Punti di vista: analisi attraverso differenti angolazioni stilitiche di un successo senza tempo, firmato da Agatha Christie. Come “Assassinio sull’Orient Express”, a distanza di quasi un secolo, è ancora fresco come una rosa.

5 comments
  1. La cura dei minimi dettagli è quasi maniacale, gli indizi sono ovunque ma sono difficilissimi da individuare: ti portano alla soluzione senza che tu te ne accorga. Un omicidio in treno, uno scompartimento chiuso dall’interno, indizi eclatanti (forse troppo) e un gruppo molto variegato di potenziali assassini. [Qui](https://onceuponatimethecinema.blogspot.com/2017/12/murder-on-orient-express-1974-la-notte.html) e [qui](https://onceuponatimethecinema.blogspot.com/2017/12/murder-on-orient-express-1974-la-notte.html) potete trovare anche la mia personale opinione degli adattamenti cinematografici fatti nell’arco di quarant’anni, esclusi quelli televisivi s’intende.

  2. È ancora “fresco” perché, purtroppo o per fortuna, l‘animo umano stenta evidentemente a modificarsi.

    Da notare, inoltre, la presentazione degli assassini che avviene sin dall’inizio (così come accade in “Dieci Piccoli Indiani”) ma che il lettore/spettatore scopre soltanto alla fine…lo trovò quasi buffo. 👍🏻

  3. Poirot é sempre stato l’investigatore a cui sono più affezionata, anche per la cura per le relazioni psicologiche tra i vari personaggi che la Christie metteva nei suoi casi. Una delle mie storie preferite era “Poirot e i Quattro”, anche se come tutte le altre l’ho letta da piccola e quindi me ne ricordo veramente poco.

    Ah e purtroppo per me la faccia di Poirot è solo David Suchet, non riesco a immaginare qualcun altro. Il fatto che poi provi una certa antipatia a pelle per Branagh non ha aiutato a farmi piacere i suoi film su Poirot (il secondo veramente terribile, il primo dimenticabile).

  4. Sono un grandissimo appassionato dei gialli di Agatha Christie. Ne ho letti tantissimi e sono ancora godibilissimi. Quello che mi fa preferire la regina del giallo allo Sherlock di Doyle è il fatto che, nella maggior parte dei racconti della Christie, il lettore può in qualche modo farsi un’idea del colpevole perché gli vengono dati tutti gli strumenti per risolvere il caso.

    Il mio preferito resta Dieci Piccoli Indiani, che considero il racconto giallo perfetto. L’ho letto almeno otto o nove volte e ogni tanto vado a rileggermelo.

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