Cosa vuol dire slegare il prezzo del gas da quello dell’energia elettrica – Il Post

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  1. In pratica nel sistema attuale il prezzo dell’energia elettrica non dipende dalla fonte usata per ottenerla, ma in ogni momento è lo stesso per tutti, ed è determinato dall’ultima centrale elettrica usata per generarla, seguendo l’ordine di merito. L’ordine di merito è determinato dai costi marginali, e in alto ci sono le fonti rinnovabili, le ultime sono quelle a combustibili fossili.

    Il risultato è che **il prezzo finale dell’energia,** che varia ogni mezz’ora tenendo conto dell’offerta complessiva e della fascia oraria, **è quello dell’energia prodotta con il gas**.

    Questo meccanismo aveva senso quando è stato introdotto, ma nella situazione attuale è dannoso e ci sono proposte per cambiarlo, in modo che l’utente possa effettivamente determinare quale tipo di energia comprare.

  2. >sembra attualmente quella più semplice da applicare

    Se una ristrutturazione dell’intero mercato energetico è la soluzione più semplice non oso immaginare le altre, se in teoria sarebbe semplice mettere un tetto ai guadagni di un’azienda privata in pratica la vedo molto più complicata

  3. >Se finora lo sfruttamento delle fonti rinnovabili era incentivato dai maggiori margini di guadagno, in un nuovo sistema disaccoppiato potrebbe essere favorito dalla possibilità, per i produttori di energia eolica e solare, di proporre ai consumatori finali prezzi più bassi:

    Questa ipotesi mi sembra abbastanza surreale.

    Perchè mai i produttori di energia “green” dovrebbero rinunciare spontaneamente ai loro profitti?

    Se l’energia da altre fonti costasse 10 (per dire) nella migliore delle ipotesi la venderebbero a 9,99, ben sapendo che a quel prezzo comunque riuscirebbero a venderla tutta.

    Non si può ragionare come se l’energia prodotta dalla fonte X fosse un bene diverso da quella prodotta dalla fonte Y…

  4. Direi che per calmierare il prezzo dell’energia è fondamentale. Non si può più paragonare l’energia prodotta con altri mezzi a una che costa 600 volte tanto. Specie con l’andamento di produzione che c’è ora.

  5. Incollo qua un mio vecchio commento:

    Non entro nel merito del fatto se il sistema a prezzo marginale va bene o non va bene, quello che voglio far notare è che nei sistemi pay as bid, dove ogni operatore fa la sua offerta e vende il suo kWh al prezzo che decide lui, comunque tenderà a fare un prezzo il più vicino possibile a quello dell’ultima centrale più costosa che entra nel mercato, perché appunto, non rischia di rimanere fuori mercato e con gli strumenti predittivi che ci sono ora sui consumi (con una precisione notevole), gli operatori sanno con una buona approssimazione quale è questo prezzo, quindi il risparmio per il consumatore difficilmente sarebbe sostanziale.

    Questo discorso naturalmente prescinde da eventuali calmieramenti

  6. Non credo che l’articolo chiarisca particolarmente bene la proposta. Anzi, penso che crei più confusione che altro nella testa delle persone, o addirittura è sbagliato pensando ai contratti interamente Green.

  7. Domanda personale, ma che potrebbe essere utile ad altri…

    Io non ho allacciato gas a casa, uso tutto elettrico. Dal 2020 ho un contratto energia elettrica con prezzo fissato per tre anni che prevede solo energia da fonti rinnovabili. Adesso smetto di flexare: come funziona nel mio caso che sono tutte rinnovabili? Cioè, come viene effettivamente fatto per poter dire che è tutta energia da fonti rinnovabili? E cosa succede se, appunto, il prezzo viene slegato, nello specifico caso di chi ha un contratto con mix di fonti 100% rinnovabili?

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