
Hamilton dice di non “sentirsi a suo agio” a correre in Arabia Saudita e per protesta va in pista con il casco arcobaleno per diritti Lgbtq+

Hamilton dice di non “sentirsi a suo agio” a correre in Arabia Saudita e per protesta va in pista con il casco arcobaleno per diritti Lgbtq+
10 comments
“Lo sport ha scelto di essere qui – ha poi aggiunto – e che sia un bene o un male, penso che mentre siamo qui sia importante sensibilizzare”.
Inoltre Sebastian Vettel “ha affittato un’intera pista di kart per far correre piloti donna locali, unendosi alla protesta del campione inglese.”
Di solito sono piuttosto neutrale di fronte a questo tipo di manifestazioni nel mondo occidentale, ma penso sia quantomeno interessante in un paese come la Arabia Saudita.
Tanto non gliene frega niente a nessuno, la casa di Saud ha talmente tanti soldi da aver firmato un contratto da dieci anni per la F1, ma non solo: durante questo contratto costruiscono due piste completamente da zero, una è questa su cui hanno corso stasera e l’altra sarà pronta tra un paio d’anni a Qiddiya, una megacittà per turisti, e ovviamente lo faranno il circuito più lungo di tutti perché sono megalomani.
Hanno addirittura fatto la grazia alle povere donne di non implementare il dress code che avevano annunciato all’inizio, cosa ci aspettiamo di più? Ricordo che la F1 è stata uno degli ultimi sport ad abbandonare il Sud Africa dell’apartheid.
Tra un po’ corrono più in medio oriente che in Europa. In autodromi nel deserto, semivuoti. Che tristezza.
Non seguo la F1 e non ho familiarità col personaggio, ma buon per lui. Purtroppo per questi sportivi multimilionari non c’è una via d’uscita “pulita” da determinate questioni etiche. Potrebbero – in teoria – boicottare le gare il cui contesto politico non gli va a genio, ma comunque partecipando al sistema finiscono per legittimarlo. Cioè se volessero fare il loro mestiere in un contesto diverso in molti casi non potrebbero neanche, salvo decidere di ritirarsi o non partecipare. E comunque sono linee nella sabbia: un osservatore esterno potrebbe evidenziare una mancanza di coerenza in seguito ad un’altra mancata presa di posizione. Che non sarebbe *necessariamente* benaltrismo.
Non che tutto questo abbia strettamente a che fare con Hamilton, come ho detto non lo seguo ma non mi sembra la prima volta che dei piloti F1 si schierano per questa o quella causa, è che le celebrità impegnate fanno sempre *molta fatica* a prendere atto della difficile contraddizione in cui si trovano. Ancora, non per trovare una via d’uscita, ma che almeno la riconoscessero e ci ragionassero sopra pubblicamente. Invece di solito niente, titoli social e via. Ma non è che al pubblico freghi niente, l’importante è stan il tuo fave e prendere i likez. Quindi pace, immagino.
Un bel gesto quello di Vettel, lui grand’Uomo
Nel suo piccolo gran bel gesto.
EDIT: Sebastian Vettel ha affittato un’intera pista di kart per far correre piloti donna locali.
Islamofobia. Dal Misfatto Quotidiano non potevamo aspettarci altro.
Finalmente ne combina una giusta (l’anno scorso sembrava essersi rincretinito), bel gesto Hamilton 👍🏼
Non dimentichiamoci dei diritti fondamentali di base dei abcd- i quali sono sempre piu derisi e discriminati dai soliti sciacalli. Adesso e’ ora di dire basta a tutte le discriminazioni.
Stop – Alt
Il boicottaggio al Sud Africa ha funzionato perche’ creava disagi — soprattutto disagi eocnomici. Mettersi un casco variopinto o affittare una pista per le donne sono giesti che rimangono tali, non cambiano una virgola.
Per far male dovresti dire “non corro qui, scelgo un altro sport” come gli accademici ai tempi dell’apartheid dicevano “non accetto una cattedra qui / non collaboro a questa ricerca con tal universita'”.
Recentemente l’account twitter del newcastle ha fatto un tweet di sostegno ad un calciatore che ha fatto coming out. Milioni di like e tutti a darsi le pacche sulle spalle, quando poi i proprietari i gay li fanno letteralmente a fettine (e i giornalisti, e gli oppositori, e i lavoratori immigrati che vogliono condizioni non da schiavitu’, etc.).
“Eh ma intanto io attiro l’attenzione sul problema”: no, attiri l’attenzione che oltre a quei gesti nessuno fara’ nulla, allo stesso modo in cui l’NBA ha dovuto chinare il capo alla Cina.
Sto dando tutta la colpa a Hamilton? No. Rifiuterei una carriera stellare? Forse no. Pero’ di mio il mondiale venturo so gia’ che non lo vedo. Zero partite, zero banter su /r/soccer, zero album di figurine. Puntiamo al soldo e qualcosa cambiera’.
A pensare male si fa peccato, ma ci si prende quasi sempre.
Hamilton mi sa di persona che vuole rifarsi l’immagine, avendo dimostrato nel passato recente le proprie idee tradizionaliste in fatto di mascolinità (e.g. ha urlato contro al nipote di 4 anni per aver indossato un vestito da principessa).