Malgrado condivida il messaggio del titolo, fare un bilancio dopo appena tre mesi è demenziale (o in malafede). Voglio dire, controllate quanti titoli avesse in catalogo Netflix nell’aprile del 2007, tre mesi dopo il lancio, per lo *streaming*. E si noti che Netflix era una grande azienda già quando si occupava di noleggio di DVD per corrispondenza.
netflix ha avuto un flop dietro l’altro per più di 15 anni e non è mai stata in attivo con i profitti per non ricordo quanti anni
Non sapevo esistesse una cosa del genere…
ITsArt non è orientato verso l’Italia, ma verso l’estero. In Italia lo sappiamo già che la gente è ignorante e non vuole pagare per la cultura, quindi l’obiettivo era monetizzare con chi all’estero non è così. Ad oggi il sito è fruibile solo dal Regno Unito, l’espansione verso più Paesi esteri verrà più avanti.
Non avevo dubbi sul fatto che avrei trovato questo articolo su Reddit.
Io non ho capito perché non abbiano deciso di investire maggiormente su RaiPlay, lasciandola gratuita con iscrizione e aggiungendoci i contenuti culturali a pagamento tipo Prime Video, o comune una soluzione di questo genere.
Alla fine RaiPlay già funziona, capisco che il nome non richiami immediatamente l’Italia però boh…rimango perplesso
Edit: ho fatto un commento senza conoscere la situazione, leggete la risposta per maggiori info
[deleted]
L’iniziativa mi puzzava già quando fu annunciata.
Ho visto alcuni che tirano in ballo la Rai, ma ci sarebbe forse un modo migliore di fare tutto questo.
Perché spendere soldi per creare un sito (senza neanche app per le varie piattaforme) quando si poteva creare un bel “canale” sui principali distributori Italiani ed esteri come hanno già fatto alcuni editori, senza scomodare Chili.
Della serie l’americano medio sarebbe più invogliato ad andare su un sito sconosciuto, registrarsi per poi pagare il prodotto (di cui probabilmente non sa nulla) oppure apre la sua app che già usa normalmente (Prime, Apple TV, Rakuten) va sul canale e si abbona per avere tutti i contenuti per un mese?
Ho dato un’occhiata val catalogo: musica classica e jazz resto con Mezzo Tv ( Su Prime), se compare qualcosa di interessante non disponibile *gratuitamente* magari mi iscrivo. Al momento non mi interessa.
Che strano, chi mai avrebbe potuto immaginarlo, totalmente imprevedibile.
Eppure si erano impegnati al massimo, spendendo energie, tempo e creatività nel progettare e sviluppare il comunicato stampa. Avrebbe dovuto bastare per il successo, no?
10 comments
*shocked Pikachu*
Malgrado condivida il messaggio del titolo, fare un bilancio dopo appena tre mesi è demenziale (o in malafede). Voglio dire, controllate quanti titoli avesse in catalogo Netflix nell’aprile del 2007, tre mesi dopo il lancio, per lo *streaming*. E si noti che Netflix era una grande azienda già quando si occupava di noleggio di DVD per corrispondenza.
netflix ha avuto un flop dietro l’altro per più di 15 anni e non è mai stata in attivo con i profitti per non ricordo quanti anni
Non sapevo esistesse una cosa del genere…
ITsArt non è orientato verso l’Italia, ma verso l’estero. In Italia lo sappiamo già che la gente è ignorante e non vuole pagare per la cultura, quindi l’obiettivo era monetizzare con chi all’estero non è così. Ad oggi il sito è fruibile solo dal Regno Unito, l’espansione verso più Paesi esteri verrà più avanti.
Non avevo dubbi sul fatto che avrei trovato questo articolo su Reddit.
Io non ho capito perché non abbiano deciso di investire maggiormente su RaiPlay, lasciandola gratuita con iscrizione e aggiungendoci i contenuti culturali a pagamento tipo Prime Video, o comune una soluzione di questo genere.
Alla fine RaiPlay già funziona, capisco che il nome non richiami immediatamente l’Italia però boh…rimango perplesso
Edit: ho fatto un commento senza conoscere la situazione, leggete la risposta per maggiori info
[deleted]
L’iniziativa mi puzzava già quando fu annunciata.
Ho visto alcuni che tirano in ballo la Rai, ma ci sarebbe forse un modo migliore di fare tutto questo.
Perché spendere soldi per creare un sito (senza neanche app per le varie piattaforme) quando si poteva creare un bel “canale” sui principali distributori Italiani ed esteri come hanno già fatto alcuni editori, senza scomodare Chili.
Della serie l’americano medio sarebbe più invogliato ad andare su un sito sconosciuto, registrarsi per poi pagare il prodotto (di cui probabilmente non sa nulla) oppure apre la sua app che già usa normalmente (Prime, Apple TV, Rakuten) va sul canale e si abbona per avere tutti i contenuti per un mese?
Ho dato un’occhiata val catalogo: musica classica e jazz resto con Mezzo Tv ( Su Prime), se compare qualcosa di interessante non disponibile *gratuitamente* magari mi iscrivo. Al momento non mi interessa.
Che strano, chi mai avrebbe potuto immaginarlo, totalmente imprevedibile.
Eppure si erano impegnati al massimo, spendendo energie, tempo e creatività nel progettare e sviluppare il comunicato stampa. Avrebbe dovuto bastare per il successo, no?