Nei paesi ricchi, donne lavoratrici e più bambini vanno di pari passo | Tasso di fecondità in selezionati paesi OCSE

39 comments
  1. Pubblico il grafico perchè mi sembra interessante rispetto alla discussione in atto sulle misure della destra in materia di aborto in alcune regioni da loro governate, sia in merito al dibattito sulla fantomatica sostituzione etnica e sulla denatalità.

    Premesso che, come si dice, correlation is not causation, il grafico mostra che al crescere del tasso di partecipazione femminile al lavoro, cresce la natalità. Ora, se l’obbiettivo della destra è fermare la decrescita demografica, come mai il dibattito si focalizza sempre sull’aborto, quando l’Italia ha un tasso di partecipazione femminile al lavoro tra i più bassi dei paesi OCSE?

    Il nostro tasso è all’incirca del 50%, ultima in Europa e con 17 punti percentuali di distanza rispetto alla media. Il Sud, ovviamente, va ancora peggio, e ci sono regioni italiane come la Campania e la Sicilia dove solo una donna su 3 lavora.

    Secondo voi questo problema è vissuto come un problema che riguarda solo le donne e/ solo la sinistra?

  2. A me la cosa che fa paura è la seguente: ci sono tantissime casalinghe che non cercano lavoro e quindi non entrano nella conta dei disoccupati; ed il tasso di disoccupazione è all’8%…

  3. Mi state dicendo che una famiglia monoreddito non ce la fa ad arrivare a fine mese e quindi ci pensa 2 volte prima di sfornare marmocchi? /s

  4. I paesi OCSE sono 38, qui ne vedo una dozzina. Io li metterei tutti per capire meglio se c’è correlazione, c’è già molta dispersione tra quelli selezionati.

  5. Sono Americano e uno studio Americano del PEW mostra che più Americani stanno decidendo di non avere figli. Lo stato finanziario non è tanto una preoccupazione quanto altri fattori come il riscaldamento globale o l’ambiente.

    Dal cinquantasei al sessantatre percento, semplicemente non voglio avere figli o non mi aspetto di averli.

    [Pew Study – In inglese](https://www.pewresearch.org/fact-tank/2021/11/19/growing-share-of-childless-adults-in-u-s-dont-expect-to-ever-have-children/)

  6. Credo che la logica sia: i paesi più avanzati mettono la carriera davanti ai figli->per avere ANCHE figli servono molti soldi->Paese avanzato non ricchissimo (Italia)=pochi figli; paese avanzato molto ricco=più figli.

  7. Altri 50 anni di studi e forse arriveranno alla conclusione che i figli costano soldi e molta gente non li fa perché non può permetterseli, mandatemelo per posta il premio Nobel per la mia grande scoperta grazie

  8. Vorrei aggiungere che il lavoro però non è l’unica motivazione, neanche lontanamente, basta guardare la Francia, paese in cui tuo figlio lo tengono a scuola fino a ben dopo gli orari di lavoro dei genitori quindi non ti devi preoccupare di uscire prima per prenderlo e poi tornare al lavoro, o in Norvegia (o qualsiasi paese nordico) in cui danno ANNI pagati di maternità e (non so quanto) di paternità oltre ai diversi servizi e beni gratuiti, per gli Stati Uniti sinceramente non saprei cosa dire perché sono certo che non siano nella stessa situazione le famiglie, però sicuramente il lavoro della donna non è l’unico motivo e non dovremmo di certo fissarci su un punto fisso ignorando la montagna di altri lavori che andrebbero fatti per migliorare la natalità in Italia

  9. e nelle altre nazioni più povere la fertilità è più alta. mi pare un pò delle connessioni sparate a caso, semmai sarebbe da vedere le differenze di fertilità fra famiglie con donne lavoratrivi e non e con certe fasce di reddito all’ interno di una stessa nazione.

  10. la natalitá in Italia éassata da 660.000 neonati nel 2000, a 450.000 nel 2022. (numeri un po’ a memoria , ma non troppo sbagliati). E di pari passo con l’ingresso nell Euro e la perdita progressiva del benessere in generale, welfare compreso, dove in Italia é andato sempre peggiorando.

  11. Non saprei, mi sembra una correlazione un po’ debole. C’è una discreta varianza, oltre al fatto che la regressione è fittata su pochi punti.

    In più se togliessimo italia e giappone che hanno una miriade di problemi strutturali che vanno ben oltre la percentuale di donne al lavoro verrebbe davvero una correlazione praticamente nulla e si potrebbe desumere che sopra il 70% delle donne lavoratrici la natalità non è in alcun modo legata.

    Si può quasi dire che tutto lo “studio” si basa su 2 record che potrebbero tranquillamente essere outlier. Senza di loro salta il banco

  12. Ma tutte ste donne che non lavorano dove stanno? Se ripenso a tutte le donne adulte che ho conosciuto nella mia vita (dalle mamme dei miei amici ai tempi della scuola, alle amiche di famiglia, alle mie coetanee, ex compagne di uni ecc…) forse il 5% non lavora, e sostanzialmente solo perché il marito é ricco sfondato. Dove sta sto quasi 50% che non lavora?

  13. Scusate, a rischio di sembrare stupido ma spero di star leggendo male il grafico… Meno del 60% delle donne ha un lavoro nel nostro paese? Abbiamo ancora così tante casalinghe nel 2022?

  14. Correlazione non significa causalità.

    Per chi non lo sapesse, un esempio di questo concetto:

    As ice cream sales increase, the rate of drowning deaths increases sharply.Therefore, ice cream consumption causes drowning.

    Inoltre, anche il “selezionati paesi OCSE” del titolo mi puzza molto di cherry picking, cioè avere selezionato un subset di dati tale che esso confermi le ipotesi di chi ha scritto l articolo.

  15. Ma non sarebbe il caso di mettete un flair “Fake news/Fuorviante”? È evidente che i dati non supportano l’affermazione.

  16. Di fatto l’Italia spende pochissimo in sostegno alla famiglia, si potrebbe aumentare la spesa in questo settore, ma costa e nessuno è disposto a dirottare soldi su queste politiche, viste le dichiarazioni su flat tax e quote pensione.

  17. La grossa differenza nei paesi nordici e’ lo stato sociale che viene offerto e il mondo del lavoro che non penalizza lunghe pause per maternità

  18. C’è sicuramente un legame causale data l’enorme correlazione e la piccolissima dispersione. Inoltre la scelta dell’anno 2000 e basta è veramente acuta!

  19. Nei paesi ricchi ci sono i nidi, i doposcuola e l’investimento pubblico nella scuola è alto. Per questo le donne che lavorano fanno anche i figli.

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