L’accordo prevede una spesa da parte del governo del 40% dell’investimento totale da parte di Intel (al momento 5 miliardi, che dovrebbero salire). La scelta delle regioni per lo stabilimento è stata ristretta a Piemonte e Veneto. Cosa ne pensate?
Ben contento se dovessero effettivamente venire in Veneto. Mi auguro solo che scelta la location non si parta con le quaranta associazioni a difesa di qualsiasi cosa che iniziano a mettersi di traverso.
Come al solito gli investimenti rimangono nel nord Italia, contribuendo ad incrementare lo squilibrio tra nord e sud e continuando a fomentare l’immigrazione verso il nord da parte della popolazione del centro e del sud.
Considerando che questo 40% di investimento esce dalle tasse dei contribuenti, ha davvero senso dare un sussidio statale per investire in una regione già altamente industriale, sviluppata e indipendente?
Secondo me no. Anche perché questo 40% sono davvero una barca di soldi (5 miliardi se ho capito bene), a voglia creare posti di lavoro in zone con disoccupazione galoppante con un budget del genere.
È un mercato malato, basato solo su incentivi momentanei. Non è così che funziona. Fra qualche anno, Intel farà fagotto e via verso un altro stato e intanto noi rimaniamo con un pugno di mosche in mano. Film visto migliaia di volte. Quei soldi vanno spesi per infrastrutture e servizi che in Italia mancano totalmente e che fanno andare via tante multinazionali.
Finalmente, la mia laurea in ingegneria informatica (che non ho ancora) mi frutterà qualcosa nel futuro in Italia.
​
*”ah no?” music starts playing!*
Mi pare una bella notizia.
Speriamo che tra dodici mesi si possa leggere “inaugurata la fabbrica Intel” e non “Intel getta la spugna contro la burocrazia e apre la fabbrica in Slovenia”
Se è in Veneto preparo subito il CV nuovo
Sarebbe stato bello per una volta un investimento al sud, Catania era la città perfetta, peccato. Non si dica poi però che non è vero che il sud è lasciato a morire, soprattutto per quanto riguarda l’emigrazione dei giovani.
Alcuni miei amici neolaureati in ingegneria elettronica e informatica aspettavano col fiato sospeso al pensiero di poter guadagnare bene e stare a mezz’ora da casa ma niente, dovranno andare a mille km per poter guadagnare in modo dignitoso.
Mi state chiedendo se dovremmo essere favorevoli a portare infrastrutture e competenze per ~~produrre componenti di~~ *assemblare* uno dei beni più strategici del tech?
Abbiamo davvero voglia di fare polemiche, di sarcasmo, di gufare fregature ed essere benaltristi anche di fronte a questa notizia?
Ovviamente la scelta ricade su due regioni già ampiamente industrializzate che vengono sistematicamente preferite ad alternative presenti nel Mezzogiorno affinché si possa aiutare lo sviluppo socio-economico di intere aree economico-geografiche.
Poi al sud vengono offerti solo ed esclusivamente sussidi di vario genere, non controllati dal punto di vista fiscale, piuttosto che posti di lavoro, e ci si lamenta in dibattito politico che i miliardi di disavanzo di gettito fiscale vengono redistribuiti via fondo perequativo, dimenticandoci che al tessuto industriale settentrionale partecipa attivamente grossa fetta di forza lavoro meridionale.
Tipiche storie Italiane
[deleted]
Federico Faggin è veneto di origine , no? Sarebbe naturale farla in Veneto.
“Listen, I just feel like we all make better chips when I’m surrounded by a Mediterranean climate, amazing food and drink and many, many espresso breaks. It’s better for innovation. To keep Intel in the lead.
This, my fellow board members, is why I propose we build a factory in Italy.”
Per gli esperti che affollano il sub, io so che gli stipendi IT in Italia sono molto stagnanti rispetto all’estero, pensate che l’apertura di Intel con i numerosi posti di lavoro retribuiti secondo standard internazionali possa avere un effetto a cascata sul tutto il mercato del lavoro italiano facendo alzare gli stipendi medi (sempre nel mondo IT)? Perché alla fine se un informatico si accontenta di uno stipendio da fame è perché vuole restare in Italia, se Intel porta posti ben retribuiti in patria per gli altri significherà “adeguati o rimani a mani vuote”
Ma che cosa produrranno? CPU, GPU, packaging, design, R&D, altro? Non si capisce dall’articolo.
prima buona notizia che leggo in 3 anni vai cosi!! Capitalismo finalmente baby
bello, peccato non si faccia al sud :/
Altre fonti parlano dell’accordo in chiusura entro il mese e come località al momento sarebbero in lizza Mirafiori e Catania
Notizia fantastica.
Però sbaglio o si sapeva già da tempo che l’Italia avrebbe ospitato una fabbrica di chip Intel, come parte del programma europeo?
La notizia quindi sarebbe che è stato trovato (o sembra vicinissimo) l’accordo definitivo con Intel?
No rush, no like we need those chips…
Ottima notizia ma non dobbiamo accontentarci, la Germania ha fatto tombola beccandosi una fonderia da oltre 30 miliardi
Ma quindi ora possono mettere la bandiera italiana col bollino in un angolo ‘intel industry inside’?
Vedo un po’ di commenti piuttosto confusi o direttamente forvianti, e mi piacerebbe fare chiarezza. Cercherò di essere chiaro e comprensibile (sé, come no).
• *Packaging*: non la scatola in sé, il prisma blu con su scritto Intel Core i9. Per packaging si intendono le interfacce tra “die” (il processore in sé) e “il resto”. Ciò include sia lo stacking (impilare i chiplet o tile e interconnetterli per ottimizzare spazio e dissipazione del calore), sia l’interfaccia con la scheda madre (nel caso delle CPU sockettate LGA, quello), sia l’IHS (Integrated Heat Spreader, il pezzo di metallo sopra il die). Non riesco a sottolineare quanto questo passaggio sia essenziale e quanta R&D vi venga dedicata. Per certi aspetti, vi è molto più spazio di manovra rispetto ad una fonderia classica. La possibilità che si svolga attività di ricerca è piuttosto alta.
•*Tirarsi indietro*: questo è escludibile a priori. Intel non batterà la corda per due motivi. Il primo: il planning che viene fatto dietro queste mosse è quinquennale, non mensile. Il settore dei semiconduttori ha tempistiche lunghissime in confronto al turnaround di altri settori. Il processore nel vostro PC è stato progettato dai due ai cinque anni prima del lancio, e concepito nel decennio precedente. Basti vedere la timeline rilasciata poco tempo fa: fanno planning per il 2035 senza battere ciglio. Perché è così che funziona il gioco. Le architetture prendono tempo, lo sviluppo della litografia ancora di più, e poi c’è da ottimizzare lo yield. Insomma, mica roba che cambia dall’oggi al domani. Il secondo: una volta che Intel mette piede, vi è un’ottima chance che pensino all’ampliamento. Questo perché anche se il trasporto è una frazione del costo totale, è comunque possibile abbassarla. Vedesi l’impianto in Israele. Nato come produzione, si è espanso con validation, R&D, ed adesso stanno aggiungendo una nuova sezione per le litografie più moderne. Se Intel vuole questo impianto è perché gli servirà nel futuro. Non sono nella posizione di sbagliare l’alzo del tiro: vogliono ampliare e aumentare la produzione, e avranno bisogno di ogni centimetro a loro disposizione.
•*Prodotti*: Non dovranno necessariamente essere CPU desktop della linea Core. Se Intel ampliasse l’impianto con le litografie di data e lo mettesse a produrre i chipset delle scheda madri, o magari la sezione connectivity tra controller di rete e WiFi, oppure la serie FPGA, non sarebbe un dramma, anzi. Mica tutto gira intorno agli i9.
•*Nord vs Sud*: non scarterei la possibilità che Intel si sia intenzionalmente allontanata da STM.
Finalmente delle buone notizie. Spero che avrebbe abbastanza di acqua per fare funzionare la fabbrica, ci ne vuole un sacco.
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L’accordo prevede una spesa da parte del governo del 40% dell’investimento totale da parte di Intel (al momento 5 miliardi, che dovrebbero salire). La scelta delle regioni per lo stabilimento è stata ristretta a Piemonte e Veneto. Cosa ne pensate?
Ben contento se dovessero effettivamente venire in Veneto. Mi auguro solo che scelta la location non si parta con le quaranta associazioni a difesa di qualsiasi cosa che iniziano a mettersi di traverso.
Come al solito gli investimenti rimangono nel nord Italia, contribuendo ad incrementare lo squilibrio tra nord e sud e continuando a fomentare l’immigrazione verso il nord da parte della popolazione del centro e del sud.
Considerando che questo 40% di investimento esce dalle tasse dei contribuenti, ha davvero senso dare un sussidio statale per investire in una regione già altamente industriale, sviluppata e indipendente?
Secondo me no. Anche perché questo 40% sono davvero una barca di soldi (5 miliardi se ho capito bene), a voglia creare posti di lavoro in zone con disoccupazione galoppante con un budget del genere.
È un mercato malato, basato solo su incentivi momentanei. Non è così che funziona. Fra qualche anno, Intel farà fagotto e via verso un altro stato e intanto noi rimaniamo con un pugno di mosche in mano. Film visto migliaia di volte. Quei soldi vanno spesi per infrastrutture e servizi che in Italia mancano totalmente e che fanno andare via tante multinazionali.
Finalmente, la mia laurea in ingegneria informatica (che non ho ancora) mi frutterà qualcosa nel futuro in Italia.
​
*”ah no?” music starts playing!*
Mi pare una bella notizia.
Speriamo che tra dodici mesi si possa leggere “inaugurata la fabbrica Intel” e non “Intel getta la spugna contro la burocrazia e apre la fabbrica in Slovenia”
Se è in Veneto preparo subito il CV nuovo
Sarebbe stato bello per una volta un investimento al sud, Catania era la città perfetta, peccato. Non si dica poi però che non è vero che il sud è lasciato a morire, soprattutto per quanto riguarda l’emigrazione dei giovani.
Alcuni miei amici neolaureati in ingegneria elettronica e informatica aspettavano col fiato sospeso al pensiero di poter guadagnare bene e stare a mezz’ora da casa ma niente, dovranno andare a mille km per poter guadagnare in modo dignitoso.
Mi state chiedendo se dovremmo essere favorevoli a portare infrastrutture e competenze per ~~produrre componenti di~~ *assemblare* uno dei beni più strategici del tech?
Abbiamo davvero voglia di fare polemiche, di sarcasmo, di gufare fregature ed essere benaltristi anche di fronte a questa notizia?
Edit: 8 ore fa con questo messaggio ho fatto del sarcasmo sulla superficialità dei commenti di questo thread. Poi sono andato in questo sub (https://www.reddit.com/r/technology/comments/wgw7hb/intel_close_to_deal_with_italy_to_build_5b_chip/) e tornando su r/Italy ora mi sembra dei leggere dei commenti da premio nobel al confronto.
Ovviamente la scelta ricade su due regioni già ampiamente industrializzate che vengono sistematicamente preferite ad alternative presenti nel Mezzogiorno affinché si possa aiutare lo sviluppo socio-economico di intere aree economico-geografiche.
Poi al sud vengono offerti solo ed esclusivamente sussidi di vario genere, non controllati dal punto di vista fiscale, piuttosto che posti di lavoro, e ci si lamenta in dibattito politico che i miliardi di disavanzo di gettito fiscale vengono redistribuiti via fondo perequativo, dimenticandoci che al tessuto industriale settentrionale partecipa attivamente grossa fetta di forza lavoro meridionale.
Tipiche storie Italiane
[deleted]
Federico Faggin è veneto di origine , no? Sarebbe naturale farla in Veneto.
“Listen, I just feel like we all make better chips when I’m surrounded by a Mediterranean climate, amazing food and drink and many, many espresso breaks. It’s better for innovation. To keep Intel in the lead.
This, my fellow board members, is why I propose we build a factory in Italy.”
Per gli esperti che affollano il sub, io so che gli stipendi IT in Italia sono molto stagnanti rispetto all’estero, pensate che l’apertura di Intel con i numerosi posti di lavoro retribuiti secondo standard internazionali possa avere un effetto a cascata sul tutto il mercato del lavoro italiano facendo alzare gli stipendi medi (sempre nel mondo IT)? Perché alla fine se un informatico si accontenta di uno stipendio da fame è perché vuole restare in Italia, se Intel porta posti ben retribuiti in patria per gli altri significherà “adeguati o rimani a mani vuote”
Ma che cosa produrranno? CPU, GPU, packaging, design, R&D, altro? Non si capisce dall’articolo.
prima buona notizia che leggo in 3 anni vai cosi!! Capitalismo finalmente baby
bello, peccato non si faccia al sud :/
Altre fonti parlano dell’accordo in chiusura entro il mese e come località al momento sarebbero in lizza Mirafiori e Catania
Notizia fantastica.
Però sbaglio o si sapeva già da tempo che l’Italia avrebbe ospitato una fabbrica di chip Intel, come parte del programma europeo?
La notizia quindi sarebbe che è stato trovato (o sembra vicinissimo) l’accordo definitivo con Intel?
No rush, no like we need those chips…
Ottima notizia ma non dobbiamo accontentarci, la Germania ha fatto tombola beccandosi una fonderia da oltre 30 miliardi
Ma quindi ora possono mettere la bandiera italiana col bollino in un angolo ‘intel industry inside’?
Vedo un po’ di commenti piuttosto confusi o direttamente forvianti, e mi piacerebbe fare chiarezza. Cercherò di essere chiaro e comprensibile (sé, come no).
• *Packaging*: non la scatola in sé, il prisma blu con su scritto Intel Core i9. Per packaging si intendono le interfacce tra “die” (il processore in sé) e “il resto”. Ciò include sia lo stacking (impilare i chiplet o tile e interconnetterli per ottimizzare spazio e dissipazione del calore), sia l’interfaccia con la scheda madre (nel caso delle CPU sockettate LGA, quello), sia l’IHS (Integrated Heat Spreader, il pezzo di metallo sopra il die). Non riesco a sottolineare quanto questo passaggio sia essenziale e quanta R&D vi venga dedicata. Per certi aspetti, vi è molto più spazio di manovra rispetto ad una fonderia classica. La possibilità che si svolga attività di ricerca è piuttosto alta.
•*Tirarsi indietro*: questo è escludibile a priori. Intel non batterà la corda per due motivi. Il primo: il planning che viene fatto dietro queste mosse è quinquennale, non mensile. Il settore dei semiconduttori ha tempistiche lunghissime in confronto al turnaround di altri settori. Il processore nel vostro PC è stato progettato dai due ai cinque anni prima del lancio, e concepito nel decennio precedente. Basti vedere la timeline rilasciata poco tempo fa: fanno planning per il 2035 senza battere ciglio. Perché è così che funziona il gioco. Le architetture prendono tempo, lo sviluppo della litografia ancora di più, e poi c’è da ottimizzare lo yield. Insomma, mica roba che cambia dall’oggi al domani. Il secondo: una volta che Intel mette piede, vi è un’ottima chance che pensino all’ampliamento. Questo perché anche se il trasporto è una frazione del costo totale, è comunque possibile abbassarla. Vedesi l’impianto in Israele. Nato come produzione, si è espanso con validation, R&D, ed adesso stanno aggiungendo una nuova sezione per le litografie più moderne. Se Intel vuole questo impianto è perché gli servirà nel futuro. Non sono nella posizione di sbagliare l’alzo del tiro: vogliono ampliare e aumentare la produzione, e avranno bisogno di ogni centimetro a loro disposizione.
•*Prodotti*: Non dovranno necessariamente essere CPU desktop della linea Core. Se Intel ampliasse l’impianto con le litografie di data e lo mettesse a produrre i chipset delle scheda madri, o magari la sezione connectivity tra controller di rete e WiFi, oppure la serie FPGA, non sarebbe un dramma, anzi. Mica tutto gira intorno agli i9.
•*Nord vs Sud*: non scarterei la possibilità che Intel si sia intenzionalmente allontanata da STM.
Finalmente delle buone notizie. Spero che avrebbe abbastanza di acqua per fare funzionare la fabbrica, ci ne vuole un sacco.
https://fortune.com/2021/06/12/chip-shortage-taiwan-drought-tsmc-water-usage/
Questo stabilimento nasce nell’ottica di riportare la produzione in occidente anziché in Asia?