https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/09/07/scontro-falchi-colombe-la-bce-pronta-al-rialzo-jumbo_1c270069-f7a3-4c4a-a970-79f74585af08.html

Per una spiegazione su cosa sono i tassi base BCE e che dinamiche impattano, rimando a questo mio thread di giugno, quando la BCE alzo i tassi di 25 punti: https://www.reddit.com/r/italy/comments/va5dby/la_bce_alza_i_tassi_e_interrompe_lacquisto_di/

Al momento si parla (nel senso che gli investitori si posizionano in base a questa aspettativa) di un maxi-rialzo: 75 punti a settembre, 50 a ottobre, più che raddoppiando le attese di giugno.

Per l’eurozona, un rialzo dei tassi così importante significa una probabile recessione, o comunque un appesentimento di quella già prevista in arrivo. I tassi alti rendono più difficile aver credito per gli investimenti, quindi disincentivando a investire portano a una contrazione della domanda, che infatti è proprio il loro obiettivo: se la domanda cala, vuole la teoria, devono calare anche i prezzi, aiutando a contenere l’inflazione che invece è la crescita dei prezzi. Inoltre, un rafforzamento dell’euro (che diventa una valuta più attraente a seguito dell’aumento dei tassi) rende meno costose le importazioni, e quindi può aiutare a rendere più affrontabile l’acquisto dei prodotti energetici che trainano l’inflazione.

Per l’Italia la situazione è più complicata: oltre alla recessione, che bene non ci fa, un rialzo dei tassi può portare a un aumento del costo del debito. A breve termine l’impatto può essere contenuto (aumenta il costo del debito contratto da qui in avanti, non del pregresso), ma se la cosa rimane sostenuta per anni si può rischiare una situazione di non sostenibilità.

Contro tale evenienza, in seno alla BCE si è negoziato il cosidetto [scudo anti-spread](https://www.lavoce.info/archives/96350/scudo-anti-spread-bisognera-meritarselo/), nome proprio Transmission Protection Instrument: uno strumento pre-autorizzato (non c’è bisogno di un ulteriore voto) con cui il consiglio direttivo può procedere all’acquisto di titoli di stato, senza limiti di quantità e con durata massima 10 anni, in caso di stress eccessivo sul suo debito pubblico. Lo scudo però ha condizioni stringenti, richieste dai “falchi” in seno alla BCE che volevano evitare una garanzia incondizionata da parte della banca centrale: il paese beneficiario non deve essere oggetto di procedura per deficit eccessivo, né per squilibri macroeconomici, e deve sottomettersi a un piano per rendere sostenibile il suo debito concordato con BCE, Commissione Europea, MES e FMI.

7 comments
  1. Personalmente temo che per noi in particolare stia per arrivare una mazzata micidiale. È vero che alzare i tassi combatte l’inflazione, ma visto l’enorme shock esogeno sui mercati (caos delle filiere produttive post-covid, costo degli energetici tenuto alto da guerra e sanzioni) non sono sicuro che abbia il suo pieno effetto: rischiamo di trovarci con una combo di recessione, inflazione e aumento del costo del debito.

    I pochi margini di manovra finanziari che avevamo ce li siamo sparati tutti nelle crisi degli ultimi anni: già per uscire dalla crisi Covid dobbiamo fare affidamento sui fondi europei, se si verificasse di nuovo una crisi di grandi dimensioni potremmo essere costretti a concordare un piano di sostegno come quelli già intrapresi a suo tempo da Spagna, Portogallo, Irlanda, per non parlare della Grecia.

    È vero che l’Italia è decisamente too big to fail nel contesto europeo, ma questo non impedirebbe però un piano di consolidamento finanziario molto duro dal punto di vista sociale.

    Per non offrire solo pars destruens, la mia principale idea alternativa è di mettere sotto tutela emergenziale il mercato dell’energia elettrica a livello europeo, sospendendo il meccanismo della formazione del prezzo marginale e corrispondendo invece a ciascun operatore solo i propri costi, portando quindi il prezzo dell’energia al costo medio invece che a quello marginale.

  2. Sull’ultimo punto, secondo me, ci si gioca l’Europa. Quanto possono essere “tranquilli” i tedeschi, data anche la loro situazione energetica, ad un approccio simile? Magari proprio in favore dell’Italia?

  3. Queste richieste dei “falchi” come tu li chiami non sono ingiustificate però.

    Per quanto ancora continueremo a indebitarci senza fare ciò che va fatto? Va bene essere TooBigToFail ma ad un certo punto dobbiamo scendere a patti con la realtà.

    Tutti vorremmo sconfiggere la povertà ma è ora che gli italiani capiscano che non si può fare per decreto. Prima o poi questi 30-40 anni di spesa pubblica folle li dovremo pagare che ci piaccia o no.

  4. Considerando che avremo già una pesante recessione dovuta ai prezzi sul gas (che non sono influenzati dai tassi) non so se sia la scelta giusta.

    Per me già solo il prezzo del gas avrebbe disincentivato i consumi, quindi mi aspetto che se aumentano i tassi per lo meno aiutino fronte gas altrimenti non capisco come farà la gente normale

  5. Il problema del debito italiano non si risolverà mai con le misure da austerità. L’unico risultato sarebbe quello di annichilire ulteriormente il tessuto industriale italiano svendendolo alle potenze europee in cambio di un piccola sommetta del tutto inutile allo scopo.

    L’unico modo sono gli eurobond o la collettivizzazione del debito, ma non sono certo io a dovervi rivelare il fatto che non li attueranno mai.

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