Eurostat: cresce rischio povertà in Italia, 20,1% nel 2021 – Economia

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  1. Il tasso di rischio di povertà, ovvero la percentuale delle persone che hanno un reddito inferiore al 60% di quello medio disponibile, in Italia è salito passando dal 20% del 2020 al 20,1% del 2021, per 11,84 milioni di persone coinvolte.

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    Bimbi a rischio povertà al 26,7%, il tasso peggiore dal 1995

  2. >Oltre un quarto dei bambini italiani con meno di sei anni vive in famiglie a rischio di povertà, ovvero con redditi inferiori al 60% di quello medio disponibile.

    Prima o poi incroceremo i dati.

    Da qui pare che 1 under6 su 3 (!!!) è a rischio povertà o esclusione sociale e 1 bambino su 4 sia a rischio povertà, il che mi pare follia pura. Sarei curioso di vedere la distribuzione dei dati in base al lavoro dei genitori (autonomo/dipendente già basterebbe) ma anche l’incrocio con le categorie di spesa familiari.

  3. Non l’avrei mai detto. Purtroppo non è facile ammettere che ci sia un grosso, enorme problema con stipendi. Soprattutto in r/Italy, dove se non sei STEM quasi *ti meriti* di soffrire. Uè figa, qui bisogna fatturare!

    Hai 9 anni e non sai ancora usare Python? E impara a usarle queste ditina, su!

    Con l’inflazione alle stelle, anche stipendi (già prima) ridicoli, ora diventeranno totalmente inaccettabili. Inaccettabile lavorare fulltime per 1200€. Non parliamo di chi prende di meno, e tira a campare con 700/1000€.

  4. Era già uscita la statistica ISTAT per cui dal 2005 al 2020 la povertà assoluta è triplicata.
    Oggigiorno abbiamo quasi 1 italiano su 10 che non riesce, quotidianamente, a soddisfare i bisogni primari come mangiare e vestirsi.

  5. Bisogna anche tirarsi fuori la paglietta dal c… e fare le valigie. C’è gente che pur di non spostarsi dal proprio paesello di 200 abitanti sul mare accetta di lavorare per 500€ al mese.
    Io, Lombardo, appena presa una laurea in economia sono scappato all’estero con una valigia e 2000€ (i risparmi di una vita che non ho speso in bottiglie di vodka belvedere, discoteche, vestiti firmati). Ora vivo felicemente e guadagno molto bene ad Amsterdam da 7 anni. Vedo invece i miei coetanei disperati in Italia.

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