Spesso nel sub ci si lamenta dell’Italia, della qualità del lavoro ecc.
Qui ci troviamo al ribaltamento dove alla fine il lavoro c’è ma si preferisce evitarlo ma non per via del RdC. La questione è che:
L’80% dei vincitori proviene da 5 regioni del sud, il restante 20% da tutte le altre.
Oltre al fatto che con i decreti emergenza in molti hanno partecipato a dei concorsi per più ruoli e quindi possono scegliere.
La questione è che siccome sono del sud e i posti sono al nord non gli conviene spostarsi per via del costo della vita e quindi preferiscono essere pagati meno ma rimanere in zona.
Un po come oggi al TG (si lo so chi li guarda più visto che sono spesso incompleti di notizie più importanti) si parlava dei 26000~ partecipanti al concorso per 1000~ operatori ecologici, a Napoli (compresi laureati).
Mi ricorda un po come nei film degli anni del boom economico spesso i poliziotti o altre forze dell’ordine fossero tutti del sud per motivi diversi.
Chi fa i concorsi pubblici spesso è proprio chi non si vuole spostare e ha un’età alta. I giovani disposti a trasferirsi sono già a soffrire a milano dal giorno dopo la laurea
È una questione complicata, secondo me.
Da un lato è vero che gli stipendi dei dipendenti pubblici (nelle P.A. locali) sono piuttosto bassi se rapportati col prezzo della vita in alcune zone d’Italia (penso soprattutto al Nord) e, forse, avrebbe senso pensare di aumentarli per far fronte a un costo della vita tendenzialmente più alto che nel resto del paese e per far fronte alle eventuali difficoltà derivanti dal dover affrontare un trasferimento. Questa, però, è un’idea poco realizzabile perché lo stipendio uguale dappertutto era volto ad evitare che si creassero discrepanze al servizio delle amministrazioni pubbliche.
Dall’altro, però, va anche detto che (a fronte di una serie di vantaggi non economici) il lavoro nelle P.A. non è rimunerativamente attraente. Ho ex compagni di università e master che, lavorando nel privato, hanno uno stipendio entry level che è superiore al mio nell’ordine dei 200 € minimo. Anche il sistema degli scatti di anzianità non è così immediato perché le riforme fatte per regolarli si basano su meccanismi legati ad una serie di valutazioni sia sulla produttività, sia su altri fattori e il rischio è quello di avere persone che prima di passare di livello (con conseguente aumento salariale) restano bloccate al C1 (un entry level) anche per una decina di anni. Se a questo aggiungiamo il fatto che i CCNL del pubblico impiego siano aggiornati sempre con ampio ritardo e che le risorse messe a disposizione dei Comuni sono state sempre più ridotte negli ultimi anni (e, a cascata, vengono ridotte le risorse che possono essere usate per far avere scatti di livello ai dipendenti), si possono spiegare le scelte di chi rinuncia al pubblico impiego nonostante abbia vinto il concorso perché non conviene.
Dal sud andare al nord a lavorare nel comune di Stocazzago sull’Adda e dopo 5 anni chiedere e sperare nel trasferimento vicino casa.
A parte le discussioni spicciole io per ogni concorso che ho fatto ho sempre fatto una ricerca sul CCNL, sul costo della vita in città e simili e da questo prendo la decisione di spendere 10€ di tassa di concorso e di non studiare perché so che 1380€ (+tredicesima) al mese a Milano faccio la fame. Sembra che fare un concorso sia diventato uno sport.
Ma la domandona è: perchè a uno di Napoli/Bari/Catania/Sarcazzo è permesso iscriversi a un concorso pubblico letteralmente al lato opposto del paese? Un minimo di logica e fare queste cose a livello provinciale/regionale/regionale limitrofo è così difficile? Lo chiedo seriamente, perchè a me la soluzione sembra di una ovvietà disarmante, ma evidentemente, se le cose non le fanno così, ci dev’essere un motivo altrettanto ovvio che però mi sfugge
EDIT: eeee la sagra del non capire una cippa nei commenti, ragazzi non cambiate mai!
Il problema non è il costo di trasferirsi al nord, il problema è il costo di trasferirsi in generale e se ne vale la pena per il lavoro in questione.
Il costo della vita in varie zone del nord non è poi così alto (Piemonte per esempio, o campagne emiliane o venete). Il punto è che è abbastanza insensato trasferirsi a 300 o 600 km di distanza per 1200 netti al mese. Allora tanto vale rimanere a casa propria e fare il barista.
Già io faccio fatica a capire chi si sposta a Milano per fare il programmatore a 1700 netti al mese, figuriamoci chi dovrebbe andare a timbrare le carte a Vercelli.
Apriamo insieme il grande diario dello stupore:
È di ieri la notizia che un vincitore del concorso da primario di ortopedia per l’ospedale di Locri si sia rifiutato.
Il giornalista intervistava uno sconsolato presidente di regione e delle infervorate signore che non si capacitavano del perché.
Non so, la butto lì, sarà perché ci sono stati più di un ventennio di guerra civile tra famiglie mafiose?
Chissà come mai i concorsi li vincono sempre i soliti noti in Italia, col risultato che l’amministrazione al nord è piena di fancazzisti. Servono più poteri alle regioni.
[removed]
Io non capisco un paio di cose:
* fare un concorso ha dei costi e richiede un impegno. Perché partecipare se poi sai che rifiuterai?
* se decidi di trasferirti, perché non ti trovi un posto nel privato, che paga meglio e dà più prospettive di carriera?
Trasferirsi magari da Napoli a Brembate sulla cappella puó risultare una scelta non facile.
ciao
da terrone trasferito al nord per lavorare in una P.A. (comune) di grandi dimensioni come cat.D profilo tecnico posso dirvi quale è il problema più grande
– ho iniziato a lavorare nel 2019 (e si lavora. non come qunado ero consulente nel privato, per carità, ma si lavora. forse nei comuni piccoli è diverso)
– Da allora promesse e promesse di rinnovo contratto, aumenti e bonus vari, ma (salvo qualche straordinario) il mio stipendio non è aumentato di un €
– fine
se all’inizio ero euforico per il ‘posto fisso’, più vado avanti e più sono spaventato dalla staticità a livello contrattuale. Stiamo facendo la muffa, letteralmente.
È la versione nel pubblico impiego dei non riusciamo a trovare lavoratori aiuto!!!!
Ma per quali lavori?
un grosso problema è sicuramente che gli stipendi statali sono uguali dalla Sicilia all’Alto Adige, ma nella prima con 1300€ puoi camparci, nella seconda fai la fame
Slightly OT: ho partecipato al concorso INL per gli ispettori area informatica pubblicato a Marzo e svoltosi a Luglio e ho superato lo scritto. Quando orientativamente pubblicheranno le graduatorie?
Avete un po’ tutti centrato il problema, ma vi manca il pezzo finale. Da una manciata di anni a questa parte quasi tutti i concorsi sono riservati a laureati con specifiche professionalità, anche parecchio avanzate.
Il problema è che la PA non sa/non può essere competitiva sul piano remunerativo come un privato, dove il tuo stipendio volendo te concordi, anche semplicemente una maggiorazione.
Nel pubblico ti attacchi al flauto, entri con un inquadramento e tendenzialmente con quello ci muori.
A meno che non hai parenti illustri, ma se li hai difficilmente passi per i concorsi pubblici.
A questo ci sommi, come giustamente molti notano, il fatto che spostarsi ha un costo e spesso alla fine il gioco non vale la candela.
Ma la parte più bella della storia è che così facendo i selezionati per meriti e titoli rinunciano spianando quindi la strada a tutti quelli meno qualificati. E ciò genera dei capolavori assoluti, tipo l’ultimo concorso per i superesperti sul PNRR.
Posto fisso? Monotonia di mansioni e stipendio statico.
Anche come funzionario, ad esempio, in ingresso prendi sempre stipendi miseri in confronto a quello che possono offrirti aziende private.
Conviene prendersi il postofisso, fare la fame fuori sede mangiando polenta e fagioli per 5 anni in monolocali ammuffiti da 1k mensili o stanze singole in strutture religiose, dopodiché chiedere trasferimento dove lo stipendio pubblico vale qualcosa e si può creare una famiglia.
Boh ho notato questa cosa anche nel privato, tutto contento avevo accettato un lavoro su Roma per uno stipendio con cui qui avrei fatto la panza grossa, a Roma tra affitti e spese rimanevo con 50€ scarsi in saccoccia.
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Spesso nel sub ci si lamenta dell’Italia, della qualità del lavoro ecc.
Qui ci troviamo al ribaltamento dove alla fine il lavoro c’è ma si preferisce evitarlo ma non per via del RdC. La questione è che:
L’80% dei vincitori proviene da 5 regioni del sud, il restante 20% da tutte le altre.
Oltre al fatto che con i decreti emergenza in molti hanno partecipato a dei concorsi per più ruoli e quindi possono scegliere.
La questione è che siccome sono del sud e i posti sono al nord non gli conviene spostarsi per via del costo della vita e quindi preferiscono essere pagati meno ma rimanere in zona.
Un po come oggi al TG (si lo so chi li guarda più visto che sono spesso incompleti di notizie più importanti) si parlava dei 26000~ partecipanti al concorso per 1000~ operatori ecologici, a Napoli (compresi laureati).
Mi ricorda un po come nei film degli anni del boom economico spesso i poliziotti o altre forze dell’ordine fossero tutti del sud per motivi diversi.
Chi fa i concorsi pubblici spesso è proprio chi non si vuole spostare e ha un’età alta. I giovani disposti a trasferirsi sono già a soffrire a milano dal giorno dopo la laurea
È una questione complicata, secondo me.
Da un lato è vero che gli stipendi dei dipendenti pubblici (nelle P.A. locali) sono piuttosto bassi se rapportati col prezzo della vita in alcune zone d’Italia (penso soprattutto al Nord) e, forse, avrebbe senso pensare di aumentarli per far fronte a un costo della vita tendenzialmente più alto che nel resto del paese e per far fronte alle eventuali difficoltà derivanti dal dover affrontare un trasferimento. Questa, però, è un’idea poco realizzabile perché lo stipendio uguale dappertutto era volto ad evitare che si creassero discrepanze al servizio delle amministrazioni pubbliche.
Dall’altro, però, va anche detto che (a fronte di una serie di vantaggi non economici) il lavoro nelle P.A. non è rimunerativamente attraente. Ho ex compagni di università e master che, lavorando nel privato, hanno uno stipendio entry level che è superiore al mio nell’ordine dei 200 € minimo. Anche il sistema degli scatti di anzianità non è così immediato perché le riforme fatte per regolarli si basano su meccanismi legati ad una serie di valutazioni sia sulla produttività, sia su altri fattori e il rischio è quello di avere persone che prima di passare di livello (con conseguente aumento salariale) restano bloccate al C1 (un entry level) anche per una decina di anni. Se a questo aggiungiamo il fatto che i CCNL del pubblico impiego siano aggiornati sempre con ampio ritardo e che le risorse messe a disposizione dei Comuni sono state sempre più ridotte negli ultimi anni (e, a cascata, vengono ridotte le risorse che possono essere usate per far avere scatti di livello ai dipendenti), si possono spiegare le scelte di chi rinuncia al pubblico impiego nonostante abbia vinto il concorso perché non conviene.
Dal sud andare al nord a lavorare nel comune di Stocazzago sull’Adda e dopo 5 anni chiedere e sperare nel trasferimento vicino casa.
A parte le discussioni spicciole io per ogni concorso che ho fatto ho sempre fatto una ricerca sul CCNL, sul costo della vita in città e simili e da questo prendo la decisione di spendere 10€ di tassa di concorso e di non studiare perché so che 1380€ (+tredicesima) al mese a Milano faccio la fame. Sembra che fare un concorso sia diventato uno sport.
Ma la domandona è: perchè a uno di Napoli/Bari/Catania/Sarcazzo è permesso iscriversi a un concorso pubblico letteralmente al lato opposto del paese? Un minimo di logica e fare queste cose a livello provinciale/regionale/regionale limitrofo è così difficile? Lo chiedo seriamente, perchè a me la soluzione sembra di una ovvietà disarmante, ma evidentemente, se le cose non le fanno così, ci dev’essere un motivo altrettanto ovvio che però mi sfugge
EDIT: eeee la sagra del non capire una cippa nei commenti, ragazzi non cambiate mai!
Il problema non è il costo di trasferirsi al nord, il problema è il costo di trasferirsi in generale e se ne vale la pena per il lavoro in questione.
Il costo della vita in varie zone del nord non è poi così alto (Piemonte per esempio, o campagne emiliane o venete). Il punto è che è abbastanza insensato trasferirsi a 300 o 600 km di distanza per 1200 netti al mese. Allora tanto vale rimanere a casa propria e fare il barista.
Già io faccio fatica a capire chi si sposta a Milano per fare il programmatore a 1700 netti al mese, figuriamoci chi dovrebbe andare a timbrare le carte a Vercelli.
Apriamo insieme il grande diario dello stupore:
È di ieri la notizia che un vincitore del concorso da primario di ortopedia per l’ospedale di Locri si sia rifiutato.
Il giornalista intervistava uno sconsolato presidente di regione e delle infervorate signore che non si capacitavano del perché.
Non so, la butto lì, sarà perché ci sono stati più di un ventennio di guerra civile tra famiglie mafiose?
Chissà come mai i concorsi li vincono sempre i soliti noti in Italia, col risultato che l’amministrazione al nord è piena di fancazzisti. Servono più poteri alle regioni.
[removed]
Io non capisco un paio di cose:
* fare un concorso ha dei costi e richiede un impegno. Perché partecipare se poi sai che rifiuterai?
* se decidi di trasferirti, perché non ti trovi un posto nel privato, che paga meglio e dà più prospettive di carriera?
Trasferirsi magari da Napoli a Brembate sulla cappella puó risultare una scelta non facile.
ciao
da terrone trasferito al nord per lavorare in una P.A. (comune) di grandi dimensioni come cat.D profilo tecnico posso dirvi quale è il problema più grande
– ho iniziato a lavorare nel 2019 (e si lavora. non come qunado ero consulente nel privato, per carità, ma si lavora. forse nei comuni piccoli è diverso)
– Da allora promesse e promesse di rinnovo contratto, aumenti e bonus vari, ma (salvo qualche straordinario) il mio stipendio non è aumentato di un €
– fine
se all’inizio ero euforico per il ‘posto fisso’, più vado avanti e più sono spaventato dalla staticità a livello contrattuale. Stiamo facendo la muffa, letteralmente.
È la versione nel pubblico impiego dei non riusciamo a trovare lavoratori aiuto!!!!
Ma per quali lavori?
un grosso problema è sicuramente che gli stipendi statali sono uguali dalla Sicilia all’Alto Adige, ma nella prima con 1300€ puoi camparci, nella seconda fai la fame
Slightly OT: ho partecipato al concorso INL per gli ispettori area informatica pubblicato a Marzo e svoltosi a Luglio e ho superato lo scritto. Quando orientativamente pubblicheranno le graduatorie?
Avete un po’ tutti centrato il problema, ma vi manca il pezzo finale. Da una manciata di anni a questa parte quasi tutti i concorsi sono riservati a laureati con specifiche professionalità, anche parecchio avanzate.
Il problema è che la PA non sa/non può essere competitiva sul piano remunerativo come un privato, dove il tuo stipendio volendo te concordi, anche semplicemente una maggiorazione.
Nel pubblico ti attacchi al flauto, entri con un inquadramento e tendenzialmente con quello ci muori.
A meno che non hai parenti illustri, ma se li hai difficilmente passi per i concorsi pubblici.
A questo ci sommi, come giustamente molti notano, il fatto che spostarsi ha un costo e spesso alla fine il gioco non vale la candela.
Ma la parte più bella della storia è che così facendo i selezionati per meriti e titoli rinunciano spianando quindi la strada a tutti quelli meno qualificati. E ciò genera dei capolavori assoluti, tipo l’ultimo concorso per i superesperti sul PNRR.
Posto fisso? Monotonia di mansioni e stipendio statico.
Anche come funzionario, ad esempio, in ingresso prendi sempre stipendi miseri in confronto a quello che possono offrirti aziende private.
Conviene prendersi il postofisso, fare la fame fuori sede mangiando polenta e fagioli per 5 anni in monolocali ammuffiti da 1k mensili o stanze singole in strutture religiose, dopodiché chiedere trasferimento dove lo stipendio pubblico vale qualcosa e si può creare una famiglia.
Boh ho notato questa cosa anche nel privato, tutto contento avevo accettato un lavoro su Roma per uno stipendio con cui qui avrei fatto la panza grossa, a Roma tra affitti e spese rimanevo con 50€ scarsi in saccoccia.