Gazprom: domani non riapriranno i gasdotti per la Germania. Chiusura a tempo indeterminato

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  1. La compagnia russa Gazprom annuncia la chiusura indeterminata di North Stream 1, il principale gasdotto europeo, a causa di uno guasto a una turbina. Cosa ne pensate? La Russia ha schierato la sua carta vincente o questa mossa gli si ritorcerà contro?

  2. Le conseguenze per i paesi europei sono ovvie, ma la Russia può permettersi di non ricevere “a tempo indeterminato” gli introiti del gas? Di certo nel breve periodo non può costruire dei gasdotti verso l’Asia e vendere lì il proprio gas.

  3. Pressioni sulla Germania per rompere il fronte UE. Si sapeva che è l’anello debole.
    Vediamo se la Germania adotta la linea dura o va nel panico (propendo per quest’ultima).

  4. immagino che la soluzione proposta sia il ns2, ci sta ognuno gioca le sue armi in una guerra economica/energetica… che vinca il piu’ testardo.

  5. Ci sta, ma è odioso quanto la russia continui a mentire quando è ovvio l’intento. Che senso ha dire che il problema è una turbina del gasdotto? Di semplicemente che in risposta alle sanzioni, la russia ha deciso di chiudere il gasdotto. Mi pare che gliene freghi proprio nulla che ormai la loro parola vale zero.

  6. Sarebbe buffo se non riuscissero a ripararlo a causa delle sanzioni, i jingoisti italiani sarebbero tutti in armi perché Putin ci ricatta, quando in realtà ce lo saremmo provocati da soli

  7. È tardi. Domani farò un commento più elaborato.

    La Russia ora come ora rappresenta circa il 10% dell’import di gas sia per l’Italia che la Germania, sostanzialmente i due paesi “core” più esposti.

    Il che vuol dire che sul mix energetico complessivo pesa circa per il 4-5%, se applichiamo quanto comunicato da GME nell’ultima settimana per l’Italia anche alla Germania.

    Risultati raggiunti in qualche mese.

    Nel frattempo sono tornati online svariati reattori nucleari francesi, e il consumo complessivo di gas nella maggior parte dei paesi europei è, secondo ultime statistiche IEA, diminuito di quasi il 20% solo a Maggio.

    Forse voglio solo illudere me stesso, ma non la vedo così magra.

    Certo, alla Russia oramai non rimane da giocare più nulla. Davvero vuole ridursi ad essere lo schiavo di Cina e India? Perché sia chiaro, quest’ultimi non hanno la benché minima intenzione di giocare “pulito”.

  8. Alleluja. Che vada a vendere il gas in Cina se ci riesce. Ah non ha i gasdotti? Che peccato, che bruci lui e il suo gas inutilizzato.

  9. È una mossa purtroppo molto efficace. La narrativa sui media (ma anche su questo sub) è tutta concentrata su *”riusciremo a sopportate il freddo senza gas russo?”* come se quello delle case più fredde fosse quello l’unico reale problema.

    Per carità, il riscaldamento delle nostre case è importante. Oggettivamente avremo problemi in quel senso, e saranno (per chi non potrà permettersi il costo maggiorato delle bollette) critici. Ma il problema principale, quello tanto grosso da aver zittito già da mesi le voci su sanzioni economiche *veramente* brutali alla Russia da parte dell’Unione è il manifatturiero.

    *TUTTO* quello che produciamo usa ad un certo punto del processo di produzione gas russo. Cemento, metallo, resine, vetro, automotive, *qualsiasi cosa* fatta in Europa ha bisogno di molto gas per saltar fuori dai siti produttivi. Con NS1 chiuso quel gas deve arrivare da altre parti, con costo maggiorato (solitamente di parecchio).

    Con costi maggiorati di parecchio le aziende incominceranno ad avere problemi. Con quei problemi l’Unione andrà ancora di più ad affossarsi in una spirale recessiva. Con la recessione i cittadini soffriranno, ed il comparto industriale e quello dei servizi perderanno competitività, know how e mercato. E con quella perdita una volta usciti dalla recessione le industrie europee saranno ancora meno competitive.

    Questa roba non è ovviamente automatica – non è l’unico outcome della chiusura del NS1. Ma è evidentemente lo spauracchio che Putin agita di fronte all’Unione per farci fare un passo indietro. Vedremo come reagirà la politica europea…e soprattutto quella italiana, terzo contributore economico dell’Uniome. Il *”dovremo mettere due maglioni questo inverno?”* è, sinceramente, il minore dei problemi

  10. Non credo esista qualcosa di più ridicolo e scontato della Russia. Fanno ancora sti giochetti delle finte casualità quando chiunque sapeva che non avrebbero riaperto dopo i finti lavori che hanno usato come pretesto?. Ma questo sono davvero convinti di prendere per il culo il mondo?

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