Exclusive: Italy and Intel pick Veneto as preferred region for new chip plant

33 comments
  1. Alla fine è stato scelto il Veneto come regione per la costruzione della nuova fabbrica Intel. Si farà in provincia di Verona, per comodità d’accesso alle infrastrutture e vicinanza alla Germania.

    Spero che sia solo una delle prime aziende del settore che sposta almeno parte della produzione in Italia/Europa.

  2. –SPRITZ INSIDE–

    Sono quasi commosso da tutta sta fiducia.

    Edit: se non fanno un sistema promozionale raffreddato a liquido arancio vivo meritano di fallire male.

  3. Occasione persa per creare un polo industriale al sud, come al solito noi dobbiamo restare a morire di fame

    Edit: fantastici i downvote dai veneti che sicuramente voteranno quelli che vogliono togliere il rdc perché la gente deve lavorare e poi fanno sì che qui non ci sia nient’altro che miseria e schiavitù

  4. Memorabile il bug della prima generazione prodotta nella fabbrica veneta, che causava un accesso errato alla memoria se più di un core cercava di calcolare 15 + 18

  5. Ricordo il mio professore universitario di geografia economica e politica che 5 anni fa ormai raccontava di come Verona avrebbe dovuto diventare un polo economico e logistico fondamentale a livello europeo per la sua connessione diretta con la Germania e l’Europa del nord ma anche con l’est e l’ovest europa. Che le sue previsioni si stiano avverando?

  6. >To boost domestic chipmaking, Rome is also in talks with French-Italian STMicroelectronics , Taiwan chipmakers MEMC Electronic Materials Inc and TSMC (2330.TW), and Israeli Tower Semiconductor (TSEM.TA), which Intel bought earlier this year.

    Sarebbe interessante creare un bel polo dei semiconduttori in Veneto. Mancherebbero solo un po’ di fabbriche di batterie per le auto elettriche.

  7. ora a Verona serve solo finire quel faticoso progetto di tram e creare nuove piste ciclabili

    perchè ragazzi, Verona è un inferno di macchine con una viabilità orribile

  8. I dissipatori a liquido AIO forniti da Intel utilizzeranno una miscela di prosecco, aperol e soda per garantire performance ottimali.

    Come al solito Intel darà un nome accattivante a questa nuova invenzione ma ancora non è noto al pubblico.

  9. Io: guarda quanti commenti, scommetto che si stanno scambiando commenti come “terroni scansafatiche” e “maledetti polentoni che ci rubano il lavoro e i soldi”

    Io 5 minuti dopo: vabbè, neanche finisco di leggere e chiudo

  10. Pearà inside
    Cmq si, la viabilità della fatal Verona é veramente una m3rda: ci ho girato per anni e le bestemmie tirate per i vari ritardi sono state innumerevoli.
    Padova a livello logistico, già solo x le tangenziali é molto più fruibile.

  11. A Vigasio in pieno ‘centro’ c’è una fontana con acqua gratuita e spesso c’è la fila di persone a fare rifornimento con taniche. Motivo: l’acqua è diuretica e pura (analisi fatte da tempo). Praticamente in loco non comprano acqua in pet da sempre. Fonte: sono della zona e ci passo davanti tutti i giorni. Super contento della news btw, CV pronto! PS il nuovo casello autostradale e rotonde varie: icing on the cake.

  12. Domanda ingenua: è plausibile pensare che questo fatto possa anche favorire l’apertura di centri di R&D Intel nei paraggi (chiaramente in un futuro lontano)?
    O solitamente la produzione è completamente slegata dalla ricerca e sviluppo?

  13. L’hanno preferita a Torino, quindi, era candidata nell’area ex Fiat di Corso Settembrini (Mirafiori).
    Peccato, Torino è snobbata veramente tanto

  14. Da terùn mi sento di dire alcune cose:
    -Verona dal punto di vista della geografia economica è in una situazione ottima: ha tipo uno degli interporti più grossi d’Italia se non d’Europa, è vicina tra l’altro a Padova dove c’è l’intero interporto gestito dal consorzio ZIP, è servita da ottime linee ferroviarie che conducono a centri finanziari e produttivi importanti in tempi ragionevoli (penso a Milano primo tra tutti), così come a Trieste e al suo porto (e ai porti veneti ovviamente), e poi è praticamente alle porte della Mitteleuropa-> vicina alle industrie tedesche (dove mi pare sia concentrata una parte del processo produttivo), questa è la cosa più importante al caso specifico, per rendere possibile questo collegamento poi entrano in gioco le infrastrutture, a noi mancano entrambe. In questo caso specifico era in gioco pure Torino, che ha infrastrutture e tradizione industriale, ma che comunque è più distante dalla Germania e dalle sue acciaierie. Va bene che teniamo il sole e la cucina buona ma non sono propriamente fattori utilizzabili in questo campo;
    -Ciò detto, il discorso va ampliato al fatto che il Sud non deve e non può continuare a non essere scelto usando ragioni vecchie di 300 anni, perché non ci sono possibilità per questo specifico caso, ma possono essercene per altri. Servono investimenti, e per esempio si sta andando nella direzione giusta con (finalmente) il collegamento AV tra Napoli e Bari (che son praticamente i due principali centri del Sud continentale, i quali per esperienza personale vi dico che solitamente interagivano raramente: questo vuol dire crescita), ma non ci si può fermare lì, perché le ferrovie non esistono, perché le autostrade sono in condizioni pessime, perché porti come Taranto o Gioia Tauro sono ottimi ma vanno collegati e modernizzati o rimangono ottime infrastrutture “in potenza”. Questa è la situazione sul continente, purtroppo non conosco la situazione in Sicilia.
    Riconosco anche il problema della criminalità organizzata che al Sud causa problemi di ogni tipo, però non pensate che non esista anche a nord dell’Abruzzo, anche a livello di amministrazioni, o ignoriamo i vari scandali di questo tipo? La verità è che quello è un deterrente fino a che hai gente disposta a farsi corrompere, quindi sì, può funzionare come ragione per non investire nel Sud, ma prima o poi va risolta o non se ne esce più.

    quindi boh, capisco la rabbia ma non insultatevi perché da un lato il norde qui non c’ha rubato nulla, non eravamo qualificati a prescindere, ma dall’altro assicuro gli amici nordici che forse guardare le cose dal punto di vista di quelli nati sotto Roma può portare a capire molte cose, e che i terroni non vivono “di sussidi statali” e basta

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