L’Italia vista dagli stranieri su TikTok è bellissima e un po’ finta

19 comments
  1. Da parecchio tempo vedo post e video in cui l’Italia viene vista come paradiso bucolico e immune alla modernita’. Sono combattuto in questo, da un lato vedo il bello ovvero che e’ pubblicita’ gratis al mio Paese, dall’altro viene venduta un’esperienza stereotipata, che tra l’altro solo i piu’ abbienti possono permettersi. Voi che ne pensate?

  2. Credo valga un po’ per tutti i paesi, come guardare i film americani dove tutti diventano eroi e finiscono (quasi) sempre felici. O come pensare agli USA come ‘terra delle opportunità’.

    Poi nella realtà gran parte della popolazione non può neanche permettersi di andare in ospedale.

  3. Sembra quasi che i turisti postino roba da turisti. Non è che se faccio il filmino della vacanze vi faccio vedere le raffinerie di Porto Marghera.

  4. Stesso discorso, riferibile a noi, per il Giappone che viene visto come un paese incantato che sembra uscito da un medioevo fantastico misto a città iper-tecnologiche. La mitizzazione e stereotipizzazione di certi posti è naturale se non li abiti o non sono vicini alla tua realtà prossima

  5. Ah si la vita che fanno i miei colleghi dell’uni figli di papà, l’italia è il paese più bello del mondo quando hai i soldi

  6. >Kacie Rose Burns, la creator diventata famosa su TikTok per la sua serie sulle sorprese culturali, dice di pensarci spesso, prima di creare un contenuto per il suo account TikTok. «Ci sono posti in Italia in cui sono stata che non condividerò mai sui miei social media: piccoli, minuscoli paesi, gemme nascoste a cui non vorrei mai mancare di rispetto mandando lì migliaia di persone. Lo stesso vale per gli altri luoghi che visito, come ristoranti e negozi, anche se si trovano in una zona turistica: se voglio dedicare loro un video, chiedo ai proprietari se va bene. Dico loro che se ci faccio un video, otterranno molta visibilità. Se dicono che non la vogliono – ed è una cosa che è già successa – va benissimo. Non ci farò un post».

    Che tutto sommato tra i tik tokers c’è bravissima gente omesta, per quanto vengano derisi dalle persone. Il post de il post mi ha fatto solo migliorare l’opinione di alcuni/per quello che possano apparire dalla superficie. Unica opinione che il paragrafo non mi cambia è che questi tiktokers sono ricchi.

  7. Ne parlavo con degli amici un po’ di tempo fa, pare sia tornata molto l’idea di “Bella Italia” su tiktok, soprattutto sul versante americano. Decisamente un fenomeno interessante

  8. Un bell’articolo, pensoso e interessante.
    Che parla dell’Italia, di come viene bramata, vissuta, amata e raccontata su Tiktok dai turisti stranieri.
    Ma non solo.
    Perché parla anche di noi che in Italia ci viviamo e di cosa vogliamo (o non vogliamo) essere: siamo solo la quinta di un teatro o anche altro? Siamo un punto di arrivo o di partenza? Siamo ancora autentici o stiamo diventando lo stereotipo di noi stessi?
    E poi la domanda più complessa di tutte: fino a che punto il turismo può andar bene senza diventare debordante? Chi vive nelle destinazioni turistiche più gettonate sa bene che vuol dire.
    Io non ho una risposta definitiva: perché ne ho tante, che si contraddicono tra loro.

    https://www.ilpost.it/2022/10/06/italytok-italia-raccontata-tiktok/

  9. Su Reddit era da quando inizio la pandemia che si leggevano americani e stranieri che non vedevano l’ora di venire in Italia appena le cose si fossero sistemate, lo ricordo bene perchè ho diversi amici che lavorano a Firenze che erano disperati. Adesso infatti lavorano alla grande.
    Non credo che chi viene rimanga deluso sinceramente, cazzo ma ci siete mai stati in usa? La gente si spacca di lavoro e vive in posti anonimi dove durante la settimana non c’è NULLA DA FARE, ci credo gli sembra un parco giochi casa nostra.
    Il risvolto negativo di tutto questo è che purtroppo per noi italiani girare le città d’arte è diventato una passione, sono andato a venezia quest’estate non sono riuscito a vedere nulla perché le file veramente mostruose

  10. L’idealizzazione di un paese in cui non hai mai vissuto e che conosci solo sulla base di fonti esterne è una cosa normalissima, sai quante persone in Italia associano automaticamente il Giappone ai ciliegi in fiore o a tante altre cose che hanno visto negli anime? Ammetto che a vedere alcuni di questi video sale il cringe (tipo quelli che fanno “Italian men 😍🤩” e poi è il primo truzzo che vedi passare per strada), ma non è diverso da quello che gli italiani in primis e tanti altri fanno con paesi stranieri.

  11. Ma secondo me invece è proprio vero: ovunque ti giri ci sono posti stupendi che a noi paiono la normalità ma se li fai vedere ad un turista li trova pazzeschi. Un americano si meraviglia anche a vedere il centro di città secondarie come boh Bergamo o Ferrara

  12. Un po come tutto il mondo e l’internet in generale vede il Giappone, tutto rose e fiori.

  13. L’anno scorso ho provato a leggere il libro citato di Stephanie Malia Hom, è molto lungo e sono arrivata solo alla metà, quindi posso parlare più della mia sensazione che non del contenuto.

    Il turismo moderno e di massa è stato creato dagli inglesi per lucrare sulle bellezze dell’Italia, dalla fine del 1700 hanno creato nella mentre degli stranieri una certa aspettativa: un Paese povero e caotico, ma ricco di bellezze e di storia. Niente di quello che noi italiani possiamo fare o dire è in grado di cambiare questa percezione.

    Una cosa mi ha inquietato di quel libro, degli italiani si parla poco e in un modo almeno per me straniante. Dove mi sono fermata si parlava del ruolo che hanno avuto il Touring Club Italiano e il Dopolavoro fascista nella creazione del turismo dell’Italia per gli italiani, però del popolo ho letto poco.

    Forse qua esagero io, però sentivo mentre sfogliavo le pagine la sensazione che casa mia non fosse veramente mia, che l’Italia è per i turisti e che noi italiani siamo i suoi buffi abitanti capitati lì per caso, cazzeggiando sulle bellezze che i nostri antenati ci hanno donato (quante volte ho dovuto leggere *Il dolce far niente*), come hanno dato aspettative all’Italia, le hanno date anche a noi. Dobbiamo essere globalizzati e moderni, ma dare quella sensazione di tradizione e lentezza.

    Non dico che questa sia l’opinione dell’autrice, immagino la Hom volesse solo parlare della storia del turismo e di quanto l’Italia ne sia stata centrale, probabilmente sono arrivata alle mie conclusioni solo perché sono italiana e mi fa strano una lettura del genere dal punto di vista esterno, però adesso penso al turismo e mi sale un po’ di tristezza.

  14. La vita del turista è vera tanto quanto quella del locale.

    Proprio come la vita privilegiata del benestante è vera come lo è quella disagiata del povero.

    Ciò nonostante, dubito fortemente che alla maggior parte freghi qualcosa dell’ananas sulla pizza lol. Fortunatamente, non siamo tutti degli elitisti.

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