“Nessuna emergenza climatica”?: il documento “bomba” ha le mani sporche di petrolio

13 comments
  1. L’articolo riporta l’ennesimo tentativo condotto dalle aziende petrolifere di negare e dissimulare il cambiamento climatico, ma soprattutto il loro ruolo centrale nella questione.

    Più nello specifico, si tratta di un documento firmato da una lista da oltre mille scienziati:

    > Nelle ultime settimane sta facendo molto discutere la pubblicazione di un documento che mette in dubbio l’emergenza climatica in corso. Il rapporto – dal titolo “There is no climate emergency” (“Non c’è nessuna emergenza climatica”) critica l’attuale campagna mediatica in fatto di crisi climatica, definendola catastrofista. Il documento in questione in realtà non è uno studio, ma un breve appello, nel quale si afferma che il cambiamento climatico non ha origine antropica e che comunque procede più lentamente del previsto, che la CO2 è sostanza salvifica per la Terra e che non è vero che il surriscaldamento sta aumentando i disastri naturali. A fare rumore è stato appunto il modo in cui il documento è stato pomposamente presentato, ovvero come l’appello firmato da oltre 1.100 “scienziati ed eminenti studiosi della materia”. Eppure, basta spulciare la lista dei firmatari per accorgersi che diverse cose non tornano, a cominciare da un pesante indizio di conflitto d’interessi: l’elenco degli esperti che hanno firmato è infatti pieno zeppo di dipendenti a libro paga delle multinazionali fossili.

    Un approccio del genere ricorda per filo e per segno quello che le [industrie di tabacco](https://en.wikipedia.org/wiki/Tobacco_industry_playbook) adottarono nella prima metà del dopoguerra, reclutando uomini di scienza per negare i problemi alla salute dovuti al fumo.

    Sempre per quanto riguarda le strategie delle aziende petrolifere per ripulire la propria immagine pubblica, riporto anche altri due articoli:
    – [I colossi fossili spendono più per pubblicizzare la produzione green che per realizzarla](https://www.lindipendente.online/2022/09/12/i-colossi-fossili-spendono-piu-per-pubblicizzare-la-produzione-green-che-per-realizzarla/)
    – [The carbon footprint sham](https://mashable.com/feature/carbon-footprint-pr-campaign-sham)

    Quest’ultimo lo trovo particolarmente illuminante, perché spiega la nascita e lo sviluppo del mito della responsabilità personale, e di come questo sia arrivato a superare per pervasività nel dibattito pubblico l’impatto delle grandi aziende (quelle petrolifere in primis). Tra l’altro che questa si sia rivelata una strategia vincente lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, con le campagne di sensibilizzazione sul tema (anche quelle Rai) che spacciano per soluzione un approccio atomizzato e individualista.

    Sono sicuro che di campagne e strategie comunicative del genere ne conosciate a decine, per cui auspico che questo post diventi l’occasione per discuterne in modo da decostruire nel nostro piccolo queste narrazioni.

  2. Qui c’è una disamina del supposto rapporto dei 1200, che in realtà sono 1107 (di cui 6 morti), la quasi totalità dei quali non sono climatologi, https://www.euronews.com/my-europe/2022/09/16/fact-check-did-1200-climate-experts-sign-declaration-denying-climate-emergency

    Non è la prima né l’ultima volta che la lobby dei fossili si fa difendere da scienziati, ricordo un imbarazzante intervento in radio di Zichichi che cercava di dimostrare che l’aumento della temperatura avrebbe diminuito la forza degli uragani o un intervento in senato di Rubbia che citava il fatto che la temperatura fosse più alta (di 5 C) quando Annibale varcò le alpi per negare il contributo dei combustibili fossili al cambiamento climatico.

  3. Quando questi ” emeriti scienziati ” si troveranno travolti da un fiume in piena o spazzati via da un maremoto o sotto una frana in montagna crederò alla giustizia divina

  4. ci tengo a sottolineare comunque che le persone (in generale, indipendentemente dall’argomento) danno o non danno credito ai suddetti “Scienziati” principalmente basandosi sulla propria ideologia personale.

    Gli “Scienziati” saranno sempre bustapagati da qualcuno, è questa un argomentazione valida per invalidare suddetto articolo?

    Questi sono ambiti dove la verità assoluta non esiste, quindi è del tutto normale che anche in ambito di ricerca ci siano opinioni discordanti, ci mancherebbe altro…

  5. Mai sentito questo documento. Comunque degli esperti (presunti o meno) mi importa poco, mi bastano gli occh iper vedere quello che succede

  6. Sarò vecchio stile, ma per me il primo passo per combattere seriamente il cambiamento climatico è l’esproprio a livello mondiale delle industrie petrolifere e la ghigliottina in pubblica piazza per CEO e compagnia.

    Qui si va verso l’estinzione di massa, e stiamo ancora a preoccuparci di non urtare la sensibilità di aziende e miliardari.

  7. È un business così grande che ce lo porteremo dietro fino a quando non pioverà fuoco, tanto vale prendersela se succedono queste cose

  8. Il suo gemello sulla carne è “Eating less Meat won’t save the Planet. Here’s Why” finanziato dalle industrie alimentari

  9. A me non me lo toglie nessuno dalla testa che tutti media contro il nucleare, gruppi di pressione, serie TV/Film etc. siano stati in gran parte voluti da gente con un sacco di soldi investiti nel petrolio.

  10. Soluzione: ogni volta che le compagnie petrolifere pubblicano questi documenti, in modo diretto o indiretto che sia, aumento automatico delle tasse sugli utili del 50%.

    Addendum: controlli fiscali dettagliati senza avviso agli executive.

    I soldi ricavati andranno a finanziare la decarbonizzazione.

  11. Quindi basterebbe prendere tutte le persone che hanno partecipato alla redazione e all’ideazione di una cosa simile e lanciarle fuori dal pianeta per cercare di migliorare le cose? cosi giusto per chiedere ^^

  12. Ma come, fino a ieri la scienza era l’unico dio e dovevamo stare zitti e muti che tanto non sappiamo un cazzo quando parla un “esperto”, e ora tutto d’un tratto ci siamo resi conto che “la scienza” può non essere indipendente e che è piena di conflitti di interesse?

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