Basterebbe che fosse possibile agevolmente spostare residenza senza tutta la pippa dei controlli che non si capisce a che servono. Problema risolto.
No invece dobbiamo seguire una tiritera incredibile e aspettare i comodi dei vigili urbani oppure che nessuno ti risponda per 40gg
Come scritto nel sottotitolo, non si è ancora trovata una soluzione per il voto dei fuori sede, una platea di quasi 5 milioni di elettori che rischiano quindi di vedersi negati dei diritti costituzionali. In Europa solo Italia, Malta e Cipro non consentono il voto al di fuori del comune di residenza
Questo aumenta notevolmente l’astensionismo (essendo i fuorisede oltre il 10% del corpo elettorale) in particolar modo al sud, ancora più grave se consideriamo che la categoria colpita è mediamente giovane ed istruita
Ma sì che sarà mai 70/80 euro di biglietto e 12 ore di viaggio per votare /s
E anche a sto giro non si vota, bella merda
Ho 30 anni, potenzialmente i prossimi 5 anni saranno decisivi per la mia vita, sono indeciso su chi votare e mi sto informando molto a riguardo.
L’unico problema è che lavoro a 400 km dalla mia residenza, trovo gravissima questa situazione e mi mette molta tristezza, penso proprio che smetterò di interessarmi di queste elezioni e non voterò.
Vaffanculo.
Studenti e lavoratori domiciliati fuori dal comune di residenza ci sono sempre stati, e qualche anno fa era ritenuto normale e doveroso perfino rientrare dall’estero per votare, quindi dovremmo forse prima di tutto porci il problema della disaffezione al voto, che evidentemente non è più ritenuto una pratica davvero rilevante, più che renderlo più comodo. Qui si inserirebbe tutto un discorso sul ruolo dei partiti, sul loro doveroso finanziamento, sulla capacità di coinvolgere e formulare offerte ideologiche che hanno evidentemente perduto.
Ma a parte queste considerazioni, che so già faranno incazzare, si potrebbe introdurre la possibilità di votare in un seggio costituito all’interno delle Università, comunicandolo in contemporanea al comune di residenza, che depennerà dalle liste elettorali. Così da garantire i diritti politici passivi ma evitare una ulteriore svalutazione del valore della democrazia e del voto, a cui porterebbero inevitabilmente soluzioni elettroniche o postali.
Com’è giusto che sia, se ci si trasferisce va cambiata la residenza. Se non lo fate e non siete nemmeno disposti a fare un viaggio di un paio di giorni (al massimo) forse di votare non vi interessa poi molto
È incredibile quanto questo paese discrimini in maniera attiva i giovani
+Europa l’aveva chiesto e stava raccogliendo le firme, nessuno si è interessato della questione e ora siamo qui…
Votare quando ero fuorisede a Bologna: pianificazione anticipata, fila in stazione per il biglietto scontato (se lo prendi online non c’è sconto), viaggi per forza con la tessera elettorale avanti e indietro, giorni di permesso per tornare al paesello, obbligatorie interazioni sociali con gente improbabile mentre in fila al seggio, rumorosi festeggiamenti con trattore a prescindere dallo schieramento vincente, sei ore di treno in due giorni, 4/10 very inconvenient
Votare da quando vivo all’estero: pratico plico recapitato a casa con istruzioni e largo anticipo, busta preaffrancata, cassetta della posta sotto l’ufficio, in caso il plico non arrivi telefonate cortesi dall’ambasciata e scuse del carramba in portineria quando lo vado a riprendere, esclusiva circoscrizione estero, pratico certificato a sostituire il timbro sulla scheda elettorale, 9/10 will vote again
se solo esistesse un Sistema Pubblico di Identità Digitale per poter votare da remoto.
A quanto pare anche tra i “giovani” di reddit c’è un sacco di gente che non sa che il cambio residenza si fa in dieci minuti online
Abbastanza allibito dai commenti che preferiscono come sempre incolpare i singoli cittadini piuttosto che prendere in considerazione contromisure effettive per ridurre l’astensionismo in un paese in cui le percentuali sono già altissime.
Sto da mobile, quindi mi sa scomodo linkarlo, ma se cercate il libro bianco sull’astensionismo noterete che una commissione ha analizzato il fenomeno nel tentativo di aumentare la percentuale di votanti.
Vi è un’enorme fetta di astenuti che lo fa per sfiducia, protesta o disinteresse per la politica, ma anche una grossissima fetta che lo fa per ostacoli al voto.
Tra questi ostacoli vi erano anche considerate le persone fuori sede per un motivo o per un altro, e veniva suggerita una serie di misure per risolvere il problema con facilità disarmante.
Dovremmo puntare a *facilitare* le cose, non a ragionare in termini di “cacchi loro, se abbiamo il 25% di astenuti poco mi importa”.
Comunque è tutto riassunto bene nella prima 30ina di pagine del libro bianco.
Poi possiamo anche stare qui a raccontarci che “a me non costa nulla fare X, quindi il problema non esiste”, ma io preferisco vedere soluzioni pratiche messe in atto per andare ad abbassare queste percentuali
Posto che sí, è ridicolo, ma porcatroia cambiate residenza che diamine ci mettete. Ci sono in arrivo le elezioni? Due click e via.
Sì, certo, c’è una parte di persone che magari è in giro per cazzi suoi, fosse anche le vacanze, e vorrebbe votare, ribadisco infatti che questa cosa è ridicola.
Ma la stragrande maggioranza delle persone basta che cambino residenza, basta con ‘sto terrore della terribile procedura burocratica difficilissima da affrontare che NON ESISTE. Pure la lagna “eh dall’estero possono votare e io dall’italia no” è UNA STRONZATA. Dall’estero non possono votare. A meno che non cambino residenza, COME TE.
Non vedo scandali
Domanda a r/Italy: qual è sono secondo voi la probabilità che prima o poi si avrà la possibilità di votare tramite app IO con Spid/CIE?
classic
Leggere questo mi sembra un po’ assurdo sapendo la situazione all’estero. Sono figlio di italiana nato in Spagna e ho la doppia cittadinanza ma non ho mai vissuto in Italia.
Da quando ho 18 anni, senza avere fatto niente (è da tanto che non rinnovo il passaporto italiano tanto quello spagnolo mi serve uguale), mi arrivano le lettere per tutti i referendum e elezioni varie dell’ Italia. Devo semplicemente mettere la crocetta e mettere il mio voto in una busta.
Non capisco come sia così facile per me ma non ci sia qualcosa di simile all’interno del paese.
Io ho un esame il 24 e uno il 26, vivo a Pisa, solo un ora di viaggio da casa mia quindi si può fare. Ma ho una decina di compagni che vengono dal Sud, principalmente Sicilia. Vorrei capire se vale di più il diritto allo studio o quello al voto. Anche se in questo caso sarebbe semplice impedire alle università di fare esami nei 3/4 giorno intorno al voto, invece di cambiare le leggi elettorali, non penso che ci siano soluzioni tanto ovvie per chi invece fuori sede ci lavora.
Si dovrebbe poter votare da qualunque seggio sul territorio italiano
Anni in alloggio universitario, cambio di residenza non permesso; camera condivisa in appartamento, in bocca al lupo a far firmare moduli ai coinquilini. Mi chiedo quanti di quelli che hanno cambiato residenza in 10 minuti, vivevano in alloggio universitario con borsa di studio o condividevano casa con estranei.
Boh non capisco, i ragazzi del sud sono più al sud che al nord, vanno giù per qualsiasi motivo, se devono scendere per votare fanno il diavolo a 4.
Da meridionale trapiantato mi vengono due domande
– come fanno altrove (visto che è un problema italiano)?
– capisco per chi è fuori per qualche settimana o qualche mese, ma per chi è via per periodi lunghi, che cosa vi trattiene dal modificare la residenza al più presto? Io mi sono trasferito dall’estero in Trentino nel 2010 e dopo 2 giorni avevo la nuova residenza
Gerrymandering (intenzionale?) contro i giovani?
Sono sempre più convinto con il passare del tempo che si, sia proprio questo.
E che ci sia bisogno di una vera e propria lotta di classe
24 comments
Basterebbe che fosse possibile agevolmente spostare residenza senza tutta la pippa dei controlli che non si capisce a che servono. Problema risolto.
No invece dobbiamo seguire una tiritera incredibile e aspettare i comodi dei vigili urbani oppure che nessuno ti risponda per 40gg
Come scritto nel sottotitolo, non si è ancora trovata una soluzione per il voto dei fuori sede, una platea di quasi 5 milioni di elettori che rischiano quindi di vedersi negati dei diritti costituzionali. In Europa solo Italia, Malta e Cipro non consentono il voto al di fuori del comune di residenza
Questo aumenta notevolmente l’astensionismo (essendo i fuorisede oltre il 10% del corpo elettorale) in particolar modo al sud, ancora più grave se consideriamo che la categoria colpita è mediamente giovane ed istruita
Ma sì che sarà mai 70/80 euro di biglietto e 12 ore di viaggio per votare /s
E anche a sto giro non si vota, bella merda
Ho 30 anni, potenzialmente i prossimi 5 anni saranno decisivi per la mia vita, sono indeciso su chi votare e mi sto informando molto a riguardo.
L’unico problema è che lavoro a 400 km dalla mia residenza, trovo gravissima questa situazione e mi mette molta tristezza, penso proprio che smetterò di interessarmi di queste elezioni e non voterò.
Vaffanculo.
Studenti e lavoratori domiciliati fuori dal comune di residenza ci sono sempre stati, e qualche anno fa era ritenuto normale e doveroso perfino rientrare dall’estero per votare, quindi dovremmo forse prima di tutto porci il problema della disaffezione al voto, che evidentemente non è più ritenuto una pratica davvero rilevante, più che renderlo più comodo. Qui si inserirebbe tutto un discorso sul ruolo dei partiti, sul loro doveroso finanziamento, sulla capacità di coinvolgere e formulare offerte ideologiche che hanno evidentemente perduto.
Ma a parte queste considerazioni, che so già faranno incazzare, si potrebbe introdurre la possibilità di votare in un seggio costituito all’interno delle Università, comunicandolo in contemporanea al comune di residenza, che depennerà dalle liste elettorali. Così da garantire i diritti politici passivi ma evitare una ulteriore svalutazione del valore della democrazia e del voto, a cui porterebbero inevitabilmente soluzioni elettroniche o postali.
Com’è giusto che sia, se ci si trasferisce va cambiata la residenza. Se non lo fate e non siete nemmeno disposti a fare un viaggio di un paio di giorni (al massimo) forse di votare non vi interessa poi molto
È incredibile quanto questo paese discrimini in maniera attiva i giovani
+Europa l’aveva chiesto e stava raccogliendo le firme, nessuno si è interessato della questione e ora siamo qui…
Votare quando ero fuorisede a Bologna: pianificazione anticipata, fila in stazione per il biglietto scontato (se lo prendi online non c’è sconto), viaggi per forza con la tessera elettorale avanti e indietro, giorni di permesso per tornare al paesello, obbligatorie interazioni sociali con gente improbabile mentre in fila al seggio, rumorosi festeggiamenti con trattore a prescindere dallo schieramento vincente, sei ore di treno in due giorni, 4/10 very inconvenient
Votare da quando vivo all’estero: pratico plico recapitato a casa con istruzioni e largo anticipo, busta preaffrancata, cassetta della posta sotto l’ufficio, in caso il plico non arrivi telefonate cortesi dall’ambasciata e scuse del carramba in portineria quando lo vado a riprendere, esclusiva circoscrizione estero, pratico certificato a sostituire il timbro sulla scheda elettorale, 9/10 will vote again
se solo esistesse un Sistema Pubblico di Identità Digitale per poter votare da remoto.
A quanto pare anche tra i “giovani” di reddit c’è un sacco di gente che non sa che il cambio residenza si fa in dieci minuti online
Abbastanza allibito dai commenti che preferiscono come sempre incolpare i singoli cittadini piuttosto che prendere in considerazione contromisure effettive per ridurre l’astensionismo in un paese in cui le percentuali sono già altissime.
Sto da mobile, quindi mi sa scomodo linkarlo, ma se cercate il libro bianco sull’astensionismo noterete che una commissione ha analizzato il fenomeno nel tentativo di aumentare la percentuale di votanti.
Vi è un’enorme fetta di astenuti che lo fa per sfiducia, protesta o disinteresse per la politica, ma anche una grossissima fetta che lo fa per ostacoli al voto.
Tra questi ostacoli vi erano anche considerate le persone fuori sede per un motivo o per un altro, e veniva suggerita una serie di misure per risolvere il problema con facilità disarmante.
Dovremmo puntare a *facilitare* le cose, non a ragionare in termini di “cacchi loro, se abbiamo il 25% di astenuti poco mi importa”.
Comunque è tutto riassunto bene nella prima 30ina di pagine del libro bianco.
Poi possiamo anche stare qui a raccontarci che “a me non costa nulla fare X, quindi il problema non esiste”, ma io preferisco vedere soluzioni pratiche messe in atto per andare ad abbassare queste percentuali
Posto che sí, è ridicolo, ma porcatroia cambiate residenza che diamine ci mettete. Ci sono in arrivo le elezioni? Due click e via.
Sì, certo, c’è una parte di persone che magari è in giro per cazzi suoi, fosse anche le vacanze, e vorrebbe votare, ribadisco infatti che questa cosa è ridicola.
Ma la stragrande maggioranza delle persone basta che cambino residenza, basta con ‘sto terrore della terribile procedura burocratica difficilissima da affrontare che NON ESISTE. Pure la lagna “eh dall’estero possono votare e io dall’italia no” è UNA STRONZATA. Dall’estero non possono votare. A meno che non cambino residenza, COME TE.
Non vedo scandali
Domanda a r/Italy: qual è sono secondo voi la probabilità che prima o poi si avrà la possibilità di votare tramite app IO con Spid/CIE?
classic
Leggere questo mi sembra un po’ assurdo sapendo la situazione all’estero. Sono figlio di italiana nato in Spagna e ho la doppia cittadinanza ma non ho mai vissuto in Italia.
Da quando ho 18 anni, senza avere fatto niente (è da tanto che non rinnovo il passaporto italiano tanto quello spagnolo mi serve uguale), mi arrivano le lettere per tutti i referendum e elezioni varie dell’ Italia. Devo semplicemente mettere la crocetta e mettere il mio voto in una busta.
Non capisco come sia così facile per me ma non ci sia qualcosa di simile all’interno del paese.
Io ho un esame il 24 e uno il 26, vivo a Pisa, solo un ora di viaggio da casa mia quindi si può fare. Ma ho una decina di compagni che vengono dal Sud, principalmente Sicilia. Vorrei capire se vale di più il diritto allo studio o quello al voto. Anche se in questo caso sarebbe semplice impedire alle università di fare esami nei 3/4 giorno intorno al voto, invece di cambiare le leggi elettorali, non penso che ci siano soluzioni tanto ovvie per chi invece fuori sede ci lavora.
Si dovrebbe poter votare da qualunque seggio sul territorio italiano
Anni in alloggio universitario, cambio di residenza non permesso; camera condivisa in appartamento, in bocca al lupo a far firmare moduli ai coinquilini. Mi chiedo quanti di quelli che hanno cambiato residenza in 10 minuti, vivevano in alloggio universitario con borsa di studio o condividevano casa con estranei.
Boh non capisco, i ragazzi del sud sono più al sud che al nord, vanno giù per qualsiasi motivo, se devono scendere per votare fanno il diavolo a 4.
Da meridionale trapiantato mi vengono due domande
– come fanno altrove (visto che è un problema italiano)?
– capisco per chi è fuori per qualche settimana o qualche mese, ma per chi è via per periodi lunghi, che cosa vi trattiene dal modificare la residenza al più presto? Io mi sono trasferito dall’estero in Trentino nel 2010 e dopo 2 giorni avevo la nuova residenza
Gerrymandering (intenzionale?) contro i giovani?
Sono sempre più convinto con il passare del tempo che si, sia proprio questo.
E che ci sia bisogno di una vera e propria lotta di classe