‘Ragazza italiana arrestata in Iran’, l’appello del papà

25 comments
  1. Io non riesco a spiegarmi come mai le persone si mettano in determinate situationi autonomamente, ci sono tanti posti piacevoli da visitare nel mondo e con uno stato di diritto, perche’ immolarsi in certi posti? ;o O forse sono solo io che sono noioso e non mi piace mettermi in situazioni di rischio

  2. >Sulla vicenda non si ha nessuna conferma ufficiale e il post del padre è stato poi rimosso dall’account dell’uomo, dopo essere stato più volte condiviso sul social.

    Questa cosa non l’ho mica capita

  3. Io in Iran non ci vado (almeno con questo regime di cani) anche se ne avrei possibilità e il desiderio. La situazione è chiara e non solo da quest’anno. Il regime arresta i turisti senza valide motivazioni, per scambiare carcerati dell’oligarchia nei paesi di provenienza del turista e io non ho tempo per spendere dieci anni della mia vita in una galera di merda e senza processo, per un picnic.

  4. Coem ha scritto qualcuno in precedenza:

    ” *L’adrenalina di questi vacanzieril la paga poi la Farnesina a spese di Pantalone* “.

  5. In genere il victim blaming non lo sopporto ma qui mi viene proprio da dire: in tutti i posti in cui poteva andare, proprio in Iran e proprio ora ci doveva andare?

  6. Se dicessi cosa penso di una ragazza che va in giro per il mondo a conoscere altri popoli per il piacere di farlo mi permabannerebbero dal sub.

    Dico solo due cose, la prima é che gli sia da lezione e smetta QUANTOMENO di andare in paesi a rischio, e la seconda che ne esca sana e salva.

  7. Ok che il regime iraniano è terribile, ma se vai in un luogo dove ci sono disordini lo fai a tuo rischio e pericolo. Anche a me piacerebbe andare in Mesopotamia, nel levante e nel medio oriente in generale, ma nella maggior parte dei casi non si tratta di paesi tranquillissimi, e dato che io ci tengo alla mia pelle vado da qualche altra parte. È inutile lamentarsi quando vai a cercartela

  8. Per carità, ovviamente dispiace, però cristo.. nel 2022 come si può non sapere quanto sia pericoloso un paese, soprattutto per le donne.

  9. >Alessia faceva un lungo ragionamento sulla situazione nel Paese spiegando che la “decisione più saggia” sarebbe quella di lasciare il Paese ma – scrive – “non riesco ad andarmene da qui, ora più che mai”. “E non lo faccio per sfidare la sorte – continua – ma perché anche io ora sono parte di tutto questo”

    Questo pezzo se lo sono perso tutti quanti…

  10. Mi ricorda l’ultima volta che abbiamo tirato fuori dalla merda una ragazza che era stata sequestrata da un gruppo di terroristi islamici. C’era perfino più odio diretto verso di lei che verso i terroristi.

    Che lei sia, o meno, responsabile di essersi trovata in un certo luogo ad un certo tempo opponendosi al buonsenso, ma anche per motivi ideologici e/o religiosi, non spetta allo stato italiano di decidere se sia o meno degna di essere salvata. E una cittadina nostra, ragazzi, di stato ne abbiamo soltanto uno. È l’unica cosa concreta che ci unisca. Se lo stato non interviene, non interviene nessuno, e così, di un tratto, nessuno di noi è o sarà mai sicuro all’estero.

    I motivi individuali non ci riguardano. Ci riguardano soltanto i nostri interessi comuni.

  11. Sarò cattivissimo ma se vado in una zona notoriamente instabile, in un periodo ancora più instabile. FORSE, e dico forse, il problema
    Non è l’Iran ma io che ci sono andata per i like di Instagram.
    Sono un grande viggiatore ma non farei mai la cazzata di andare in posti del genere durante conflitti o altro. Te la cerchi

  12. Commenti vergognosi, ma tipicamente italiani, di chi se la prende con la ragazza perché ha commesso l’errore di fare quello che voleva nel rispetto delle leggi -scritte- del paese che la “ospitava”.

  13. Nei commenti un sacco di utenti hanno scritto che l’Iran è un posto tranquillo.

    Lo stesso Paese dove assalirino un’ambasciata, dove se sei donna e senza il velo ti arrestano, dove vige sia le pena di morte che le punizioni corporali e per i diritti umani è 154º su 167 Paesi.

  14. Dalle informazioni a nostra disposizione è impossibile sapere se si trattasse di una scelta sconsiderata o se è una persona preparata che per una serie di circostanze si è trovata li.

    Mi sembra evidente che si trovasse li da luglio e mi pare lavorasse anche eppure continua i commenti “perché è andata li proprio adesso” “ “ma perché non se ne stanno a casa loro”.

    Vorrei ricordare che guidare era probabilmente più pericoloso dell’Iran fino a qualche settimana fa. Probabilmente ancora adesso.

    Guidare, fumare, avere un certo tipo di dieta.

    Se vale questo principio per i viaggi allora vale per tutto.

    Non dovremmo più uscire di casa.

  15. Mi dispiace molto per lei, ma qualunque cosa attiri l’attenzione sull’Iran è una cosa positiva.

    L’occidente può fare molto poco per aiutare i rivoluzionari in Iran, ma le seguenti cose aiutano:

    1. L’attenzione del mondo potrebbe limitare la risposta violenta del regime. Un conto è iniziare a sparare alla folla (cosa ancora non successa su larga scala) in segreto, un conto è sparare sulla folla mentre tutto il mondo libero parla di te.
    2. I ragazzi in Iran si sentono meno solo se vedono interesse nei media occidentali.
    3. Gli iraniani chiedono a gran voce che l’occidente sanzioni i famigliari dei potenti del regime che vivono in Europa e Nord America.

  16. Brutta storia, ma con i casini che ci sono in Iran adesso alle prime avvisaglie doveva andarsene. E’ rimasta per sua ideologia personale nonostante non appartenesse a quel popolo e non avesse subito l’oppressione per la quale ora si protesta – sua scelta che possiamo condividere o meno non è questo il punto. Si è andata a cercare delle grane e tirato il buonsenso nel secchio? Certamente.

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