Che roba, di questi tempi non si riesce a trovare lavoratori affidabili, come se morire fosse una scusa per assentarsi dal lavoro /s
Quando i sistemi automatici sono troppo automatici
Attenzione, la versione di Glovo è diversa:
> Ci hanno detto che è stato un errore. Il suo account è stato sospeso per proteggere l’identità del suo profilo e quel messaggio è partito in automatico
Plausibile? Secondo me sì e titolo clickbait
Nel senso che volevano farlo il giorno stesso?
Mi sembra il classico articolo sul nulla
Il problema è l’utilizzo della parola licenziato nell’articolo, che farebbe supporre sia stato messo in opera un atto formale ben preciso.
Il problema è che queste continue “sviste” contribuiscono a diminuire quel poco di cultura socio-giuridica presente nel quisque de populo.
Boh io mi chiedo piuttosto chi possa aver letto quella email. Se io dovessi morire all’improvviso nessuno avrebbe modo di leggere la mia posta.
Lo si vede in ogni settore tech. Dai social al gaming alle app.
Vogliono dare in mano tutto ad algoritmi, e avere una supervisione umana minima senza mai chiedersi se questi algoritmi possono di fatto fare un lavoro adeguato, o almeno decente.
Ovviamente un algoritmo non sa fare differenza, e in casi come questo é palese l’inumanità della tecnologia lascita senza supervisione umana, che diventa alquanto distopico.
Ma poi si vede anche nel settore pernografico, dove anche lì gli algoritmi dovrebbero captare CP e altre violazioni. Ma tutti alzabile mani in servizio del content e della pubblicità. Come si vede anche su FB e YT quando permettono all’algoritmo si promuovere neo Nazis e fake news senza mai alzare un dito se nn quando sono forzati dal pubblico.
(Per nn parlare del fatto che in paesi nn anglofoni l’algoritmo di FB per molestie e hate speech nn funziona proprio).
Vogliono tutti avere utenti a nn finire fino a saturazione del mercato, ma nn sono mai tenuti a prendersi responsabilità per quanto accade nelle loro app.
“ci sono tanti modi per dire che non c’hai voglia di lavorare, morire sul lavoro per finire il turno prima è uno di questi” /s
Al di là di quanto sia funesto e triste l’accaduto, non vedo il problema da parte di Glovo?
Cosa devono fare, tenere in attivo e assunto un defunto “ad honorem” ? Bah
Lo pagano per consegnare, mica per morire
Il punto, che a me sembra oltremodo ovvio, è che a) i rider non sono inquadrati come dipendenti e quindi non godono delle relative tutele formali b) grazie a questo, le aziende si prendono la libertà di lasciare lavoratori a casa in modo algoritmico, senza un umano che faccia banalità come telefonare e *chiedere* perché l’addetto non ha svolto i compiti assegnati.
In questo caso il risultato è stato particolarmente grottesco, ma è solo il caso più evidente dell’assoluta mancanza di considerazione di queste aziende verso i loro lavoratori.
Ma perchè fanno tutto sto casino? E’ ovvio che una procedura automatica ha mandato una mail, probabilmente in glovo non sono stati reattivi nel disattivarla o se ne sono dimenticati. Non è una mail scritta da un’altra persona di proposito
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Che roba, di questi tempi non si riesce a trovare lavoratori affidabili, come se morire fosse una scusa per assentarsi dal lavoro /s
Quando i sistemi automatici sono troppo automatici
Attenzione, la versione di Glovo è diversa:
> Ci hanno detto che è stato un errore. Il suo account è stato sospeso per proteggere l’identità del suo profilo e quel messaggio è partito in automatico
Plausibile? Secondo me sì e titolo clickbait
Nel senso che volevano farlo il giorno stesso?
Mi sembra il classico articolo sul nulla
Il problema è l’utilizzo della parola licenziato nell’articolo, che farebbe supporre sia stato messo in opera un atto formale ben preciso.
Il problema è che queste continue “sviste” contribuiscono a diminuire quel poco di cultura socio-giuridica presente nel quisque de populo.
Boh io mi chiedo piuttosto chi possa aver letto quella email. Se io dovessi morire all’improvviso nessuno avrebbe modo di leggere la mia posta.
Lo si vede in ogni settore tech. Dai social al gaming alle app.
Vogliono dare in mano tutto ad algoritmi, e avere una supervisione umana minima senza mai chiedersi se questi algoritmi possono di fatto fare un lavoro adeguato, o almeno decente.
Ovviamente un algoritmo non sa fare differenza, e in casi come questo é palese l’inumanità della tecnologia lascita senza supervisione umana, che diventa alquanto distopico.
Ma poi si vede anche nel settore pernografico, dove anche lì gli algoritmi dovrebbero captare CP e altre violazioni. Ma tutti alzabile mani in servizio del content e della pubblicità. Come si vede anche su FB e YT quando permettono all’algoritmo si promuovere neo Nazis e fake news senza mai alzare un dito se nn quando sono forzati dal pubblico.
(Per nn parlare del fatto che in paesi nn anglofoni l’algoritmo di FB per molestie e hate speech nn funziona proprio).
Vogliono tutti avere utenti a nn finire fino a saturazione del mercato, ma nn sono mai tenuti a prendersi responsabilità per quanto accade nelle loro app.
“ci sono tanti modi per dire che non c’hai voglia di lavorare, morire sul lavoro per finire il turno prima è uno di questi” /s
Al di là di quanto sia funesto e triste l’accaduto, non vedo il problema da parte di Glovo?
Cosa devono fare, tenere in attivo e assunto un defunto “ad honorem” ? Bah
Lo pagano per consegnare, mica per morire
Il punto, che a me sembra oltremodo ovvio, è che a) i rider non sono inquadrati come dipendenti e quindi non godono delle relative tutele formali b) grazie a questo, le aziende si prendono la libertà di lasciare lavoratori a casa in modo algoritmico, senza un umano che faccia banalità come telefonare e *chiedere* perché l’addetto non ha svolto i compiti assegnati.
In questo caso il risultato è stato particolarmente grottesco, ma è solo il caso più evidente dell’assoluta mancanza di considerazione di queste aziende verso i loro lavoratori.
Ma perchè fanno tutto sto casino? E’ ovvio che una procedura automatica ha mandato una mail, probabilmente in glovo non sono stati reattivi nel disattivarla o se ne sono dimenticati. Non è una mail scritta da un’altra persona di proposito
Cazzo un minimo di ragionamento