Grado di istruzione per età in Italia, 2020

26 comments
  1. per vari motivi stavo guardando le statistiche sui titoli di studio in Italia, e mi è parso interessante condividere questi dati. Quello che mi ha stupito non è tanto la percentuale di lauree (che li aspettavo) quanto la percentuale di elementari/medie anche tra i nati tra 80 e 90.

    Guardando questi dati ci sono appunto un po’ di cose che mi aspettavo e altre meno, tipo perché in nord Italia le professionali sono così gettonate e nel resto d’Italia no?

    edit ho mantenuto la divisione nord/centro sud perchè mi sembrava interessante, spero che questi non porti il thread a diventare un cagaio

  2. Vorrei mostrare questo grafico a tutti i boomer che amano ripetere come “ormai la laurea la danno a tutti” e “non c’è più chi vuole imparare un mestiere”

  3. E da qua credo si capisca molto bene perché per una buona fetta di persone identificabili come boomer, in cui ricadono gran parte dei datori di lavoro anche, la laurea è vista come una perdita di tempo, lasciando perdere i gradi di istruzione più elevati. Se un misero 15% di loro è laureato, e 1/3 circa ha il diploma, come possono capire chi ha investito anni di studio per voler fare innovazione e ricerca?

    Pensavo fossero numeri un po’ più alti anche ad età più avanzate per i titoli di studio dal diploma in su, non di molto ma insomma.

  4. Scusate ma nessuno parla del fatto che **metà degli over-65 non ha nemmeno la terza media**?

    Ora capisco perché il centro destra va così forte…

    P.S. se siete di destra e siete anche intellettualmente onesti allora non potete negare che ora i partiti destra sono così alti anche grazie al voto massiccio dei boomer (c’è chi vuole il ritorno di Berlusconi, chi odia gli immigrati e vota Salvini, ci sono i nostalgici…).

    È normale che poi i partiti fanno proposte e campagne elettorali dirette a quel tipo di pubblico senza terza media

  5. Pazzesco che ci siano così tanti ragazzi nella fascia 20-24 con appena la licenza media, l’abbandono scolastico è una piaga che va spinta sotto il 10%.

  6. Siamo nel 2022, l’ISTAT potrebbe disaccoppiare “laurea e post laurea” nelle varie componenti, dottorati inclusi.

  7. Ma anziché unire dottorati a triennali e licei a scuole da 4 anni e dimenticarsi degli ITS non si possono usare i livelli EQF?

  8. il fatto che solo il 30% della gente della mia età (fascia 25-29) abbia una laurea mi fa rendere conto di quanto io viva in una bolla. non mi viene in mente neanche un mio coetaneo con cui io interagisca regolarmente o anche occasionalmente che non sia laureato. wtf

  9. Questo la dice lunga sulla qualità della scuola e degli educatori in generale negli ultimi 15-20 anni.

    N.B. Anche i genitori contano come educatori

    Altra nota, il fatto che le statistiche siano abbastanza simili in tutta Italia paradossalmente mi rincuora.

  10. Molto interessante come le qualifiche professionali “tirino” molto più al Nord che al Centro-Sud.

    È un peccato, sono figure altamente richieste che hanno spesso accesso ad un’ottima retribuzione e sicurezza lavorativa, soprattutto se specializzate.

  11. L’obbligo allo studio esiste ma sembra che sia trattato un po’ come il pagamento del bollo, non credo gli assistenti sociali siano abbastanza da forzare le famiglie a mandare i figli a scuola.

    Solitamente come anche scritto sopra alle medie / superiori hai in classe degli idioti che lasceranno, fanno solo casino, bullizzano e infine vengono bocciati e poi lasciano.
    I professori molte volte non segnalano il fatto che questi probabilmente hanno una situazione familiare difficile perché non sono davvero obbligati, poi ci sono i professori che se ne sbattono del tutto eh va beh.
    Non c’è un vero controllo su quanto bene i professori operino nel pubblico e questo è male.

    All’ultima classe delle medie si è costretti a scegliere un indirizzo che probabilmente avrà un impatto fortissimo sulla vita futura, a volte lo scegli tu a volte lo fanno i genitori, molte persone valide che ho conosciuto hanno cannato scelta o i genitori li hanno forzati a scegliere qualcosa non per loro, non è facile poi cambiare.
    Oltre al casino della scelta c’è il fatto che almeno qui dove vivo io che i professionali sono un posto dove butti la gente che non ha voglia di fare nulla ma è obbligata ad andare a scuola per qualche motivo stessa cosa per artistico ed alberghiero.

    Dai dati, si nota come la distribuzione dei livelli di istruzione sia più bassa con l’aumentare della fascia di età(esclusa la prima fascia), stigmatizzano sempre i boomer, ma non credo sia orribile lavorare presto, avessero offerto a me un lavoro a 16 anni come programmatore avrei accettato al volo e bye bye liceo inutile.

    Ultimo punto università, io ho esperienza in Italia (lasciai alls fine in 2 università), UK e US.
    Io paragono la laurea in US/UK vs quella in Italia come uno sprint di 100 metri VS una maratona.
    In UK/US non ti puoi fermare ne fallire gli esami più di una o due volte, in Italia a volte li riprovi 8 volte quindi ti laurei in 10 anni.
    In Italia fai la materia per un semestre o 2 e poi hai l’esame, con il professore che a volte lo fa impossibile o non gli va di farti passare e poi ciliegina sulla torta l’orale.
    Fuori, avevo assignments per ogni capitolo e poi esame finale (solo crocette) i voti degli assignments valevano e avevano un peso quanto l’esame finale quindi è di gran lunga più (facile?) Pragmatico.
    Poi per esperienza mia lavoravo in Italia e i baroni dell’università mi rallentavano invece che aiutarmi, altra gente che conosco in altre regioni mi raccontava su per giù la stessa esperienza, tutto questo ha peso sui dati dei laureati.

    Comunque i dati sono molto interessanti, grazie OP.

  12. Se sto leggendo correttamente, **il grado di istruzione migliora di anno in anno**. Quindi è molto positivo per noi italiani. Posso sperare che qualcuno mi pagherà la pensione.

    Altra cosa strana, ma nemmeno tanto. Il **centro è piu istruito del nord**. Qui al nord, molti giovani che vogliono andare all’università inculati da una certa mentalità contadina e si ritrovano genitori che dicono “Pagatela da solo” ai loro figli. La cosa assurda che pure negli stessi padovani, che hanno un’universita vicina e i figli non devono pagare l’affitto, alcuni genitori si rifiutano di pagargli l’università

  13. Onestamente il basso numero di laureati non mi stupisce ma nemmeno preoccupa più di tanto. Che senso ha far laureare tutti? Avrebbe più senso fosse un’istruzione di eccellenza, invece che “la nuova maturità”, così che si passino anni e anni in più sui libri per poi trovarsi a 25 anni senza un soldo, e a fare lavori dove la laurea assolutamente non serve. Penso ai tantissimi laureati in economia, si trova lavoro easy ma la maggior parte verranno assorbiti da posizioni dove la laurea assolutamente non serve, infatti basta vedere negli uffici/in banca e gli over 50 sono quelli che una volta erano “i ragionieri” (poi vedi ora un itc e la preparazione fa ridere in confronto ad un liceo), mentre i neoassunti hanno le loro belle e faticate lauree magistrali in management, erasmus e stage semestrali per finire a fare il contabile.

    Terribile invece il dato di persone che non hanno nemmeno la maturità fra i 50enni, sono tantissimi

  14. I bracket 15-19 e 20-24 sono proprio inutili quando si considera la percentuale di questi che ancora devono finire gli studi

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