatturato, se ogni impiegato producesse l’1/2% in più rispetto al solito, in misura assoluta, su 170.000 dipendenti pensi che non incida?

    Più produttività con lo stesso numero di dipendenti vuol dire più prodotto da vendere, maggiore fatturato e più margini.

  5. Io non comprendo questa mentalità del produrre sempre di più. Non è già abbastanza quello che produciamo ora? O che gli impiegati di Google producono ora?

  6. >tenendo conto del numero di forza lavoro che impieghiamo

    Sembrerebbe quasi che il secolare tracollo degli imperi troppo vasti non sia così lontano nel tempo.

    Come se esistesse un limite (fisico ed/o temporale) a quanto un’organizzazione si può espandere prima di risultare rallentata dal proprio peso.

    Mai sentito parlare dei brontosauri?

  7. Onestamente non credo sia un discorso di produttività dei singoli, quanto più un discorso di focus dell’azienda. In altre parole, non credo che il messaggio sia “da oggi in poi dovete lavorare 10 ore al giorno”, ma “smettiamola di allocare decine di ingegneri su progetti che magari nemmeno vedranno la luce del sole”.

    Google è sicuramente meno “fun and games” rispetto a qualche tempo fa, ma non credo che questo sia necessariamente un segnale in quella direzione.

  8. Leggevo che ultimamente Google sta perdendo utenti fra i gen z, probabilmente dipende da questo. Evidentemente l’azienda ha un po’ di strizza di fare la fine di Facebook.

  9. >Segno che era tutta… un’illusione?

    segno che sono passati vent’anni, e l’azienda che è oggi Alphabet>Google non è la stessa di Google di vent’anni fa.

    Detto ciò: aumentare la produttività è il famoso “*lavorare meglio*”, è una cosa positiva focalizzarsi su quello.

  10. La prassi nelle corporation americane è, quando c’è aria di recessione, licenziare un po’ di gente per far stare tranquilli gli azionististi. Può essere che google non volendo licenziare abbia messo su sta cosa con lo stesso obiettivo.

    Detto questo se fossi un azionista più che della “concentrazione” degli ingegneri mi preoccuperei del management dato che google tradizionalmente investe in decine di progetti mai completati o non integrati tra di loro. Ora capisco che tra questi progettini sperano di trovare il prossimo grande prodotto, però forse un pochino più di pianificazione non farebbe male.

  11. Scommetto che ci sono un mare di middle manager la cui unica ragione di esistenza è chiedere TPS report agli sviluppatori, o che devi scrivere 30 pagine di blueprint per far cambiare una impostazione IT.

  12. Il problema di Google non è la produzione del singolo individuo (o organizzazione), è l’assenza di pianificazione tra divisioni e a lungo termine.

  13. Silicon Valley è una delle migliori serie tv di sempre, il tipo che viene assunto per bere BigGalup sul tetto insieme agli altri sfigati mentre si becca assegni da sei zeri mi balzato subito alla mente mentre leggevo la lettera di Sundy…

  14. Questo concetto non è compreso dai più, ma soprattutto dagli italiani:
    – Per guadagnare denaro devi generare valore.

    Non è la normalità stare seduti a scaldare una sedia e prenderti lo stipendio da una delle aziende top del mondo.

    Sta cosa di scaldare la sedia davvero è una passione italiana.

  15. Sembra che invece di dare una buona immagine abbia detto: “non abbiamo saputo assumere persone capaci e vogliose quindi adesso siamo nella merda”.

    Fa proprio schifo la logica, non c’entra niente col fatturato e in tutto questo il grande patto con i lavoratori cosa dovrebbe portare? 4 linee di codice in più?

    Boh, a me sembrano tutti scemi, cosa ci stanno a fare.

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