Test di Medicina 2022: in graduatoria con 33,8. Boom di «bocciati», la metà non passa il test- Corriere.it

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  1. Solo la metà dei 60mila aspiranti medici è riuscita ad accaparrarsi un punteggio superiore al 20, soglia minima, meramente necessaria per comparire in graduatoria e concorrere per i 15mila posti; l’altra metà “bocciata” a priori, mai un numero così alto.

    Prima dell’uscita della graduatoria anonima, come al solito, tra le consuete sterili polemiche sul numero chiuso, non poteva mancare il totoscommesse sul punteggio minimo, da parte delle varie comunity di corsisti incentrate alla preparazione al test.

    Ci si aspettava che il punteggio minimo oscillasse tra il 43 e il 39, qualcuno azzardava un audace 45.

    Con grande stupore generale il punteggio minimo è attorno al 33, (secondo gli ultimi calcoli non 33,8 ma 33,4 ) dando nuova speranza a molti.

    A cosa si deve il calo e il boom di bocciati? Probabilmente ad un test nuovo, più scientifico e meritocratico che lascia meno spazio alla fortuna, o forse il motivo va anche ricercato nell’effetto negativo della pandemia sull’istruzione?

    Nel mentre la frase “mancano i medici”, ormai uno slogan, è sulla bocca di tutti, politici e gente comune.
    Ma nella marea dei cosiddetti “camici grigi”, non tutti sanno che quelli che in realtà mancano sono i medici specializzati, ma solo in alcune specializzazioni da sempre note come più gravose.
    L’aumento delle borse non sembra risolvere il problema, il 50% delle borse per Medicina d’Urgenza rimane inassegnato

  2. Trovo difficile immaginare che la pandemia non abbia influito sulla qualità della preparazione di chi si affaccia oggi all’università.

    Nonostante questo, e pur rendendomi conto che i ragazzi non ne hanno colpe, penso che questi test abbiano comunque un’utilità, quantomeno nel far comprendere che per accedere a un tale corso di studi c’è una barriera d’ingresso e che da li in poi può solo andare “peggio” come impegno richiesto.

  3. Ora, immaginatevi esseri curati da persone che non fanno venti alla prima prova decente della loro vita.
    Questo è aprire medicina a tutti.

  4. A mio avviso mettere una soglia minima per entrare ha poco senso.

    Il test di ingresso viene fatto per selezionare, quando la richiesta è elevata, un numero di studenti preciso in base ai posti disponibili. Fai eseguire il test, stili una graduatoria e peschi fino al raggiungimento del numero di posti disponibile.

    Nel momento in cui si imposta un punteggio minimo il rischio è di non riempire tutti i posti disponibili vanificando totalmente l’intenzione del test di ingresso.

    Per diversi anni nella mia facoltà di architettura c’erano 110 posti disponibili e non sono mai stati riempiti tutti, vuoi perchè la domanda era inferiore ma anche perchè alcuni sono stati esclusi a causa del punteggio minimo.

    Poi devono essersene resi conto e hanno tolto la soglia minima, mi pare da quest’anno.

    Per medicina non è il caso di quest’anno. I posti sono 15k e sono passati in 30k

  5. Mia sorella ha fatto 32.7, secondo voi è dentro? Con lo scorrimento immagino

    Perché altrimenti tocca pagare iscrizione per altra Uni.. non capisco perché ormai li facciano così tardi i test di medicina

  6. Sono un medico, da interno al sistema, il vero problema sono avvocati, persone con la denuncia facile e legislazione ridicola in merito. Io piuttosto che fare il cardiochirurgo o l’anestesista mi faccio un anno o due di guardie mediche e continuo a provare per medicina termale. Vi basti guardare i punteggi minimi delle varie specialità, dermatologia in cima(~90) insieme a medicina termale (~80), chirurgia toracica (~30) invece è una specialità di serie C, per fare il nutrizionista invece hai bisogno di un punteggio doppio(~60), e non parliamo di anestesia in cui un paio di anni fa sono entrati con 16, a emergenza con 17. Non lamentatevi per il sistema terrorista che avete contribuito a creare nella medicina moderna, che tanti danni sta creando all’Italia, dalla carenza in specialità chiave, alla creazione di batteri resistenti a tutto, agli immensi costi e liste di attesa per esami radiologici. Quello che deve cambiare è la legge, non il sistema sanitario. Questo per carenze specifiche. Per carenza generale, di nuovo l’idiozia di politici acchiappavoti con la necessità di accontentare genitori convinti che il loro ignorante rampollo debba fare il medico per forza, spingendo per la creazione di tanti medici inutili con un imbuto formativo post laurea enorme e carenza di specialisti, con centinaia di migliaia di euro buttati per la creazione di medici disoccupati/espatriati. Questo per fortuna sta migliorando.

  7. Il problema è che alle superiori non esiste un percorso dedicato alla preparazione dei test universitari. C’è una minoranza di persone lungimiranti che cominciano a prepararsi dal quarto anno.

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