*Ovvero: la volta che la NASA fece versare qualche lacrimuccia e ci vinse pure un Emmy Award.*

Chi cinque anni fa seguì in diretta la conclusione della missione della sonda [Cassini](https://it.wikipedia.org/wiki/Missione_spaziale_Cassini-Huygens) sa perché gli appassionati di esplorazione spaziale ricordano con affetto quei momenti: ci fu pathos, sacrificio, commozione e gratitudine. Non proprio roba che associ a un mucchietto di sensori montati su una struttura di alluminio e alimentati a plutonio, mi rendo conto. Eppure…

# La missione Cassini-Huygens

La missione fu una di quelle grosse. Grossa anche per gli standard del **JPL** che ha sviluppato la fetta preponderante delle missioni verso i confini del sistema solare. Le sonde **Voyager** di cui [abbiamo già parlato](https://www.reddit.com/r/italy/comments/x68i2q/45_anni_fa_la_partenza_della_sonda_voyager_1/) con i loro passaggi vicino ai pianeti esterni avevano mostrato dettagli fino ad allora inimmaginabili su questi sistemi e le loro lune. Ma le Voyager si erano limitate a fugaci occhiate, servivano quindi missioni di lunga durata per studiarli meglio.

Nel 1989 la travagliata sonda **Galileo** fece rotta verso **Giove** e, anche se non ne parleremo qui, sappiate che la sua sorte fu analoga al Grand Finale di Cassini (senti come monta il pathos!)

Il 15 ottobre 1997 fu invece il turno della ancor più ambiziosa **Cassini-Huygens**, con obiettivo **Saturno**. Il viaggio verso uno dei giganti gassosi non è banale, specie se si vuole entrare nella sua orbita. Per farlo Cassini-Huygens venne spedita verso **Venere** (già, pure alla NASA hanno problemi a orientarsi, si direbbe) per sfruttare con un paio di fly-by l’effetto fionda gravitazionale; la nuova traiettoria l’ha poi portata a ulteriori passaggi ravvicinati con la **Terra**, **Giove** e infine nel 2004 ha finalmente raggiunto Saturno posizionandosi nella sua orbita.

Negli anni seguenti, con una serie di manovre, la sonda ha potuto osservare Saturno, i suoi anelli e le numerose lune che lo circondano.

La quantità e qualità dei dati raccolti in quasi 20 anni di operatività (oltre 13 attorno a Saturno) è monumentale. Senza dilungarsi troppo sul pianeta stesso e sulla struttura degli anelli, ricordiamo la scoperta che la luna **Encelado** ha una tenue atmosfera di vapore acqueo, emette geyser ghiacciati e che sotto l’intera superficie ghiacciata si estende un oceano di acqua allo stato liquido. Anche l’osservazione di **Febe** ha portato a formulare l’ipotesi che sotto la sua superficie potrebbe essere presente ghiaccio, e poi c’è **Titano**…

# La sonda europea Huygens

Con un’atmosfera molto densa, Titano era tra gli obiettivi principali della missione. Anni di osservazioni hanno portato a concludere che sulla superficie sono presenti laghi di idrocarburi, compresi numerosi composti organici (roba fatta di carbonio e un po’ di altri atomi, non vuol dire che sia vivo) anche complessi come gli idrocarburi policiclici aromatici.

L’esplorazione di Titano raggiunse il suo punto più alto il 14 gennaio 2005, quando la sonda Huygens si separò da Cassini e iniziò la sua discesa verso la superficie del satellite.

Sviluppata dalla francese Aérospatiale (all’epoca parte di Thales Alenia Space, ora penso sia confluita in Airbus Group), la sonda Huygens fu un progetto molto ambizioso portato avanti dall’Agenzia Spaziale Europea, con ampio contributo sia economico che tecnologico da parte dell’Agenzia Spaziale Italiana che se ben ricordo vi investì almeno 150 milioni di euro dell’epoca.

Lo sforzo europeo fu tale da avere un peso non indifferente nel salvare l’intera missione, quando il congresso americano iniziò a valutare un possibile annullamento di Cassini.

Pur con qualche sbavatura tecnica anche Huygens fu un grande successo: primo (e tutt’ora più distante, penso) atterraggio mai effettuato su un corpo del sistema solare esterno, la sua mezza dozzina di strumenti continuarono a trasmettere molti minuti più del previsto portando risultati importanti e le prime immagini dalla superficie di una [luna non terrestre](https://it.wikipedia.org/wiki/Huygens_(sonda_spaziale)).

# Il Grand Finale di Cassini

20 anni sono tanti, per una sonda che ha fatto un bel po’ di manovre tra anelli e lune. Il carburante scarseggiava e si doveva decidere come procedere.

A pesare c’era anche e soprattutto la consapevolezza che Titano ed Encelado sono ambienti potenzialmente adatti alla vita. Se infatti Huygens era pensata fin dall’inizio per atterrare e rimanere su un corpo celeste lo stesso non si può dire per Cassini, che nell’impatto avrebbe rilasciato tutta una serie di sostanze (e forse anche residui di organismi viventi terrestri) andando a interferire con l’ambiente esistente e a compromettere future esplorazioni. Con così tanti satelliti e corpi negli anelli il sistema di Saturno è un ambiente molto complesso: non si poteva lasciare il destino della sonda al caso.

Si valutarono molte opzioni e, con spirito pragmatico, si optò per la soluzione più sicura e che al tempo stesso avrebbe portato più risultati scientifici.

E allora via! Un ultimo saluto a Titano, ultime 22 orbite tra gli anelli e poi un tuffo nell’atmosfera di Saturno, fino a diventare tutt’uno con il gigante gassoso. Sempre lottando per mantenersi stabile in un ambiente ogni secondo più turbolento, sempre inviando dati fino all’ultimo istante. Dati preziosi, ancora oggi oggetto di studi.

Per presentare quest’ultima missione la NASA produsse molto materiale, e dovreste davvero spendere 3 minuti e 40 secondi per [guardare questo video](https://www.youtube.com/watch?v=xrGAQCq9BMU) – sì, ci hanno davvero vinto un Emmy Award. Con merito.

Io ve l’avevo detto che c’era pathos.

# Curiosità e approfondimenti

Se pensate che una conclusione del genere sia semplice sotto un qualsivoglia aspetto, considerate che la decisione di procedere in tal modo avvenne dopo ampie analisi e vari tira e molla col congresso per l’estensione dei finanziamenti già nel 2014, tre anni prima della messa in opera. Il Grand Finale vero e proprio iniziò infatti il 26 aprile 2017 e la missione si concluse il 15 settembre dello stesso anno.

Usando tutte le informazioni ottenute fino a quel punto, quando si decise di procedere con la missione Grand Finale si calcolò fino a quando si sarebbero potuti ricevere dati dalla sonda mentre si addentrava nell’atmosfera. Bene, quei calcoli sbagliarono di appena 30 secondi (grazie Cassini per quei 30 secondi in più!)

Lo sapevate che il **19 luglio 2013** fu [il giorno in cui la Terra sorrise](http://thedaytheearthsmiled.com/)? Era una delle date in cui Cassini avrebbe ripreso Saturno durante un’eclissi di Sole e sarebbe stata visibile anche la Terra (ovviamente poco più che un puntino sbiadito). In previsione di questo evento si invitò tutti a uscire di casa, guardare il cielo e sorridere, così da poter dire guardando [il risultato finale](https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Giorno_in_cui_la_Terra_sorrise) *”ehi, in quel puntino ci sono anch’io!”*.

Qualche link:

* pagina NASA sulla missione: https://solarsystem.nasa.gov/missions/cassini/overview/
* pagina dell’ESA: https://www.esa.int/Science_Exploration/Space_Science/Cassini-Huygens/Cassini-Huygens_mission_facts

5 comments
  1. Post molto interessante, grazie.

    Ho visto il video, e ho una domanda stupidissima (cioè da ignorante in materia quale sono): quelle poche immagini finali con il POV della sonda poco prima di disintegtarsi sono basate su immagini reali o sono completamente CGI?

  2. Tra il grand finale di Cassini e il completamento della missione del rover ‘Oppy’ Opportunity, ammetto che una lacrimuccia o due l’ho versata.

  3. Sono, nel mio piccolo, un astrofilo dilettante. La missione Cassini ha accompagnato la mia vita: l’ho vista partire quando ero alle medie, negli anni della Hale Bopp e della Hyakutake. A quel tempo, ancora si compravano le riviste cartacee di astronomia, le mappe e le torcie con la luce rossa. Il Giorno del Gran Finale ero a lavoro, adulto, e la Cassini era oramai una leggenda. Forse, in prospettiva futura, la missione sondistica più importante della storia.

    La “sceneggiatura” del video è davvero scritta bene, commovente.

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