Sfrutto questo articolo per chiedervi: quando dovete comprare un prodotto, fate attenzione a quanto si dichiara sull’etichetta in merito alla sostenibilità e alla provenienza naturale di quel prodotto?
“Naturale” non vuol dire un cazzo. E, ancora più importante: naturale ≠ sano. Le bacche dell’oleandro sono naturali, i funghi velenosi sono naturali.
L’equivalenza naturale = sano è utilizzata dall’industria del cibo organico/bio per vendervi i loro prodotti, nonostante centinaia di studi non abbiano mai dimostrato che il cibo bio sia più sano di quello convenzionale. È tutto marketing.
Stessa cosa per l’opposizione al cibo OGM, completamente insensata. Non c’è differenza fra cibo OGM e non OGM, e non c’è motivo per cui modificare una pianta geneticamente debba essere considerato nefasto. È la stessa cosa ~~di fare un innesto/incrocio~~, solo che lo fai in laboratorio.
Mi sembra che ci sia dietro una visione mistica, quasi religiosa, della natura. Alla natura però, ahimè, non frega nulla di noi.
Reminder che un secolo fa “industriale” era un aggettivo positivo riferito ai prodotti, significava che erano il risultato della scienza e della tecnica, e quindi necessariamente migliori dell’alternativa tradizionale/artigianale in qualsiasi aspetto (più puliti, più precisi, più nutrienti, più efficienti e così via a seconda dello specifico prodotto).
“Naturale” non significa niente oggettivamente, perché o anche l’uomo è parte della natura (e quindi tutti i suoi derivati sono necessariamente naturali anche loro) o ne è escluso *del tutto*, e quindi non lo sono neanche i pomodori bio o il propoli (perché da qualche parte c’è sempre l’intervento umano).
Alla fine “naturale” è solo un modo per dire “sono d’accordo con questa cosa”, attribuendo però questo giudizio non a sé (e quindi arbitrario) ma a un’ipotetico ente terzo oggettivo.
la cosa più divertente è leggere il termine “chimico” in contrapposizione al termine naturale… come se la natura non fosse al 100% chimica.
>!p.s. il termine da utilizzare per una cosa non “naturale” ma riprodotta esiste, ed è sintetico e la cosa bella è che non dovrebbe manco essere negativo!<
Secondo me naturale non è altro che marketing per vendere di più
A volte li compro e se mi piacciono li ricompro ma non ne faccio necessariamente una discriminante.
Naturale e’ tutto cio’ che e’ permesso dalle leggi della fisica. Corollario, tutto cio’ che esiste fisicamente e’ naturale. Cio’ che non e’ naturale non puo’ esistere fisicamente.
Non naturale… credo i non-morti?
Almeno quelli che seguono la vecchia logica del piano d’energia negativa di D&D.
Io lo chiamo “misticismo alimentare”, ovvero la convinzione che alcuni cibi garantiscano i superpoteri o la vita eterna. Da qui deriva la mania per i prodotti bio/organic e viceversa la repulsione per tutti gli alimenti che non sono “premium”. Per cui automaticamente se compri i Kellogg’s cazzi e mazzi bio integrali vitattiva bla bla bla all’esselunga fanno bene alla salute, ma se invece compri un prodotto molecolarmente indentico dal punto di vista nutrizionale di una sottomarca del discount allora no, non è più così salutare.
In genere le persone sovrastimano gli effetti del cibo sulla salute, sia in senso positivo che negativo (che sono legati più alla quantità che non alla qualità).
14 comments
Sfrutto questo articolo per chiedervi: quando dovete comprare un prodotto, fate attenzione a quanto si dichiara sull’etichetta in merito alla sostenibilità e alla provenienza naturale di quel prodotto?
“Naturale” non vuol dire un cazzo. E, ancora più importante: naturale ≠ sano. Le bacche dell’oleandro sono naturali, i funghi velenosi sono naturali.
L’equivalenza naturale = sano è utilizzata dall’industria del cibo organico/bio per vendervi i loro prodotti, nonostante centinaia di studi non abbiano mai dimostrato che il cibo bio sia più sano di quello convenzionale. È tutto marketing.
Stessa cosa per l’opposizione al cibo OGM, completamente insensata. Non c’è differenza fra cibo OGM e non OGM, e non c’è motivo per cui modificare una pianta geneticamente debba essere considerato nefasto. È la stessa cosa ~~di fare un innesto/incrocio~~, solo che lo fai in laboratorio.
Mi sembra che ci sia dietro una visione mistica, quasi religiosa, della natura. Alla natura però, ahimè, non frega nulla di noi.
Reminder che un secolo fa “industriale” era un aggettivo positivo riferito ai prodotti, significava che erano il risultato della scienza e della tecnica, e quindi necessariamente migliori dell’alternativa tradizionale/artigianale in qualsiasi aspetto (più puliti, più precisi, più nutrienti, più efficienti e così via a seconda dello specifico prodotto).
“Naturale” non significa niente oggettivamente, perché o anche l’uomo è parte della natura (e quindi tutti i suoi derivati sono necessariamente naturali anche loro) o ne è escluso *del tutto*, e quindi non lo sono neanche i pomodori bio o il propoli (perché da qualche parte c’è sempre l’intervento umano).
Alla fine “naturale” è solo un modo per dire “sono d’accordo con questa cosa”, attribuendo però questo giudizio non a sé (e quindi arbitrario) ma a un’ipotetico ente terzo oggettivo.
la cosa più divertente è leggere il termine “chimico” in contrapposizione al termine naturale… come se la natura non fosse al 100% chimica.
>!p.s. il termine da utilizzare per una cosa non “naturale” ma riprodotta esiste, ed è sintetico e la cosa bella è che non dovrebbe manco essere negativo!<
Secondo me naturale non è altro che marketing per vendere di più
A volte li compro e se mi piacciono li ricompro ma non ne faccio necessariamente una discriminante.
Naturale e’ tutto cio’ che e’ permesso dalle leggi della fisica. Corollario, tutto cio’ che esiste fisicamente e’ naturale. Cio’ che non e’ naturale non puo’ esistere fisicamente.
Non naturale… credo i non-morti?
Almeno quelli che seguono la vecchia logica del piano d’energia negativa di D&D.
Io lo chiamo “misticismo alimentare”, ovvero la convinzione che alcuni cibi garantiscano i superpoteri o la vita eterna. Da qui deriva la mania per i prodotti bio/organic e viceversa la repulsione per tutti gli alimenti che non sono “premium”. Per cui automaticamente se compri i Kellogg’s cazzi e mazzi bio integrali vitattiva bla bla bla all’esselunga fanno bene alla salute, ma se invece compri un prodotto molecolarmente indentico dal punto di vista nutrizionale di una sottomarca del discount allora no, non è più così salutare.
In genere le persone sovrastimano gli effetti del cibo sulla salute, sia in senso positivo che negativo (che sono legati più alla quantità che non alla qualità).
Sto giusto leggendo “le bugie nel carrello”
Illuminante
[come cantano loro ](https://youtu.be/WMpBPqVzlY0)
Neanche si vede che qua dentro postano solo ingegneri. Mangiatevi il Soylent va
“No, io i pomodori OGM non li voglio perché c’è il DNA” mi fu detto, come se nei pomodori normali non ci fosse
Il più piccolo insieme induttivo?