Condivido questo articolo dell’internazionale perchè spiega molto bene cosa sono i carburanti verdi o sintetici per gli aerei e quali tipi esistono. Questa mattina qualcuno ha pubblicato la notizia dei verdi che vogliono vietare i jet privati in italia. Ecco, a mio avviso sarebbe più utile costringerli a volare soltanto con carburanti sintetici, riducendo cosi le emissioni legate a questo settore, ma allo stesso tempo darebbe una spinta significativa all’industria dei carburanti sintetici, cosa fondamentale per tutto il settore aeronautico nel futuro prossimo.
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E’ ora di abbandonare le leggi “di facciata” che hanno un impatto marginale. Non esistono soluzioni semplici ad un problema cosi complesso come la transizione energetica. Bisogna ragionare a livello sistemico
Interessante, ma manca la proposta più semplice di tutte:
Parlare di “carburante verde” è come parlare di “chimica omeopatica”
Forse basterebbe che per ogni euro di carburante bruciato si donasse un euro o più alla tutela delle foreste.
Forse basterebbe applicare lo stesso principio a tutte le spese non indispensabili (con le dovute proporzioni) per risolvere tutti e dico tutti i problemi ambientali.
La proposta è certamente interessante, ma certamente occorrerebbe una grande quantità di energia elettrica in eccesso per produrre idrogeno verde e catturare la co2 dagli impianti a gas naturale ciclo combinato o biometano (e le rinnovabili potrebbero certamente soddisfare questo requisito). Invece catturare la co2 può avere di per sé dei risvolti importanti soprattutto per l’industria chimica come componente di base da combinare con idrogeno per produrre ammoniaca, metanolo, metano (tramite la reazione di sabatier) diesel marittimo e kerosene (tramite processo di Fischer Tropsch); ma anche l’edilizia ne può giovare per combinare la co2 con il cemento al posto dell’acqua (e sarebbe questo un modo di stoccaggio semipermanente).
Però manca l’economia di scala perché occorre vendere il carburante sintetico a un prezzo molto basso affinché sia competitivo e per fare questo occorrono pesanti investimenti nel settore della raffinazione del petrolio (occorrerebbe convertire ed elettrificare una buona parte dell’industria) e un prezzo dell’energia infinitamente basso, perciò ancora siamo molto lontani. Perciò credo che prima del 2030/2035 non ce ne faremo nulla, ma penso anche che sia giusto cominciare a fare questi investimenti perché soprattutto dal punto di vista della politica internazionale potrebbe convincere paesi molto riottosi alla transizione energetica quali l’India, la Cina, gli Stati Uniti o i paesi del Golfo a muoversi nella direzione giusta.
Scordiamoci però il carburante sintetico per le automobili, non avrebbe senso e difficilmente le case automobilistiche torneranno indietro sulle auto elettriche.
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Condivido questo articolo dell’internazionale perchè spiega molto bene cosa sono i carburanti verdi o sintetici per gli aerei e quali tipi esistono. Questa mattina qualcuno ha pubblicato la notizia dei verdi che vogliono vietare i jet privati in italia. Ecco, a mio avviso sarebbe più utile costringerli a volare soltanto con carburanti sintetici, riducendo cosi le emissioni legate a questo settore, ma allo stesso tempo darebbe una spinta significativa all’industria dei carburanti sintetici, cosa fondamentale per tutto il settore aeronautico nel futuro prossimo.
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E’ ora di abbandonare le leggi “di facciata” che hanno un impatto marginale. Non esistono soluzioni semplici ad un problema cosi complesso come la transizione energetica. Bisogna ragionare a livello sistemico
Interessante, ma manca la proposta più semplice di tutte:
Sciroppo alla menta, come a San Patrizio
[removed]
C’è anche il metodo brevettato da [Sunfire](https://www.sunfire.de/en/e-fuel) via elettrolisi, a partire da acqua e CO2 catturato. Potrebbe permettere [risparmi notevoli](https://www.transportenvironment.org/discover/green-aviation-fuels-could-save-5-million-tonnes-of-co2-in-2030/) in quanto a CO2
Parlare di “carburante verde” è come parlare di “chimica omeopatica”
Forse basterebbe che per ogni euro di carburante bruciato si donasse un euro o più alla tutela delle foreste.
Forse basterebbe applicare lo stesso principio a tutte le spese non indispensabili (con le dovute proporzioni) per risolvere tutti e dico tutti i problemi ambientali.
La proposta è certamente interessante, ma certamente occorrerebbe una grande quantità di energia elettrica in eccesso per produrre idrogeno verde e catturare la co2 dagli impianti a gas naturale ciclo combinato o biometano (e le rinnovabili potrebbero certamente soddisfare questo requisito). Invece catturare la co2 può avere di per sé dei risvolti importanti soprattutto per l’industria chimica come componente di base da combinare con idrogeno per produrre ammoniaca, metanolo, metano (tramite la reazione di sabatier) diesel marittimo e kerosene (tramite processo di Fischer Tropsch); ma anche l’edilizia ne può giovare per combinare la co2 con il cemento al posto dell’acqua (e sarebbe questo un modo di stoccaggio semipermanente).
Però manca l’economia di scala perché occorre vendere il carburante sintetico a un prezzo molto basso affinché sia competitivo e per fare questo occorrono pesanti investimenti nel settore della raffinazione del petrolio (occorrerebbe convertire ed elettrificare una buona parte dell’industria) e un prezzo dell’energia infinitamente basso, perciò ancora siamo molto lontani. Perciò credo che prima del 2030/2035 non ce ne faremo nulla, ma penso anche che sia giusto cominciare a fare questi investimenti perché soprattutto dal punto di vista della politica internazionale potrebbe convincere paesi molto riottosi alla transizione energetica quali l’India, la Cina, gli Stati Uniti o i paesi del Golfo a muoversi nella direzione giusta.
Scordiamoci però il carburante sintetico per le automobili, non avrebbe senso e difficilmente le case automobilistiche torneranno indietro sulle auto elettriche.