A volte capita che non mi viene in mente una parola da usare e quindi la mia mente improvvisa facendo affidamento alla sonorità delle lettere messe assieme. Per dire, una volta per descrivere [i capelli di Celine Dion nella copertina di questo suo album](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/2/25/TC1CDversion.jpg) li ho definiti “sfloscianti”, che non esiste nel dizionario.

Avete parole inventate anche voi?

(Se tra di voi c’è il bambino che ha inventato petaloso, non essere timido e fatti avanti.)

44 comments
  1. Continuamente, tipo come quella volta che sono arrivato a definire cose fatte ad minchiam “*scazzabubbolanti* ”

    Edit: oppure quando si parla di misure in micron non definite precisamente entrano in gioco ***i cazzesimi*** (di millimetro di solito)

  2. Il bello della lingua italiana (e di molte altre lingue in realtà) è che è estremamente “produttiva”. Ovvero, abbiamo delle regole implicite che ci permettono di inventare parole che hanno già di per sé un senso, anche se nessuno le ha mai pronunciate o scritte prima.

    Un esempio classimo sono gli -ismi: “Berlusconismo” p.e. non esisteva, ma quando il primo giornalista ha scritto/pronunciato questa parola per la prima volta, il significato era trasparente a tutti, non c’è bisogno di spiegarlo. O l’ormai celeberrimo “petaloso”.

    A volte invece sono processi più che altro basati sul suono o sulla radice della parola. A naso, p.e., il tuo esempio “sflosciante” usa la radice di “floscio” (qualcosa di morbido, senza una consistenza rigida), col suffisso -ante del participio. Dato il giusto contesto non è difficile capire cosa va a significare.

    NB: non sono un linguista né un esperto di quella affascinante branca della scienza, ma qualcosa l’ho studiato ai tempi

  3. Cioffame – le vettovaglie pronte su una tavola imbandita.
    Es. “Alla vista di tutto quel cioffame gli venne l’acquolina in bocca”

  4. Quando in planetaria aggiungi il mascarpone all’uovo e zucchero montati e inizia a farsi la crema con quell’effetto di panna che monta, mi piace dire che “fraglia” quando fa quelle ondine.
    FRAGLIARE

  5. Scrotopalla, per me è qualsiasi cosa il cui nome non mi viene in mente in quel momento.

  6. Ogni tanto usavo “esperienzare”, per dire “fare un’esperienza”.

    e.g.

    È una cosa che va esperienzata prima o poi!

  7. Troppe per contarle. Io e la mia dolce metà facciamo intenzionalmente alla lingua italiana cose di cui poi ci vergogniamo – ma si ride!

  8. Mettere la s davanti alle parole per invertirle:

    “Quindi sconfermi?”, “questa è proprio una sbazza” (qua c’è un annidamento, bazza è bolognese e indica un affare, una cosa buona), “hai completamente scentrato (letto s-centrato) il punto”, “devo dirti che sei proprio uno sgenio” e così via.

    Ovviamente tutte parole inventate in contesti amichevoli e informali o pronunciate con un sorriso come per sottolineare la consapevolezza della scorrettezza ma voler essere simpatico

  9. Se conto le parole create usando radici inglesi, russe, greche e ceche, potrei fare un piccolo dizionario.

  10. Il pallano è la mia versione del perineo

    mi piace molto perché assomiglia a parole greche come palladio ma la derivazione è… beh è quel che è

  11. Quando ero ancora molto principiante nella lingua dicevo sceglieroso, perché non sapevo come si traducesse “choosey” in Italiano.

  12. I banghi sono i fuochi d’artificio, ma è più facile e veloce da dire. L’ha inventato la mia ragazza da piccola e ora lo usiamo anche nella nostra famiglia

  13. Da piccolo dicevo “si mongoflette” quando qualcuno assumeva pose strane sedendosi o mentre era sdraiato a terra. Ora ogni tanto mi esce che qualcuno si sta fumando una spionsa, ma non sono sicuro se in realtà me la sono inventata o l’ho sentita in giro.

  14. Una volta ho coniato OGGI MATTINA per indicare una cosa che avevo fatto la mattina del giorno corrente.

    D’altronde esistono DOMANI MATTINA e IERI MATTINA

  15. Spesso uso la parola **contentone/a** perché ha un effetto ironico/allegro e dà l’idea di essere più di “contento” ma meno di “contentissimo”.

    Non l’ho inventato io però, bensì la mia professoressa di italiano alle superiori (colpo di scena), che lo usava alla stessa maniera; a me piaceva e ho iniziato ad usarlo anche io.

  16. Negli ospedali della Lombardia non è raro sentire dire dai medici che devono *sissare* le lettere di dimissioni.

    La carta SISS é una tessera del personale medico che serve per la firma digitale dei documenti sanitari, per la prescrizione dei farmaci su ricetta dematerializzata.

  17. ‘REBUSCIATO’

    ‘SCIACANNATO’

    ‘SCAFAZZATO’

    Tutti termini di mia invetiva per definire gentaglia di quartiere.

    ES: tossico sciacannato, rebusciato di cantina etc etc

  18. Non è una nuova parola ma da bambini una amichetto ha ribattezzato la condensa che si forma d’inverno sul vetro della macchina “la panna”

    Gli avevano detto che il vetro era appannato

  19. Una volta stavo parlando del flusso temporale di qualche cazzata tipo un gioco o un film, e ho detto “il flusso temporale si è svrangugnato” intendendo “contorto e avvolto su sé stesso”

  20. In casa mia si usa “pisquipio” per indicare accessori meccanici, elettrici o anche pulsanti e bottoni di dubbia utilità o di uso complicato.

    Tipo “la mia nuova auto è piena di pisquipi… Non ci capisco nulla!”.

  21. Come spagnolo in Italia facevo un uso odierno abbastanza creativo dell’italiano, e dopo quel episodio con la parola ‘petaloso’ mi sentì totalmente legittimato ad esserlo.

    Adattavo parole spagnole (e.g. l’uso di ‘finde’ per ‘fine settimana’) o “capendo” a modo mio certa essenza dell’italiano lo reinventavo (e.g. relativo ad ‘investire’ come ad essere investito da una macchina avevo un verbo tipo ‘strompare’ o qualcosa di simile… mi usciva dal cuore)

  22. Ormai ho adottato il termine “loffitá” per definire l’essere sbadati.

    “Oggi sono proprio loffo” = “oggi sono sbadato”.
    “Un mio punto debole? La loffitá” = “Essere sbadato è la mia quintessenza”

  23. Una che usano tutti i miei amici: uapper (uappo e rapper) per indicare rocco hunt e altri rapper neomelodici

  24. Mio figlio di 6 anni si è inventato “parlucchiare” per quando qualcuno chiacchiera fitto fitto e a bassa voce.

  25. Ho spesso la cosa di cambiare genere alle parole (la maggior parte da femminile a maschile), viene fuori il birro, il drogo (o i droghini per le pasticche e i medicinali), il mostro (da la mostra, tipo d’arte)

    Quando c’è da indicare una cosa molto piccola, dico epsilon, ma questa non è farina del mio sacco (è una cosa legata all’analisi matematica), o “piccolo epsilon”

    Frullato a pizza/di pizza è invece un modo per dire che una cosa è stata fatta a muzzo

    Amiciziare nel senso ovvio di fare amicizia

    “Ti terrepiattisco” come sinonimo di “ti rintrono di botte”

  26. Una volta mi è sfuggita la parola “privacità” per riferirmi alla privacy durante un mio corso d’italiano. Il prof mi aveva corretto e affermato che l’italiano aveva adottato la parola in inglese. D’allora in poi, avevo capito il sacco di parole prestate dall’inglese che ci sono.

    Poi mi sono reso conto che esiste la parola riservatezza che comporta in significato simile. Chiamatemi obsoleto se volete, ma ogni volta che uso la vostra lingua cerco di non usare anglicismi quanto possibile. Un saluto a tutti!

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