Due piloti dell’Ethiopian Airlines si addormentano a 11 mila metri di altitudine e mancano l’atterraggio

12 comments
  1. Come cazzo fai ad addormentarti in cabina nel bel mezzo della fase di crociera di un aereo? Il cockpit di un aereo non è certo un ambiente silenzioso e privo di suoni o distrazioni

  2. Bellissimo, mi ricorda quella volta che l’autista del bus si è perso e ha ritrovato la strada dopo un percorso allucinante. Eravamo in due sull’autobus, ci siamo accorti benissimo dell’errore ma abbiamo evitato di fargliela pesare. Quando ne abbiamo parlato tra di noi l’autista ha sentito e ha cercato disperatamente di dimostrare che non si era perso davvero.

  3. Comunque è incredibile quanto siano avanzati gli aerei da un certo punto di vista è quanto siano indietro dall’altra parte.

    Chissà se tra 20 anni avremo i primi aerei che riusciranno ad essere completamente coscienti di ciò che gli circonda e incominciare a pensare che la macchina debba guidare il velivolo in ogni fase del volo tranne per situazioni di emergenza.

  4. Anche noi piloti abbiamo bisogno di dormire.
    Il vostro biglietto a 9,99 con partenza alle 6 per forza di cose ci porta a presentarci in aeroporto almeno 1 ora prima del decollo , quindi sveglia minimo alle 4. Fate così per 4/5 giorni turno, magari tutto il mese, col cattivo tempo, il traffico, lo stress (sia lavorativo che personale) che si accumula e avrete un equipaggio in fatigue.
    Aggiungete magari, come in questo caso, un bel volo red eye (quindi decollo e atterraggio di notte) e avrete la combinazione perfetta per questo tipo di eventi.

    Giusto per fare il pignolo ed evitare reazioni “indinniate” : il controlled rest (quindi fatto nel cockpit, “ai comandi”) è normato da legge e dai manuali delle compagnie aeree che ne stabiliscono come e in che fasi farli. In genere si tratta di fare un powernap di 20/30 minuti mentre il collega rimane vigile per poi darsi il cambio se necessario.
    Il controlled rest si può fare su qualsiasi volo, anche quelli di solo 1 ora.

    Sui voli di lungo raggio ci sono dei veri e propri turni con gli equipaggi rinforzati (quindi 2+1, 2+2 o anche 2+3) e delle zone dell’aereo adibite al riposo (zone della business/first o comparti con lettini caricati nelle stive). Queste zone devono essere silenziose e riparate dai passeggeri per ovvi motivi di privacy e di qualità del riposo.

    Quello che è successo in questo evento è grave e la causa è da ricercare in primis su come vengono programmati i turni degli equipaggi e se la compagnia ha un sistema di compensazione /bilanciamento per fare girare questo tipo di turni a rotazione tra gli equipaggi.

  5. Per inciso, 11mila metri di altezza (cioè in crociera a FL330… o giù di lì) è la fase del volo più sicura in cui addormentarsi.

    Correzione: dimenticato il mila!

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