https://ilmanifesto.it/globalizzazione-e-ipocrisie-ventanni-di-cina-nel-wto/
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15 comments
  1. L’evento più determinate del 21 secolo, persino più dell’ 11 settembre secondo me. Certo la delocalizzazione non esiste solo in cina, ma in altri paesi non sarebbe stato lo stesso.

  2. Abbiamo deindustrializzato l’occidente delocalizzando in paesi dove non esistono norme ambientali e sui diritti dei lavoratori, *ma almeno gli azionisti sono stati soddisfatti*.

  3. Mi fa sempre sorridere quando la gente sembra credere che la delocalizzazione sia colpa della Cina e non degli industriali occidentali che non vedevano l’ora di avere a disposizione lavoratori senza tutele da sfruttare a loro piacimento

    È praticamente lo stesso discorso degli immigrati che “ci rubano il lavoro”

  4. se si studia la cina nel 700 con la corona inglese capisce dove si sta andando. bisogna mettere paletti e far importare alla cina la stessa percentuale dei prodotti che esporta in occidente per bilanciare le entrate e le uscite come impose la corona inglese nel 700 imponendo alla cina di importare the dalle sue indie ex colonie per bilanciare le esportazioni cinesi di seta etc in uk. pauca intelligentibus

  5. La delocalizzazione è stata aiutata dalle baby pensioni, la pillola è stata fatta ingoiare ai boomers con tanto zucchero sopra. Chi fa le spese per prodotti di scarsa qualità, inquinanti e pure costose siamo noi della nuova generazione.

  6. Con l’entrata nel WTO e la delocalizzazione la Cina ha praticamente ottenuto la possibilità di fare quello che vuole senza troppe conseguenze.

    Penso potrebbero fucilare minoranze etniche in diretta TV e l’Occidente non alzerebbe un dito per paura di trovarsi con l’economia a terra o una bomba nucleare sul groppone.

  7. C’è un paywall.

    Il problema non è quello che la Cina è stata fatta entrare nel commercio mondiale, le hanno dato i brevetti di produzione, e per qualche motivo (probabilmente corruzione?) non le è stato chiesto di aprire il suo di mercato? Che è iper controllato, chiuso, non dipendente da aziende non cinesi e con il governo che ha pretese politiche?

  8. Al solito ilManifesto si rivela essere uno dei pochi giornali lucidi:

    “spicca però la strana concezione occidentale delle regole concepite dal mondo occidentale: quando non ci garantiscono più, è sempre colpa di qualcun altro. Più è forte questo qualcun altro, più diventerà il nemico con il quale prendersela.”

  9. >L’adesione al Wto – per la Cina – ha prodotto una trasformazione epocale: dal 1990 al 2015, la quota della popolazione cinese che vive in estrema povertà (con meno di 1,90 dollari al giorno) è scesa dal 67 per cento a meno dell’1 per cento.

    Basta questo dato per decretare che questo evento è stato straordianariamente positivo per l’umanità. L’uscita dalla povertà estrema di oltre un miliardo di persone vale molto di più, in positivo, della perdita di tenore di vita di qualche milione di persone che erano privilegiate su scala globale.

    Che poi questa perdita di tenore di vita è tutta da dimostrare: c’è stata in Italia sicuramente, ma accade che l’Italia è un caso più unico che raro di paese la cui economia è ferma da 30 anni. Quasi tutti gli altri paesi occidentali sono invece cresciuti. Ed hanno tassi di disoccupazione ai minimi, nonostante la presunta scomparsa delle fabbriche dall’Occidente.

    E allora, piuttosto che maledire un evento che ha migliorato in modo fantastico il tenore di vita di una fetta importante dell’umanità, sarebbe più intelligente maledire le scelte che i governi italiani hanno fatto negli ultimi 30 anni.

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