
[Qui il comunicato](https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2022/10/PS12441-PS12450-PS12451-PS12453-PS12455).
In pratica, negli ultimi mesi diverse società fornitrici di energia e gas hanno tentato di modificare unilateralmente i contratti a prezzo bloccato (tra cui il mio), imponendo agli utenti il passaggio alle più elevate tariffe di mercato. Il governo uscente, però, ha sospeso fino ad aprile l’efficacia di queste modifiche.
Per tutta risposta molte compagnie hanno quindi comunicato agli utenti la risoluzione dei contratti per eccessiva onerosità sopravvenuta – di fatto obbligando gli utenti a scegliere tra accettare le nuove condizioni più sfavorevoli, ovvero ritrovarsi senza contratto e dunque affidati al servizio di fornitura di ultima istanza.
Ora pare che l’Antitrust voglia prendere provvedimenti. Non sarebbe male; ero già rassegnato a subire, ma magari all’ultimo c’è il colpo di scena.
8 comments
Il modo in cui si sono mosse le società di energia è **criminale** e **scandaloso**. È ora che ARERA e AGCM tirino fuori le palle e rifilino una bella multona.
Guard,a mi spiace dirti che, in questo caso, hanno ragione le società fornitrici ed è loro diritto risolvere il contratto. L’antitrust può fare quello che vuole, ma questa questione non è neanche nella sua giurisdizione. Alla fine, riconosceranno le “cause imprevedibili” e faranno rescindere i contratti di fornitura.
Il problema è, come al solito, il governo, che fa leggi a cazzo, senza pensare alle conseguenze.
Bloccare i contratti impedendo la fluttuazione dei prezzi è il solito tentativo di calmierare che non serve a nulla.
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Comunque, nota a parte, i contratti a prezzo fisso per i privati sono quasi sempre sconvenienti per il privato. Non ho mai capito perché la gente ci caschi.
Ho fatto nuovo contratto di fornitura con prezzo bloccato 30 mesi. Dopo 6 mesi mi hanno alzato il prezzo e dopo le ripetute segnalazioni all’assistenza, hanno sempre fatto orecchie da mercante. Ho informato il codacons, ma a parte un “le faremo sapere se faremo una class action” non è successo nulla.
E io pago cit.
I contratti non possono andare contro la realta’: se la materia prima aumenta troppo le aziende piccole non ci stanno dentro e rimodulano a prescindere da quello che c’e’ scritto. Magari gli fanno causa, magari no ma tanto mantenerli sarebbe insostenibile.
E’ semplicemente l’ultimo stadio prima del fallimento, non hanno nulla da perdere.
prima o poi qualcuno mi spiega perché quelli del servizio a maggior tutela non hanno nessuna tutela mentre quelli del mercato libero devono essere protetti dallo stato contro le fluttuazioni del mercato…
Ricordo bene che in terza elementare, sul sussidiario di Storia, c’era scritto che i calmieri non funzionavano nemmeno al tempo dell’Impero Romano.
Ecco, se vi levate il wishful thinking c’è la realtà sull’uscio.
Questa è veramente una porcheria anche perché le compagnie energy & utility comprano l’energia dei contratti fissi tutta (a meno di una marginalità) alla stipula del contratto.
Quindi le compagnie hanno già fatto profitto nel momento in cui il contratto è sottoscritto. Modificarlo unilateralmente è pura cupidigia
Francamente se il gas viene scambiato a 300 perché il fornitore dovrebbe vendertelo a 100? Ci sta.
Il problema purtroppo non è qui