
https://www.ilpost.it/2022/08/30/europa-prezzi-gas-tetto/?homepagePosition=0
La parte che credo sia più interessante, perchè chiarisce un meccanismo poco noto, è quella sulla formazione del prezzo, in cui mi dilungherò io un po’ di più dell’articolo.
Supponiamo che in un dato giorno siano richiesti dagli utenti 1000 GWh di energia (che è nell’ordine di grandezza del consumo vero italiano). Supponiamo inoltre che siano offerti dai produttori:
– 400 GWh di idroelettrico, al costo di 10 M€/GWh
– 400 GWh fra eolico e solare, al costo di 20 M€/GWh
– 400 GWh di gas, al costo di 600 M€/GWh
È evidente che per coprire tutti i 1000 GWh di domanda, gli acquirenti dovranno comprare anche del gas. Tutti però vorrebbero prima accaparrarsi idroelettrico, eolico e solare, visto che costano molto meno. Se vanno all’asta, però, a ciascun compratore conviene *sempre* rialzare **fino a raggiungere il prezzo del gas**. Di conseguenza, in un mercato di questo genere, **tutta l’energia viene venduta al prezzo di quella più costosa**.
Nella realtà si salta direttamente l’inutile processo dei rialzi, che ha una sola conclusione logica, e si vende direttamente al prezzo dell’energia più costosa tale da soddisfare l’intera domanda.
Questo meccanismo si chiama pay-as-clears market, perché viene raggiunto un prezzo che automaticamente libera il mercato, cioé fa sì che tutti gli ordini che possono essere evasi vengano evasi al miglior prezzo possibile per i compratori (che sono costretti dall’implicita gara al rialzo a pagare sempre il singolo prezzo più alto necessario) e i venditori (che vogliono vendere al prezzo più alto possibile).
Al momento, da parte di molti paesi c’è la richiesta di intervenire su questo meccanismo, perché col rialzo enorme del prezzo del gas, esso fa sì che il costo di **tutta** l’energia elettrica si alzi parimenti, senza che però le altre fonti siano diventate davvero più costose.
Dall’altra parte, questo meccanismo ha costituito per due decenni (è in vigore a livello europeo dagli anni 2000, anche se la maggior parte dei paesi già lo usava prima) un forte incentivo finanziario allo sviluppo delle rinnovabili che, dato il loro basso costo di produzione, hanno incassato forti profitti dalla differenza fra i loro costi e gli alti prezzi di vendita ottenuti.
25 comments
Approfitto di questo articolo per linkare anche un video che entra un po’ più nel dettaglio.
[come si forma il prezzo dell’energia elettrica, di Carlo Stagnaro](https://youtu.be/4ANpdAZqffU)
Bel post, solo un piccolo appunto: dove scrivi M€, suppongo (guardando gli ordini di grandezza) tu intenda migliaia di €, quindi l’abbreviazione corretta è k€. Se scrivi M€ qualcuno potrebbe capire milioni di €.
quindi il problema sta tutto nel fatto che diminuirebbero i profitti di alcuni a vantaggio di tutti quanti?
Quindi il libero mercato non funziona? Ma mi hanno sempre detto che è in grado di autoregolarsi, la mano invisibile e tutte quelle cose lì.
Quindi, è sempre colpa delle rinnovabili.
Mwahahahahahahahahahahaha.
Lo scorporo dei prezzi e l’annientamento di questoeccanismo direi che è necessario perché da qualche tempo tutti i verdi dicono “ora le rinnovabili sono profittevoli e convengono anche senza incentivi” bene, è arrivato il momento di dimostrarlo con i fatti.
Quindi se domani mi svegliassi stronzo e iniziassi a produrre da un lato energia costosissima perché generata dai criceti e dall’altro lato energia economica ma venduta anch’essa al prezzo dell’altra, farei un sacco di profitto? A patto, immagino, che qualcuno debba comprare anche quella generata dai criceti.
Non è una regola che crea un conflitto di interessi e rende il mercato libero un po’ viziato?
Una cosa interessante di cui non si parla nel thread, è che anche i paesi che erano inizialmente più recalcitranti su misure comuni, hanno iniziato ad aprire a questa possibilità perché si sono accorti che è una questione che non può essere affrontata e risolta esclusivamente in ambito nazionale, richiedendo una maggior concertazione.
Sarebbe interessante capire se il susseguirsi di crisi degli ultimi anni stia finalmente spingendo i governi nazionali ad affidare maggiori responsabilità e poteri alle istituzioni europee e se una maggiore integrazione, anche politica, stia (lentamente) diventando una possibilità concreta, soprattutto alla luce delle discussioni su possibili revisioni dei Trattati. Cosa ne pensate?
(Ripropongo qui questa riflessione/domanda).
questo sistema avrebbe senso se gli il delta di guadagno , o la sua maggior parte, venisse reinvestito per andare a sopperire e calmierare la richiesta di gas per l’elettrico. invece i produttori si tengono ben lontani da questo discorso , visto i guadagni che stanno ottenendo. chiaramente è un mercato fallato, ma chi dovrebbe intervenire, lo Stato, è parte attiva nel guadagno da questo sistema creatosi.
>Supponiamo che in un dato giorno siano richiesti dagli utenti 1000 GWh di energia (che è nell’ordine di grandezza del consumo vero italiano). Supponiamo inoltre che siano offerti dai produttori:
400 GWh di idroelettrico, al costo di 10 M€/GWh
400 GWh fra eolico e solare, al costo di 20 M€/GWh
~~400~~ 150 GWh di gas, al costo di 600 M€/GWh
Grazie dello spiegone.
Ti ho corretto l’esempio, visto che siamo in affanno col gas.
A questo punto piu’ che un tetto al prezzo (che dipende anche dalla volonta’ del venditore) non sarebbe meglio un tetto ai consumi?
Ma quindi se è una legge di mercato, come si fa staccare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, come propongono ad esempio in Germania?
Non entro nel merito del fatto se il sistema a prezzo marginale va bene o non va bene, quello che voglio far notare è che nei sistemi pay as bid, dove ogni operatore fa la sua offerta e vende il suo kWh al prezzo che decide lui, comunque tenderà a fare un prezzo il più vicino possibile a quello dell’ultima centrale più costosa che entra nel mercato, perché appunto, non rischia di rimanere fuori mercato e con gli strumenti predittivi che ci sono ora sui consumi (con una precisione notevole), gli operatori sanno con una buona approssimazione quale è questo prezzo, quindi il risparmio per il consumatore difficilmente sarebbe sostanziale
Epperò mettiamo pure di disancorare le rinnovabili dall’effetto di trascinamento del gas, ok.
Ma la quantità di energia da rinnovabili sarà probabilmente di molto inferiore alla quantità da gas, vado ad intuito seppure senza prove.
Dunque ci sarà sempre una quota che dovrà essere coperta dal gas. Se questa quota è importante, magari i fornitori di gas potrebbero rivedere un poco a ribasso i prezzi, ma sapendo che comunque la loro domanda è abbastanza inelastica, non credo ci sarebbe considerevoli diminuzioni.
Ok qualcosa è meglio di niente, ma potrebbe non essere abbastanza.
Questi stanno ancora a farsi le pippe con la concorrenza e il mercato quando dovremmo preparaci a un periodo di forte tensione, passando a un sistema “di guerra”, come quello della guerra fredda.
Questo meccanismo ha senso se io devo accaparrarmi i 1000GWh per forza. Se avessi un limite di prezzo per il quale non mi conviene più rialzare (accettando di razionare) si potrebbe tornare alle aste normali.
Un’altra cosa che mi è venuta in mente: tutti odiano l’idea del razionamento, ma se è fatto bene è molto più equo del rialzo dei prezzi: con prezzi alti senza limite di quantità i poveri hanno zero, con prezzi più bassi ma razionamento i ricchi hanno di meno. Si può fare anche una cosa graduale con un costo interno progressivo
Il fatto che Draghi voglia porre un tetto al prezzo che i membri dell’EU avrebbero voluto pagare per il gas russo sarebbe quindi da porre in relazione a questo meccanismo? Praticamente, sarebbe un modo per lavorare all’interno delle stesse regole, ma con il prezzo di riferimento abbassato?
Nell’articolo non è specificato.
>È evidente che per coprire tutti i 1000 GWh di domanda, gli acquirenti dovranno comprare anche del gas. Tutti però vorrebbero prima accaparrarsi idroelettrico, eolico e solare, visto che costano molto meno. Se vanno all’asta, però, a ciascun compratore conviene sempre rialzare fino a raggiungere il prezzo del gas. Di conseguenza, in un mercato di questo genere, tutta l’energia viene venduta al prezzo di quella più costosa.
La tua descrizione è corretta ma mi sembra un po’ fuorviante. Poichè c’è un compratore unico (Terna, la rete elettrica nazionale) l’asta è al ribasso da parte dei produttori. Terna riceve tutte le offerte dei produttori e accetta solo quelle più basse, pur col vincolo di dover soddisfare la domanda, e come hai detto tu tutti vengono pagati al prezzo più alto accettato.
Ovviamente questo richiede sempre di far produrre le centrali a gas che in questo momento hanno avuto un enorme rialzo dei prezzi.
Rimane comunque che tutti i produttori a gas sono incentivati a ridurre per che possono le loro offerte per non rischiare di rimanere tagliati fuori.
Solo io sono (in parte) felice che queste crisi stiano facendo muovere il culo all’Europa e puntare a politiche comuni anziché far litigare i vari stati a chi c’è l’ha più lungo? Peccato che noi comuni mortali cittadini europei dobbiamo piangere sangue tra crisi, guerre e pandemie per vedere il vecchio continente fare politiche di miglioramento comune.
In risposta all’ ultimo paragrafo: va bene, ma ora non è che ci possiamo crocifiggere per far andare bene le rinnovabili. Possiamo sempre tornare a com’era prima dopo (e SE) la situazione dovesse tornare normale.
Ah tanto l’Europa si scioglie e ci sarà la versione europea delle guerre Jugoslave
Sono 10 milioni al GWh?
Interessante, ma perchè l’energia deve essere venduta all’asta? Se fosse venduta “normalmente” si ripristinerebbe il principio della concorrenza e queste storture non accadrebbero.
Assurdo, si dovrebbe comprare l’energia dal generatore più economico.
> Una prima misura di cui si discuterà sicuramente alla riunione del 9 settembre, come confermato anche dal governo della Repubblica Ceca, sarà un tetto massimo al prezzo che i paesi dell’Unione Europea sono disposti a pagare per acquistare gas naturale dalla Russia. È una proposta che circola da mesi e che è stata promossa in ambito europeo soprattutto dal presidente del Consiglio uscente, Mario Draghi.
Dalla RUSSIA il GAS non deve essere acquistato. Non c’è margine di discussione con uno stato canaglia.
Questo è il capitalismo, ovvero la libertà di rubare a molti.
Pensassero urgentemente a legiferare anche sui pagamenti corrisposti ai piccoli produttori, che si vedono remunerato il FV sul tetto con i prezzi dell’anno scorso.
Trovo abbastanza preoccupante come discutiate di roba di una certa complessità, con questa naturalezza. La probabilità di generare convinzioni spazzatura in sè stessi e negli altri è elevata a piacere.