Mezzo secolo e ancora detta legge l’orrore alla luce del giorno descritto da Lucio Fulci in Non si sevizia un paperino, quando il terrorista dei generi italiano mostrò la violenza che si nascondeva in provincia. Una pellicola scandalo nel 1972, ma che oggi rimane ancora attuale.

15 comments
  1. Si nota sin da subito la completa libertà artistica del regista da parte dei produttori, iniziando dala trama in sé passando anche per varie contaminazioni come l’esplosione di violenza dei cittadini sulla Maciara (roba da far mangiare le mani a Tarantino) o l’eros che suscita il personaggio della Bouchet che si mette in mostra di fronte a un bambino (sostituito nel body double da un nano, da cui poi Garrone ci fece un film ma questa è ben altra storia). Il soggetto scritto da Lucio Fulci e Roberto Gianviti (a cui si unirà poi in fase di stesura Gianfranco Clerici) è basato su un fatto reale avvenuto a Bitonto nel 1971 dove ci fu una serie di omicidi con bambini come vittime. [per altre curiosità vi rimando alla mia recensione](https://onceuponatimethecinema.blogspot.com/2017/11/non-si-sevizia-un-paperino-1972-lorrore.html)

  2. Per chi non comprende il titolo, cosa vi blocca? L’associazione della locuzione “terrorista dei generi” e dell’aggettivo “italiano” allo stesso sostantivo? Avevate problemi grossi a scuola? L’unico problema potrebbe essere usare “quando” e non “dove” per riferirsi al film, ma vista la successiva caratterizzazione temporale al l’intero titolo direi che è un problema minore.

  3. L’ho visto durante la quarantena quando ho fatto una maratona Fulci, però devo confessare che mi ha un po’ deluso. I suoi altri film, pur con qualche difetto di scrittura, più o meno demenziale, hanno un che di spontaneo, un misto di elementi paradossali e umorismo involontario che li rende molto divertenti anche a distanza di decenni. Questo invece purtroppo mi è sembrato un po’ afflitto dalla pretesa di fare chissà quale critica sociale, quella faccenda dei dialetti mi è parsa un po’ goffa come trovata. E soprattutto ho avuto l’impressione che col tentativo di prendersi troppo sul serio le scene di violenza così esplicite e allungate siano un po’ una specie di regalo fatto ai maniaci in sala, come per dire “non vi preoccupate, è un pippone corale di provincia con 10 dialetti e 50 personaggi, ma comunque venti minuti in cui viene pestata una donna ve la mettiamo, senno che siete venuti a fare”.

  4. La lettura del titolo mi ha fatto provare le stesse sensazioni che ho provato dopo la visione di Inland Empire di Lynch.

  5. Ci sono due tipi di utenti. Quelli che hanno visto il film, e quelli che non hanno capito il titolo

    Edit; ah e i bastian contrari “ma che siete scemi che non avete capito il titolo, guardate quanto sono brillante l’ho capito senza problemi 🤓”. Roba da meta-reddit

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