Poco soddisfatti della propria qualità della vita, attanagliati dall’ansia di prestazione e in alcuni casi con sintomi depressivi, ma per fortuna con una solida rete di relazioni sociali a supporto: questo un “identikit psicologico” degli oltre 7mila studenti della Statale di Milano che hanno risposto a un questionario sul benessere psicologico, curato da Ilaria Cutica, docente di Psicologia generale e da Davide Mazzoni, ricercatore in Psicologia sociale dell’ateneo.
“Questi dati – ha commentato la Professoressa Cutica -“indicano un malessere diffuso, che nel tempo può predisporre a una diminuzione della volizione e della motivazione, a un abbassamento dell’autost
Chi se lo sarebbe mai aspettato
Ma va
> Al questionario, lanciato a inizio 2022, hanno risposto 7.096 studenti di età media di 24 anni, per il 70% femmine e per il 29% maschio
Curioso campione, 7/10 donne. Di solito si cerca la parità per queste ricerche.
> Lo specifico benessere in ambito accademico presenta invece un quadro globalmente più roseo: il 38% si dichiara molto soddisfatto per il corso di laurea scelto (punteggio 4 o 5, su scala da 1 a 4), e la maggior parte dei rispondenti non pensa mai alla possibilità di abbandonare il corso di studi (73 %) o l’università (63%). Il 57% degli studenti è in regola con gli esami.
Quindi sono per lo più “insoddisfatti e ansiosi” per motivi esterni all’università.
a lavorare
Azzardo ad estendere questo disagio anche agli altri atenei
Sono uno studente e rappresentante degli studenti a Unimi… Lasciate che vi dica una cosa:
Io ero entrato in uni e mi hanno detto che era un luogo di ricerca e innovazione…
Fast forward di 3 anni e sto combattendo perchè i prof capiscano che fornire le registrazioni agli studenti che non potrebbero essere in presenza (es: Studenti Lavoratori) non porterebbe al rendere i prof obsoleti perchè “tanto basta un video oer imparare”.
Credo che vi sia confusione tra causa e correlazione
>Lo specifico benessere in ambito accademico presenta invece un quadro globalmente più roseo: il 38% si dichiara molto soddisfatto per il corso di laurea scelto (punteggio 4 o 5, su scala da 1 a 4), e la maggior parte dei rispondenti non pensa mai alla possibilità di abbandonare il corso di studi (73 %) o l’università (63%). Il 57% degli studenti è in regola con gli esami.
La maggior parte degli intervistati non sembra essere afflitta dall’università in modo particolare. Senza nulla togliere alla gravità di altri fattori concorrenti, non mi sembra però corretto assumere che l’ansia e l’insoddisfazione sia così strettamente legata all’università di Milano in sé.
Giusto e interessante indagare e portare alla luce il problema, ma forse le conclusioni (o perlomeno il titolo dell’articolo) sono state un po’ affrettate.
Strano, praticamente sono tutti paraculati quelli che vanno all’uni e veramente pochi devono lavorare per potersela pagare.
PANDEMIA: MORIREMO TUTTI
RAZIONAMENTI GAS, CHIUSURE AZIENDE
RECESSIONE E CRISI FINANZIARIA
GUERRA NUCLEARE
Ehi universitario, come mai ti vedo un po’ ansioso e insoddisfatto?
11 comments
Poco soddisfatti della propria qualità della vita, attanagliati dall’ansia di prestazione e in alcuni casi con sintomi depressivi, ma per fortuna con una solida rete di relazioni sociali a supporto: questo un “identikit psicologico” degli oltre 7mila studenti della Statale di Milano che hanno risposto a un questionario sul benessere psicologico, curato da Ilaria Cutica, docente di Psicologia generale e da Davide Mazzoni, ricercatore in Psicologia sociale dell’ateneo.
“Questi dati – ha commentato la Professoressa Cutica -“indicano un malessere diffuso, che nel tempo può predisporre a una diminuzione della volizione e della motivazione, a un abbassamento dell’autost
Chi se lo sarebbe mai aspettato
Ma va
> Al questionario, lanciato a inizio 2022, hanno risposto 7.096 studenti di età media di 24 anni, per il 70% femmine e per il 29% maschio
Curioso campione, 7/10 donne. Di solito si cerca la parità per queste ricerche.
> Lo specifico benessere in ambito accademico presenta invece un quadro globalmente più roseo: il 38% si dichiara molto soddisfatto per il corso di laurea scelto (punteggio 4 o 5, su scala da 1 a 4), e la maggior parte dei rispondenti non pensa mai alla possibilità di abbandonare il corso di studi (73 %) o l’università (63%). Il 57% degli studenti è in regola con gli esami.
Quindi sono per lo più “insoddisfatti e ansiosi” per motivi esterni all’università.
a lavorare
Azzardo ad estendere questo disagio anche agli altri atenei
Sono uno studente e rappresentante degli studenti a Unimi… Lasciate che vi dica una cosa:
Io ero entrato in uni e mi hanno detto che era un luogo di ricerca e innovazione…
Fast forward di 3 anni e sto combattendo perchè i prof capiscano che fornire le registrazioni agli studenti che non potrebbero essere in presenza (es: Studenti Lavoratori) non porterebbe al rendere i prof obsoleti perchè “tanto basta un video oer imparare”.
Credo che vi sia confusione tra causa e correlazione
>Lo specifico benessere in ambito accademico presenta invece un quadro globalmente più roseo: il 38% si dichiara molto soddisfatto per il corso di laurea scelto (punteggio 4 o 5, su scala da 1 a 4), e la maggior parte dei rispondenti non pensa mai alla possibilità di abbandonare il corso di studi (73 %) o l’università (63%). Il 57% degli studenti è in regola con gli esami.
La maggior parte degli intervistati non sembra essere afflitta dall’università in modo particolare. Senza nulla togliere alla gravità di altri fattori concorrenti, non mi sembra però corretto assumere che l’ansia e l’insoddisfazione sia così strettamente legata all’università di Milano in sé.
Giusto e interessante indagare e portare alla luce il problema, ma forse le conclusioni (o perlomeno il titolo dell’articolo) sono state un po’ affrettate.
Strano, praticamente sono tutti paraculati quelli che vanno all’uni e veramente pochi devono lavorare per potersela pagare.
PANDEMIA: MORIREMO TUTTI
RAZIONAMENTI GAS, CHIUSURE AZIENDE
RECESSIONE E CRISI FINANZIARIA
GUERRA NUCLEARE
Ehi universitario, come mai ti vedo un po’ ansioso e insoddisfatto?
Chi lo avrebbe mai detto