>La Germania è contro un tetto al prezzo del gas, non per “ragioni ideologiche”, ma perché è necessario “garantire la sicurezza degli approvvigionamenti” e con un tetto su tutte le importazioni “c’è un alto rischio che il Gnl vada verso l’Asia o altrove”, secondo fonti diplomatiche europee citate dall’agenzia Ansa in vista dell’Eurogruppo di lunedì. “Si è parlato tanto di un price cap sul gas dalla Russia sull’Ucraina: è una sanzione. Per questo sono aperto, se i Paesi dell’Europa sudorientale non temono carenze. Ho detto qui all’inizio della crisi che la Germania non è ancora pronta, abbiamo bisogno di un po’ di tempo.
Ci mancherebbe; tetti sui tavoli non ne ho mai visti.
Tutti europeisti con i soldi e gli interessi degli altri (?).
Va bene la situazione eccezionale, ma ciò fa capire che l’Unione necessità di riforme interne a se stessa (e che mettere in discussione alcuni punti non è essere “anti europeisti”)
Il tetto sul prezzo del gas è uno specchietto per le allodole. Fa credere alle persone che i governi e l’UE stiano facendo qualcosa, quando le azioni che risolverebbero il problema non vengono nemmeno prese in considerazione.
Un tetto sui prezzi europeo da solo non risolve comunque niente. C’è poco gas per tutti, i consumi devono scendere. Lasci i prezzi senza controllo e il gas sarà più costoso, sperando che la gente si metta ad usarne meno, se no sti cazzi dovranno pagare con i reni. Metti il tetto e la gente consumerà un fracasso di gas, ci deve spendere dei soldi o il governo o il fornitore, e arriverai alla fine comunque con il problema di dover limitarne l’uso, introducendo magari un limite ai consumi giornaliero. La seconda opzione semplicemente non funziona senza un limite, se no il gas finisce del tutto e bona. Introdurre questo limite su scala nazionale sarà un casino e di solito queste cose non finiscono bene.
Alla fine dei conti ogni paese dovrà vedere da sé come fare in base alla sua situazione individuale.
Secondo me una soluzione potrebbe essere quella di fare quello che ha appena fatto la Germania, a livello europeo:
Lasciare libero il prezzo (che scende da solo di conseguenza), mettere un tetto al prezzo “statale” (cioè lo stato paga la differenza) e mettere in campo uno strumento finanziario che vada sui mercati a finanziarsi per recuperare i fondi necessari allo stato per pagare questa differenza. Una specie di gas-bond.
Comunque vorrei ricordare a tutti che il prezzo del gas è deciso al TTF (Title Transfer Facility) che è un mercato virtuale per lo scambio del gas naturale con sede in Olanda ed è uno dei principali mercati di riferimento per lo scambio del gas in Europa. E le regole sono state dettate dall’Europa stessa.
Qualcuno ha interrotto i due gasdotti nord stream1/2, l’1 era capace di 27,5 miliardi di metri cubi all’anno; il gasdotto 2 sarebbe stato in grado di garantire un approvvigionamento di gas alla Germania tale da soddisfare buona parte del suo fabbisogno.
Quando hai ridotto gli approvvigionamenti in modo così drastico non c’è risparmio che tenga. Se metti il tetto al prezzo allora chi lo produce lo vende a qualcun altro. Se risparmi allora devi chiudere attività e fabbriche perché antieconomico.
Ci siamo avviati verso un declino che durerà decenni grazie agli autori dell’atto terroristico perpetrato in acque internazionali su infrastruttura di proprietà della Germania e della Russia.
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>La Germania è contro un tetto al prezzo del gas, non per “ragioni ideologiche”, ma perché è necessario “garantire la sicurezza degli approvvigionamenti” e con un tetto su tutte le importazioni “c’è un alto rischio che il Gnl vada verso l’Asia o altrove”, secondo fonti diplomatiche europee citate dall’agenzia Ansa in vista dell’Eurogruppo di lunedì. “Si è parlato tanto di un price cap sul gas dalla Russia sull’Ucraina: è una sanzione. Per questo sono aperto, se i Paesi dell’Europa sudorientale non temono carenze. Ho detto qui all’inizio della crisi che la Germania non è ancora pronta, abbiamo bisogno di un po’ di tempo.
Ci mancherebbe; tetti sui tavoli non ne ho mai visti.
Tutti europeisti con i soldi e gli interessi degli altri (?).
Va bene la situazione eccezionale, ma ciò fa capire che l’Unione necessità di riforme interne a se stessa (e che mettere in discussione alcuni punti non è essere “anti europeisti”)
Il tetto sul prezzo del gas è uno specchietto per le allodole. Fa credere alle persone che i governi e l’UE stiano facendo qualcosa, quando le azioni che risolverebbero il problema non vengono nemmeno prese in considerazione.
Un tetto sui prezzi europeo da solo non risolve comunque niente. C’è poco gas per tutti, i consumi devono scendere. Lasci i prezzi senza controllo e il gas sarà più costoso, sperando che la gente si metta ad usarne meno, se no sti cazzi dovranno pagare con i reni. Metti il tetto e la gente consumerà un fracasso di gas, ci deve spendere dei soldi o il governo o il fornitore, e arriverai alla fine comunque con il problema di dover limitarne l’uso, introducendo magari un limite ai consumi giornaliero. La seconda opzione semplicemente non funziona senza un limite, se no il gas finisce del tutto e bona. Introdurre questo limite su scala nazionale sarà un casino e di solito queste cose non finiscono bene.
Alla fine dei conti ogni paese dovrà vedere da sé come fare in base alla sua situazione individuale.
Secondo me una soluzione potrebbe essere quella di fare quello che ha appena fatto la Germania, a livello europeo:
Lasciare libero il prezzo (che scende da solo di conseguenza), mettere un tetto al prezzo “statale” (cioè lo stato paga la differenza) e mettere in campo uno strumento finanziario che vada sui mercati a finanziarsi per recuperare i fondi necessari allo stato per pagare questa differenza. Una specie di gas-bond.
Comunque vorrei ricordare a tutti che il prezzo del gas è deciso al TTF (Title Transfer Facility) che è un mercato virtuale per lo scambio del gas naturale con sede in Olanda ed è uno dei principali mercati di riferimento per lo scambio del gas in Europa. E le regole sono state dettate dall’Europa stessa.
Qualcuno ha interrotto i due gasdotti nord stream1/2, l’1 era capace di 27,5 miliardi di metri cubi all’anno; il gasdotto 2 sarebbe stato in grado di garantire un approvvigionamento di gas alla Germania tale da soddisfare buona parte del suo fabbisogno.
Quando hai ridotto gli approvvigionamenti in modo così drastico non c’è risparmio che tenga. Se metti il tetto al prezzo allora chi lo produce lo vende a qualcun altro. Se risparmi allora devi chiudere attività e fabbriche perché antieconomico.
Ci siamo avviati verso un declino che durerà decenni grazie agli autori dell’atto terroristico perpetrato in acque internazionali su infrastruttura di proprietà della Germania e della Russia.