The Curious Afterlife of a Fascist Utopia

11 comments
  1. “IN THE 1930S, THE ITALIAN village of Tresigallo was the site of an extraordinary experiment. Wide avenues, tall buildings, grand squares, stadiums, hotels, restaurants, sanatoriums, gyms, and factories were constructed, transforming this impoverished village of 500 inhabitants into a “utopian city” which could be replicated across Fascist Italy.

    But these weren’t just hastily built prefab structures; they were works of astonishing beauty, blending the metaphysical dreamscapes of Italian artist Giorgio de Chirico with the latest trends in modernism to create an urban environment quite unlike anywhere else.”

  2. Non è un paese completo ma di esempi del genere ce ne sono altri, tipo la città giardino a Roma nel quartiere Montesacro

  3. Il ventennio è stato ovviamente un periodo negativo, ma anche l’ultimo periodo in cui in Italia si è costruito con un criterio, con un disegno, una filosofia dietro ogni colata di cemento che faceva parte di un piano.

    L’urbanistica è una delle scienze più sottovalutate, eppure ha un impatto enorme sulla nostra vita.

  4. the average casermone popolare degli anni ’70 fan vs the average urbanistica littoria programmatica con i paesini a forma di M enjoyer

  5. Abito a 10 minuti da quel paese, ci ho messo 2/3 anni a capire perchè fosse definita “la città metafisica”, perchè oltre alla scritta Campo Sportivo con font fascista non c’era molto che lo facesse intendere

  6. Abito a 10 minuti da Tresigallo, e la conosco abbastanza bene. È un paese che fu completamente ristrutturato dall’allora politico Rossoni, e la strada statale che la collega a Fe prende il nome da lui (rossonia). Oltre alla porta del campo sportivo in caratteri molto “italici”, anche la piazza principale con il colonnato, la biblioteca chiamata “casa della cultura” e la piazza a forma di D, sono segno della sua epoca. Non si puó comunque dire che sia un paese fatto male nè brutto, ma al giorno d’oggi è un posto normalissimo, non è affatto quel posto “segreto” o “dimenticato” che si legge su alcuni articoli. Solo un normale paese emiliano di circa 5mila abitanti, con un paio di locali e normali attività.

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