Controlli durante gli esami online universitari, multata la Bocconi per 200 mila euro: ledono la privacy

26 comments
  1. interessante e (che mi ricordi) primo intervento del genere fatto recentemente in italia

    personalmente non mi è mai capitato di ‘subire’ questa forma di controllo però immagino non sia piacevole rimanere con l’ansia di essere tracciati e sotto controllo così

    > Si parla, nello specifico di “Lockdown browser”, software che blocca tutte le attività sul PC degli esaminandi ad eccezione della finestra relativa all’esame, e “Respondus monitor”, software incaricato invece di vigilare e segnalare comportamenti sospetti dello studente, come per esempio il non guardare il monitor durante la prova o l’alzarsi dalla propria postazione nascondendosi all’occhio della telecamera

    nell’articolo si motiva che:

    > “tali sistemi non devono essere indebitamente invasivi e comportare un monitoraggio dello studente eccedente le effettive necessità”

    vi trovate nelle obiezioni sollevate dal garante?

    esperienze da parte di studenti e lavoratori sul monitoraggio fatto da scuola / datore di lavoro?

  2. Tra l’altro la Bocconi non era nemmeno l’unica Università ad usare quella monnezza. Alcuni professori del PoliMi l’hanno usata per più sessioni.

  3. > multata la Bocconi per 200 mila euro

    Ovvero le tasse che paga un singolo studente iscritto lí /$

    Edit: aggiunta la /$ perché non era chiaro

  4. Ho dovuto usare respondus l’anno scorso per alcuni esami. Esperienza veramente orribile, fai un esame con l’ansia, perché ti bloccano il pc e ti riprendono (ora sul riprendermi, con un documento in mano condiviso con decine dì persone che non conosco avrei parecchio da dire, ma lasciamo perdere)

  5. Chiunque sia stato studente universitario o conosca studenti universitari in pandemia sanno che gli esami a distanza sono stati una farsa allucinante.

    Gente che non sarebbe neanche da 18 passata tutta con voti alti.
    Conosco una persona che, precovid, stava per mollare da quanto era indietro, riuscire a laurearsi dando 21 (ventuno) esami in un anno.
    Per non parlare di tutte le lauree con componente pratica e tirocini, che sono stati tutti sospesi

  6. Personalmente io non ho mai fatto esami con Respondus pur essendo possibile nella mia uni, in ogni caso ad un orale è davvero difficile copiare, considerato che (faccio diritto) gli argomenti sono così ampi che non saprei nemmeno da dove cominciare per fare bigliettini o che ne so, inoltre un professore accorto nota subito se lo studente esita troppo, si guarda in giro, è un po’ troppo ansioso…insomma, te ne accorgi se uno non sa nulla e sta spudoratamente copiando (che comunque, ripeto, per materie come diritto è impossibile, devi sapere le cose dato che non sai quale sarà la domanda su un programma di 800-1000 pagine+la roba detta a lezione).

  7. Studente Bocconi here. Mah, capisco la motivazione per la mancata chiarezza sul trattamento dei dati, ma definire eccessiva la richiesta di un documento di identità e il controllo della stanza mi sembra ridicolo. Essendo per il 90% esami scritti non vedo altre soluzioni. Certo non era un sistema perfetto e di gente che ha copiato tutto il copiabile ce n’è stata parecchia, ma almeno disincentivava un minimo il copiare e qualche scemo che si è fatto scoprire c’è stato.

  8. La cosa preoccupante è la multa risibile comminata alla Bocconi, mentre la cosa strana è che si è dovuto muovere un visiting student inglese perché il caso finisse di fronte alle autorità.

    Quei software sono poco più che malware autorizzati, mi sorprende che nessuno prima di quello studente straniero si sia incazzato ed abbia denunciato l’ateneo per un livello di controllo (e di compromissione del proprio computer privato) così insensato. Leggo nei commenti che anche al PoliMI ed al PoliTO alcuni docenti li utilizzano…possibile che niente sia stato detto?

    Dall’altro lato se per una indegnità del genere un (ricco) ateneo viene multato per solo 200k che messaggio si manda? È una multa bassissima persino per un ateneo pubblico, figuriamoci per un ~~diplomificio gourmet~~ rispettato e facoltoso ateneo privato

  9. Ecampus usa questa schifezza per tutti gli esami e tutti gli studenti si lamentano dei disservizi. Una cosa allucinante e che ti potrà ad avere uno stato d’ansia assurdo.

  10. Anche io alla Bicocca ho dovuto fare un paio di esami in cui richiedevano lockdown browser e respondus monitor, + webcam frontale e fotocamera del telefono laterale, manco al carcere.

    Che poi sto schifo di respondus si bloccava ogni volta che mi chinavo un attimo per scrivere sul foglio gli esercizi

  11. Quando ho fatto per lavoro un paio d’anni fa un corso con esame finale della piattaforma Sitecore (un cms come WordPress ma di tipo professionale) dovevo avere la webcam e che mi inquadrasse per tutto il tempo, microfono, software che mi bloccava il PC e tizio che mi fissava tutto il tempo (l’esame era su prenotazione oraria). A un certo punto random il tizio mi ha chiesto di prendere la webcam e fare un giro della stanza per mostrare cosa avessi intorno a me. Erano tutte domande a risposta multipla con ampio tempo a disposizione. Per copiare coi colleghi che avevano già fatto il corso in questo modo loro stavano fuori inquadratura a leggere le domande e mi facevano cenno 1/2/3 per la risposta. Per il controllo stanza con un mio segnale uscivano dalla stanza chiudendo la porta. Una cosa ridicola ma unico modo di fare sta cazzo di certificazione molto richiesta nel settore. Corso + esame sui 3k€.

  12. Io sono all’UniPa. Nella nostra facoltà non abbiamo usato questi sistemi, abbiamo fatto alla vecchia maniera: posizionare il computer in modo che la webcam becchi le nostre mani e il foglio del compito. Non è un metodo perfetto, ma abbiamo potuto usarlo perché nel mio anno siamo una trentina, quindi i professori possono osservarci contemporaneamente senza troppe difficoltà. Al più un prof con dei sospetti poteva chiederti di girare la webcam per mostrare la stanza, o di condividere la roba del computer, se aveva dubbi, ma non è successo

  13. A La Sapienza bisognava usare webcam del pc che mostrasse la faccia e telefono che riprendeva le spalle, la scrivania e il monitor con microfono acceso. Sarebbe stato troppo difficile fare esami a libri aperti eh… capisco che ci voglia di più a scrivere e pensare un esame di questo tipo, ma è sempre meglio di fare il poliziotto. Tanto è inevitabile che la gente copi.

  14. L’unica parte sbagliata è il trasferimento in USA dei dati senza informativa, a parte questo mi auguro che i sistemi per il proctoring divengano sempre più diffuso e capillari. Ben venga un po’ di serietà alla farsa che sono stati fin qui gli esami online delle università italiane.

  15. Tutti strumenti inutili che creano più problemi che altro.
    Basta trasmissione in contemporanea tramite pc e smartphone, con il primo che riprende frontalmente e il secondo che riprende la scrivania e lo studente dalle spalle.
    Poi tutta la retorica sul controllo in aula che non si può comparare a quello da casa mi fa davvero ridere, significa non avere contatto con la realtà.

  16. Ogni giorno uno studente si sveglia e sa che dovrà imbrogliare più della tecnologia

    Ogni giorno la tecnologia si sveglia e sanche dovrà imbrogliare più dello studente

    Alla fine Non è importante che tu sia studente o tecnologia, l’importante è fottere il sistema

  17. Perchè ovviamente in presenza i prof tracciavano i movimenti degli occhi di 300 studenti? Non vedo in che modo questi programmi siano meglio di malware o del credit score à la CCP

  18. Ho sentito parlare di quella schifezza e ho avuto addirittura una mezza discussione qui su reddit con un assistente agli esami che era più sul favorevole che sul contrario. Io onestamente lo trovo davvero orribile e per fortuna da noi non lo hanno usato

  19. Esperienza di Ingegneria, molto pre-covid. Mai fatto un esame online.

    Ci sono Professori che fanno esami ridicoli, dove veramente si potrebbe copiare tutto. E ci sono Professori che invece, non importa se in scritto o in orale, ti richiedono di applicare quello che sta sui libri e che devi avere assimilato.

    Mi sembra ovvio che nel secondo caso non c’è software che tenga.

    E comunque, all’Esame di Stato, puoi portare tutti i libri che vuoi.

  20. Parto col dire che ho ottimi mezzi tecnici, computer performante, connessione quasi irreale per gli standard italiani, webcam, cuffie e microfono separato all’occorrenza quindi non ho avuto problemi tecnici.
    Per me gli esami con Respondus sono stati comodissimi, e prima che diciate che è perché ho copiato, no non l’ho fatto neanche quando mi sono reso conto avrei potuto (e forse ora avrei meno problemi ed esami).
    Li ho trovati molto comodi, potevo svegliarmi con calma e stare nella mia camera, un luogo che indubbiamente mi aiutava a rilassarmi e non dovevo avere nessun contatto o appello. L’ unica volta che è stato un po’ più complesso era un esame da svolgere collegandosi prima Respondus e poi da lì su una macchina remota dell’ università, li il problema era la lentezza di quest’ ultima e la responsività che ne risentiva ma sinceramente non mi ha penalizzato

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