In Francia sono sempre più gravi i disagi per lo sciopero dei lavoratori delle raffinerie

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  1. > I lavoratori delle raffinerie chiedono aumenti salariali per compensare gli effetti negativi dell’inflazione, il cui aumento è in gran parte causato dall’instabilità della situazione internazionale dovuta alla guerra in Ucraina. Soprattutto, chiedono che questi aumenti siano approvati tramite una ridistribuzione dei profitti delle compagnie. Al momento non sono attive quattro delle sette raffinerie della Francia, quelle di proprietà di TotalEnergies.

    > Sono tornate in funzione le due di Esso-ExxonMobil, dopo che la società ha concordato con i sindacati più moderati un aumento del salario del 6,5 per cento per il 2023. L’unica raffineria che non ha mai spesso di funzionare è quella del gruppo Petroineos. Venerdì Esso-ExxonMobil ha fatto sapere che le sue raffinerie dovrebbero tornare a pieno regime entro due o tre settimane. Il principale sindacato di sinistra francese, la Confédération générale du travail (CGT), non ha invece accettato la proposta di un aumento dei salari del 7 per cento da parte di TotalEnergies, che chiede il 10 per cento e ha detto che continuerà gli scioperi.

    Scioperano i sindacati dei lavoratori del petrolchimico francese, chiedendo aumenti di stipendio almeno pari all’inflazione, che poi vuol dire semplice mantenimento del potere d’acquisto del proprio salario dato che pareggiare l’inflazione non vuol dire altro che quello.

    > Il governo francese inizialmente non era intervenuto nella vicenda e sperava che le trattative tra le aziende e i sindacati andassero a buon fine. Il peggioramento della situazione ha costretto il governo a prendere contromisure, e la scorsa settimana era infine arrivato a ordinare una precettazione, cioè un obbligo di non scioperare, per i lavoratori delle raffinerie (il mancato rispetto della precettazione prevede sanzioni pecuniarie e disciplinari). La CGT aveva definito questa misura “illegale” e l’aveva indicata come una minaccia al diritto di sciopero in Francia.

    Trovo anche tanto prevedibile quanto grave il fatto che il governo, fallite le trattative, si schieri smaccatamente dalla parte delle aziende passando alla precettazione: rende molto chiaro che la priorità è tutelare gli enormi profitti del settore, a scapito in primis dei lavoratori e poi del paese tutto.

  2. Mi rivolgo a chi ha studiato economia: ma aumentare i salari seguendo l’inflazione non peggiora l’inflazione stessa?

  3. hanno fatto bene, le compagnie petrolifere hanno colto la palla al balzo e usato la guerra per speculare a piu non posso, possono benissimo redistribuire una piccola % dei profitti tra i dipendenti.

  4. Abito a Lione ed é surreale la situazione, sabato scorso c’era una coda di almeno 1,5 km per fare il carburante con la polizia che controllava se ne avevi bisogno o no. Se avevi almeno metà di carburante nel serbatoio non ti lasciavano passare e ti dicevano di tornare a casa

  5. Quante volte i francesi ci insegnano, e quante volte invece non impariamo.

    Quanta gente non ha ancora capito che se lo stipendio non viene adeguato ogni anno, lo si sta prendendo nel culetto…

  6. Manca solo la mano dei governi che prenda gli extra profitti delle multinazionali e linusi per pagare le bollette (o spingere in rinnovabili/nucleare)

  7. Stiamo sempre a perculare i francesi ma quando é ora di far valere i propri diritti rimangono i più basati in europa

  8. Studio a Parigi, l’auto c’è l’ho parcheggiata da mesi.
    Utilizzo la metro per un semplice motivo, di passare un intero pomeriggio (e no non sto esagerando) in fila dal benzinaio non ne ho proprio voglia.

  9. A Parigi la situazione in centro è assurda, non c’è benzina da quasi nessuna parte e dove c’è ci sono file assurde. L’altro giorno sono passato dietro una caserma di polizia, c’era 1km di fila anche lì per rifornire i loro veicoli esclusivamente.
    I trasporti pubblici sono saturi, l’RER B fra un po’ fa come in India, prende la gente sul tetto. Io che in genere dovrei prenderlo per andare a lavorare, mi sono fatto un’ora e mezza di bicicletta sotto la pioggia pur di non trovarmi in quella scatola di sardine (che già in tempi normali funziona a singhiozzo). Iniziano pure ad esserci ambulanze e medici che rinunciano a certi pazienti meno urgenti.

    In ogni caso una conclusione che posso trarre dalla vicenda: secondo me sarà un impulso per diventare meno dipendenti dal petrolio. Molti per non rischiare di ritrovarsi in una situazione simile in futuro passeranno ai veicoli elettrici. Questi lavoratori che protestano in realtà sono in via d’estinzione, il loro mestiere è destinato a scomparire un po’ come i minatori di carbone. Anche se ci vorrà del tempo, in Germania l’ultima miniera ha chiuso nel 2018…

  10. Nel frattempo in Italia ci nebulizzano i coglioni col fascismo invece di parlare di cose serie. Siamo sempre avanti…

  11. Sono in Francia per 4 giorni, felice di esserlo con auto elettrica. Le code alle stazioni di servizio in autostrada sono fuori di testa

  12. Cose che mi fanno pensare “Che bello abitare in Ile de France, non ho mai bisogno della macchina”, poi mi ricordo che la RER è in sciopero costante, e piena come un vagone animali… Detto ciò in questo caso fanno assolutamente bene a scioperare

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