La partita delle rinnovabili al 100% entro il 2050 è ancora aperta

13 comments
  1. È uscito recentemente un articolo peer-reviewed su IEEE (qui il link https://ieeexplore.ieee.org/document/9837910) che sostiene che sia possibile ottenere entro il 2050 che il 100% dell’energia prodotta sia interamente rinnovabile e che di conseguenza si possa restare entro l’1.5°C di incremento globale della temperatura, che allo stato attuale è lo scenario migliore ottenibile secondo l’IPCC (in ogni caso non scevro di conseguenze che stiamo già cominciando a osservare).

    L’articolo analizza qualche centinaio di articoli in diverse sezioni. Analizzando le critiche che normalmente vengono mosse ai sistemi energetici al 100% rinnovabili (ritorno sull’investimento, variabilità e stabilità, costo dei pannelli solari, disponibilità dei materiali grezzi), solo l’ultima di queste viene considerata il punto veramente critico.

    Visto che l’ambiente e il nucleare sono due temi di questa campagna elettorale, per quanto attualmente ancora non centrali, credo che questo articolo di ricerca sia un interessante contributo a un dibattito che spesso viene raccontato come una battaglia fra scientifici (pro-nucleare) e antiscientifici (anti-nucleare).

  2. Questa è una literature review, non un paper tecnico con una proposta e un modello.

    In particolare la parte cruciale riguardo la variabilità non fa altro che riprendere le proposte esistenti senza spiegare perché sarebbero sufficienti: interconnessioni, smart grid, sovracapacità, storage tramite idrogeno ecc sono tutte proposte molto lungi dal dimostrare la loro fattibilità; come dice l’articolo stesso, griglie alimentate al 100% da solare ed eolico fin’ora sono solo esistite sulla piccolissima scala, di solito appoggiate a griglie più grandi alimentate da fonti convenzionali.

    Quindi siamo sempre lì: immaginare una griglia 100% rinnovabile richiede di affidarsi a tecnologie e metodi ancora da sviluppare e dai risultati incerti, quando non abbiamo tempo né spazio di manovra per farlo. Al contrario, una griglia basata su rinnovabili + nucleare permette di costruire già da oggi con tecnologie note e testate, e proprio di questo abbiamo disperatamente bisogno se vogliamo decarbonificare l’economia in tempo utile per limitare i danni del cambiamento climatioco.

  3. Del tipo: cerchiamo di fare questa corsa ad ostacoli in mezzo a mine, sciabole e getti di lava, bendati e con una mano dietro la schiena, perché si.

    PS: sorvoliamo sul numero di emissioni riportato per il nucleare che è FALSO, il fotovoltaico emette di più del nucleare in praticamente qualsiasi contesto, non ci sono cazzi.

    PS2: naturalmente sorvoliamo anche sul fatto che quando si parla di costi si fa riferimento al solo LCOE, ma quando si citano le soluzioni all’intermittenza si parla di elettrocarburanti e smart grid, roba notoriamente a costo 0

  4. Molto bello come dicano
    “ma non è a emissioni zero: stando a uno studio dell’Öko Institut di Darmstadt, la produzione di energia elettrica tramite il nucleare causa emissioni di 33 grammi di Co2 equivalente per kilowattora.” quando i pannelli fotovoltaici sono dati a 50g/Kwh.

    Comunque di recente stavo leggendo come in California, dove l’elettricità costa se non erro 0,27$ al Kwh (il doppio della media USA), pagano 2$ al Kwh gli utenti di Tesla Powerwall quando immettono nella rete l’energia da loro accumulata durante fasi che si chiamano “ALERT”. Proprio un sistema equilibrato.

    Io quando vedrò un paper tecnico che mi spiega esattamente in che modi e costi hanno intenzione di costruire lo storage stagionale per una nazione come l’Italia o la Francia o la Germania per una produzione 100% rinnovabile, lo accetterò ben volentieri.

  5. Puntare esclusivamente sulle rinnovabili è impossibile, per il semplice fatto che soffrono di aleatorietà e non abbiamo ancora trovato strumenti efficaci/efficienti per lo “stoccaggio” dell’energia prodotta nei momenti di picco.

    L’unica soluzione è combinarle con il nucleare. Prima ce ne accorgiamo, meglio e.

  6. Puntare esclusivamente sulle rinnovabili è impossibile, per il semplice fatto che soffrono di aleatorietà e non abbiamo ancora trovato strumenti efficaci per lo “stoccaggio” dell’energia prodotta nei momenti di picco.

    L’unica soluzione è combinarle con il nucleare. Prima ce ne accorgiamo, meglio é.

  7. il geotermico è l’unica rinnovabile capace di sostituire i combustibili fossili integralmente oggi, grazie alla sua non variabile produzione di energia elettrica. Certo si staccano le turbine dagli alternatori quando bisogna abbassare l’offerta sul mercato. I problemi stanno nei costi alti per scavare i “tunnel” lunghi anche 3-4 km. Ma la creazione di impianti su larga scala porterebbe innovazioni ed abbasserebbe i costi. L’Italia ha molto [potenziale geotermico](http://www.unionegeotermica.it/pdfiles/STIME%20DI%20CRESCITA%20DELLA%20GEOTERMIA%20IN%20ITALIA%202016.pdf). Per non parlare della fissione nucleare

  8. la più grande solar farm al mondo è oggi in india, capacità produttiva al picco di poco più di 2 gw all’ora. Occupa circa 5,700 ettari , che dovrebbe essere l’equivalente di un ottantina di campi da football.

    La semplice domanda è : dove troviamo in italia un campo abbastanza grande ,pianeggiante,libero,senza vincolo paesaggistici, ambientali per costruirla? ma anche per una grossa la metà…

  9. Adoro il fatto che non si legge da nessuna parte di problemi tecnici che al momento hanno soluzioni al meglio sperimentali, come la mancanza di inerzia nel sistema elettrico; una produzione 100% rinnovabile avrebbe bisogno di una frazione MOLTO importante di idroelettrico per avere l’inerzia che solare e eolico non garantiscono, o di qualche altra tecnologia che non abbiamo ancora.

    O, per dirne una, del nucleare.

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