Percentuale di donne nei consigli regionali italiani [OC]

26 comments
  1. Mi hanno sorpreso sia la Sicilia (da cui mi aspettavo qualcosa in meno) sia le Marche (da cui mi aspettavo qualcosina in più)

  2. Domanda, che ho un dubbio: ma la questione delle “quote rosa” (un sesso non può prevalere di più di 2/3 dell’altro) non vale per i Consigli regionali?

    Edit: mi rispondo da solo con [questo articolo](https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-02-03/si-camera-quote-rosa-consigli-regionali-e-legge-133311.shtml?uuid=ACfoJmMC&refresh_ce=1) del Sole24ore del 2016, che afferma l’esistenza delle quote rosa nei Consigli.

    Non mi spiego come mai ci siano queste percentuali, allora

  3. Stiamo facendo passi in avanti ma la strada ancora e lunga, è comunque un dato positivo. Bisognerebbe prendere esempio dalle regioni più virtuose e capire cosa cambiare per far sì che tutte raggiungono i livelli di Campania Puglia e Liguria

  4. Regà tranquilli che adesso con Qween GiorGia【 クィーン・ジョジャ 】mettiamo apposto le percentuali ed il Rispetto delle Donne™.

  5. le donne sono meta dell’elettorato no? se non vogliono votare per altre donne probabilmente non ce ne sono di competenti?

  6. Ma per certi utenti è peccato chiedersi il perché di una discrepanza incredibile tra il ~50% delle donne nella popolazione e le percentuali qui sopra? Forse produrreste qualcosa di interessante se vi sforzaste di fare funzionare un attimo i neuroni invece di schermarvi immediatamente dietro “eh ma quello che è importante sono le competenze”, non è che vi tolgono la patente di persone razionali© se mettete un attimo in dubbio la risposta più immediata che vi passa per la testa.

  7. In Italia a livello parlamentare più di un terzo dei seggi è occupato da donne, quindi è almeno parzialmente incorretto dire che le donne non riescono a farsi spazio nella politica.

    L’assenza di un maschilismo così dilagante tra gli elettori è palese anche dal probabile successo che avrà la Meloni alle prossime elezioni, tra l’altro Meloni che verrà per la maggior parte votata dall’ala più conservatrice del popolo.

    Inoltre la Corte Costituzionale ha più volte ribadito l’eventuale incostituzionalità di norme che vadano a forzare l’elezione di determinate categorie di persone, mentre ha promosso e convalidato quelle norme che andassero ad incidere sulla formazione delle liste elettorali in quanto non lesive dei principi sanciti dall’art. 51.

    A me, francamente, sembra che il problema sia tutto interno ai partiti, che a livello locale puntano forse poco su eventuali candidati donne.

    C’è anche da dire che, se gli esempi nazionali di politica femminile sono la Carfagna, la Gelmini, Nicole Minetti o la Lamorgese…

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