I comuni stanno strapagando i loro nuovi siti finanziati dal PNRR

13 comments
  1. I fondi previsti dal PNRR per la digitalizzazione dei comuni sono più elevati del previsto e stanno portando ad un’innalzamento e del prezzi.
    Cosa ne pensate? Come potrebbero essere utilizzati i soldi extra?

    Vi segnalo vista la mia esperienza personale avendo seguito per il mio comune la domanda per il bando di finanziamento, l’assurdità della procedura e diverse uffici poco *capaci e volenterosi* responsabili del finanziamento che bloccano parecchie richieste *kafkianamente* con conseguenti ritardi e sprechi. Insomma, nulla di nuovo.

  2. La cagata secondo me è aver legato l’importo dei fondi alla dimensione del Comune.

    Il costo del rifacimento dipende dai servizi che tale portale web eroga non dal numero di persone a cui fà riferimento (escludendo il dimensionamento dell’infrastruttura legata al traffico presunto).

    Io posso anche fare un sito completamente statico per la città di Milano e costarmi X mentre se lo faccio per il Comune di pincopallo che mi chiede anche di integrare alcune funzionalità che permettano l’interazione coi cittadini allora i costi possono benissimo essere superiori a quelli del comune di Milano.

    Comunque, secondo me, è più facile che ci sia della mangiatoia nei Comuni grossi dove si legge dall’articolo volano anche 500.000€ di fondi che per il Comune di Vattelapesca che ne ha solo 30.000€ a Budget.

    Posso assicurarvi che quei 30.000€ potenzialmente volano via come niente se c’è un po’ di lavoro da fare.

  3. Io non capisco questa ossessione per lasciare così grandi libertà a 8000 comuni quando AgID s’è fatta un mazzo tanto per uniformare i siti governativi. Tanto ci devi pagare le multe e leggere le ordinanze, non basterebbe un template unico personalizzabile a posteriori?

  4. Già detto ma lo ripeto: andrebbero aboliti tutti i comuni sotto ai 5000 abitanti.
    Questo è un ulteriore esempio di spreco nel frammentare il territorio in minuscoli pezzettini disabitati

  5. Matematico, arrivano soldi da non buttare al cesso, e la prima cosa che ai fa è bruciarli per accendere le sigarette

  6. Nel mentre, non conosco un singolo comune che ha usato il pnrr per la costruzione o potenziamento del nido. Quello del mio comune ha 50 posti, la giunta l ha finanziato per 25 e col casino che stanno facendo non ha ancora aperto (3 mesi di ritardo)

  7. Boh, tanto per cominciare, se si parla di accesso SPID, non è di un semplice “sito” che stiamo parlando. Mi sembra un’analisi superficialotta onestamente.

    L’articolo parla di cose come 100K per sito e un paio di servizi, e possono decisamente non essere affatto molti. Servizi come la produzione e il download dietro SPID di certificati anagrafici, o l’invio della TaRi tramite IO (con relativa dashboard per gli impiegati) non sono roba che fai con 25K.

  8. Ah, sì, il tipico vizietto italiano di spendere i soldi ancora non incassati.

    Che poi il PNRR è un prestito a interesse (andrà ripagato), non un finanziamento a fondo perduto (come vollero farci credere il primissimo giorno quando si parlò di “aiuti europei” per risollevarci dalla pandemia; ma gli “aiuti europei” sono comunque contribuiti dalle nostre stesse tasche… *con una mano ce li tolgono e con l’altra ce li prestano a interesse).*

    p.s.: la Pubblica Amministrazione già brillava poco quando arrivò la riforma Bassanini. Ai bei tempi gli atti erano firmati dal politico di turno (sindaco o che altro) che suo malgrado si assumeva il rischio di finire in galera se fossero stati illegali. Ora che è tutto un caos di responsabilità, di “tecnici” e di zero rischio di finire in galera, si può spendere e spandere qualsiasi finanziamento *annunciato.*

  9. Almeno al termine di tutto questo vedremo sparire una grossa parte di quei server di piccole dimensioni con sicurezza inesistente e aggiornati una volta ogni “mai”, che poi era uno degli scopi principali di agid.

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